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giovedì 19 gennaio 2023

Presidio in Regione Lombardia per dire NO alla Vigevano-Malpensa

 Daniele Del Ben Presidente del Parco Agricolo Sud Milano

Questa mattina, in occasione della conferenza dei servizi sul progetto Vigevano - Malpensa, ho ribadito il parere contrario del Parco Agricolo Sud Milano al progetto Anas e la disponibilità dell'ente a ricercare soluzioni condivise che rispettino il territorio e la sua vocazione agricola.

Elisa Scarano Verdi candidata AVS 12 e 13 febbraio per il consiglio regionale della Lombardia
È inammissibile che in una Regione come la Lombardia maglia nera per il consumo di suolo si continuano ad approvare inutili infrastrutture stradali invece di pensare e investire nel migliorare l'efficienza del trasporto pubblico. Città, strade e autostrade più libere significa meno inquinamento nell'aria che respiriamo, significa più salute nei nostri corpi. Ora siamo difronte all'ennesima colata di cemento che andrà a consumare e a distruggere il nostro preziosissimo Suolo, una risorsa preziosa e non rinnovabile.
Noi verdi, siamo a fianco dei comitati, sindaci, Agricoltori e cittadini e continueremo a difendere i parchi lombardi, in tutte le sedi istituzionali, dobbiamo ricordare anche "i complimenti" della commissione petizione del parlamento europeo per la qualità del territorio del parco del ticino. C'eravamo, ci siamo, ci saremo.

Così dichiara, la candidata dei Verdi, per le elezioni lombarde, Elisa Scarano nella lista Alleanza Verdi Sinistra.


Da Associazione per il parco sud

Presidio in Regione Lombardia per dire NO alla Vigevano-Malpensa

di Città Metropolitana, Parchi e Sindaci 18 gennaio 2023. Si è aperta la stamani la Conferenza dei Servizi al Palazzo della Regione Lombardia per sentire il parere delle parti sul progetto di superstrada Vigevano Malpensa. Il no dei contrari al progetto (Città Metropolitana, i due Parchi Sud Milano e del Ticino, quattro degli otto comuni interessati) sono stati tanti e articolati. A parte gli aspetti formali, nella sostanza si è contestato un progetto vecchio -elaborato nel 2014- nato sotto l’influsso di previsioni di sviluppo smodato di traffico e di economia. L’opera appare quindi ingiustificata e dannosa per l’agricoltura, le aziende agricole espropriate, e il territorio che si andrà a deturpare. Senza trascurare i cambiamenti climatici, che gli scienziati temono per le ripercussioni su tutto il pianeta. Nell’incontro di stamani è emerso un ulteriore aspetto negativo. I costi del progetto stanno lievitando a dismisura: dai 220 milioni di 9 anni fa si è passati agli attuali 328 milioni. Li pagherà il Governo, in quanto la superstrada, oltre a essere dichiarata un’infrastruttura di interesse nazionale, è inserita tra le opere di sostegno alle Olimpiadi invernali del 2026 (il fatto che non verrà realizzata per tempo non sembra preoccupare i tifosi delle discese del bob tra le risaie della Lomellina). In concomitanza con la Conferenza, si è tenuto un presidio sotto il Palazzo della Regione, che ha visto la presenza di bandiere e striscioni dell’Associazione per il Parco Sud Milano, WWF, Legambiente, Coldiretti, Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), Donne in Campo e Comitati del territorio. Per ora la conferenza è stata sospesa e riprenderà tra 45 giorni. Noi non demordiamo, anzi.

domenica 23 gennaio 2022

Malpensa, salviamo la brughiera; bracciate in acque gelide. Per una lombardia sostenibile

 Oltre 60 persone, sabato mattina, al terminal 1 di malpensa,per dire no al nuovo masterplan che prevede un inutile consumo di suolo.

Oltre 200 persone domenica mattina a Castelletto di Cuggiono per l'impresa di Enzo Favoino, bracciate in acqua gelide nel naviglio, iniziativa per portare l'attenzione sullo stato dell'ambiente in Lombardia.

Dopo due anni di "black out", sono tornate le iniziative di tutela ambientale; il pensiero degli ecologisti del ticino, dei verdi del ticino, va al carissimo Andrea Barcucci, mancato nel dicembre 2021, Andrea sarebbe stato tra gli animatori e promotori sia sabato che domenica. 

Ciao Andrea, manchi. Continuiamo in ciò che è giusto.

comunicato stampa Verdi del Ticino

I Verdi del Ticino han partecipato, insieme ai comitati, associazioni e cittadini al presidio all'aeroporto di Malpensa, per ribadire il No all'ipotesi di espansione prevista dal Masterplan 2035.
Il Parco del Ticino, Riserva della Biosfera UNESCO, è da tutelare e non penalizzare ulteriormente con ampliamenti dello scalo.
A rischio c è la flora e la fauna di habitat tipici della brughiera lombarda, già sottoposta a rumore ed emissioni nocive dei veivoli.
Pensiamo alle popolazioni dei comuni limitrofi all'hub esposte a smog ed inquinamento acustico, con un traffico congestionato tutti i giorni.
Al momento l'iter del progetto è in fase di studio da parte del Ministero per la Transizione Ecologica.
Ora per uscire dalla crisi, si vuole rilanciare l'aeroporto con una nuova, inutile, devastazione ambientale, in una delle ultime aree di brughiera.
L'impegno dei Verdi, in Europa, è a sostegno della mobilità ferroviaria e del trasporto pubblico. Ad oggi, sotto i 500 km è competitivo il treno. Lo stesso green new deal Europeo va verso una direzione.
È ora di cambiare aria in Lombardia; terra di laghi e di parchi a rischio cemento e inquinamento.
Verdi del Ticino

video del presidio, intervista a Jimmy Pasin

https://www.youtube.com/watch?v=Kdkx1xn7bjA&t=13s



Bracciate gelide per l'ambiente.
Tanti gli amici e sostenitori che hanno voluto essere presenti a questa impresa ricca di sport e amore per l'ambiente.



martedì 12 ottobre 2021

Verdi. amministrative 2021, conferme e sorprese.

 I risultati dei Verdi, e delle liste verdi alle elezioni ammistrative del 3 e 4 ottobre 2021.

I verdi sono una federazione, ragion per cui, come vedremo, cambiano le alleanze (e i risultati) a seconda dei territori. 

Ad es.

Torino, in coalizione con il M5s, i verdi, raccolgono lo 0,9% di lista , a fronte del 9% della coalizione (8,1% alla lista m5s).

Buscate, Comune del Parco del Ticino, nella Città metropolitana di Milano, vede l'unica lista dei Verdi , Buscate Verdi Civici, con un candidato Sindaco dei Verdi (Gilberto Rossi), senza il centrosinistra e con il PD che ha invitato a votare il candidato di FDI (l'laltra lista era a targa lega). 4, 5%.

Cassano D'Adda, in coalizione col centrosinistra, partito democratico e sinistra per cassano, i verdi, raccolgono il 12%. per il n. degli eletti, si attende il risultato del ballottaggio del 17 e 18 ottobre.

Milano click per elenco eletti e risultati di Milano

Bologna, i verdi eleggono un consigliere comunale, in coalizione con Matteo Lepore che vince al primo turno.

Napoli, i verdi eleggono un consigliere comunale e un presidente di Municipio

Merano, di domenica 10 ottobre, il voto che vede i verdi al 25%. 

Due Sindaci Verdi, Domenico Finiguerra a Cassinetta di Lugagnano e Alessandro Monaco a Casacanditella, a guida di due liste ecociviche.








sabato 23 maggio 2020

Dimissioni Fontana e tuteliamo i parchi. una firma.

Gli Ecologisti del Ticino vi invitano a firmare per dare un segnale forte e preciso. La Lombardia terra di parchi non può continuare ad essere governata da chi ha fatto questo scempio nella sanità e cancellando le tutele territoriali.

LOMBARDIA CUORE DEI PARCHI
L’APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI  NELLA GIORNATA EUROPEA DEI PARCHI 2020
I Parchi regionali e le altre aree protette sono una grande risorsa della Lombardia, rappresentano non solo il luogo prioritario della conservazione della biodiversità e del paesaggio ma anche il luogo di identità culturale: tutelano e difendono la biodiversità, proponendo un turismo sostenibile, creando una occasione di proposta culturale ed educativa, operando per favorire un’agricoltura compatibile con la tutela dell’ambiente e del paesaggio. Le aree protette sono un argine naturale contro i rischi idrogeologici e il consumo di suolo, sono polmone che può garantire la qualità dell’aria delle città, sono l’opportunità di fruizione e godibilità indispensabile per la vita umana.

martedì 15 gennaio 2019

Falò NoDiscarica al presidio tra Casorezzo e Busto Garolfo

Da Casorezzo (Milano Città Metropolitana)
Regione Lombardia ci deve ascoltare e non prevedere discariche nella Rete Ecologica Regionale!! 
Giovedì 17 gennaio, falò di S. Antonio! Alle 18.00 partirà dalla chiesetta di S. Salvatore il CORTEO #NODISCARICA
Riceviamo e volentieri estendiamo l'invito

Il comitato civico Rho Parabiago scrive al ministero

riceviamo e volentieri divulghiamo, ringraziando il Comitato per l'ottimo lavoro in difesa dell'ambiente

Al seguente link trovate un video di sintesi di quanto detto nell’incontro pubblico del 19.12.18 in merito alle criticità del progetto di potenziamento ferroviario Rho-Gallarate.

giovedì 12 maggio 2016

sabato 14 maggio h.10 Casorezzo Corteo Antidiscarica

dalla pagina fb del comitato
https://www.facebook.com/NODISCARICAAMIANTOINCAVABUSTOGAROLFOCASOREZZO
L'approvazione della discarica di rifiuti speciali è un pericolo concreto. Abbiamo poco tempo e se sarà autorizzata correremo rischi x la salute ed economici (valore delle case a picco). Per questo Sabato 14 maggio ore 10 corteo antidiscarica. Da piazza San Giorgio di Casorezzo sino al presidio (se pioverà si andrà direttamente al presidio). Dobbiamo muoverci compatti e dire NO. Partecipa anche tu con la tua famiglia e diffondi la notizia. Invia questo messaggio ai tuoi contatti. L'unione fa la forza.





Gli Ecologisti del Ticino sostengono le iniziative del comitato e invitano a partecipare



lunedì 10 novembre 2014

14 Novembre SCIOPERO SOCIALE #iononlavorogratisperexpo

In principio era la scarsa crescita: meno lacci e lacciuoli, costo del lavoro più basso, rilancio dell’economia.
Poi arrivò la stagnazione, differenti bolle esplosero, consentendo ristrutturazioni di interi settori a scapito dei diritti e dei salari di chi vi lavorava.
Poi giunse la crisi finanziaria, come un’epifania, a metterci tutti in riga per lavorare per il bene di tutti, padroni e lavoratori insieme, per uscire dalla crisi. Alla crisi si è sostituita l’austerità, in tempi di vacche magre non ci potevamo permettere di suggerire di migliorare il benessere collettivo. Lo spettacolo della grande ristrutturazione globale ai più è sembrata una restaurazione, condita da megaeventi e grandi opere a fungere da acceleratore in favore dell’avvento di un nuovo ordine.
Ora ci troviamo davanti il jobs act, i decreti sfasciaitalia, una nuova retorica di governo dal sapore antico, padronale.
Ora però, il tenore di questo racconto deve cambiare! Prendete appunti, scioperiamo!
E’ tempo di sciopero sociale, anche a Milano.
Scioperiamo Expo2015, fermiamo debito, cemento e precarietà!
14 novembre – h930 – lgo cairoli

martedì 1 aprile 2014

Dimissioni immediate per Maroni e Cattaneo. Infrastrutture lombarde e expo, non sono dei casi ma un sistema

Gli Ecologisti del Ticino, chiedono a gran voce, le dimissioni di Maroni e Cattaneo, presidente e assessore alle infrastrutture in Lombardia, in seguito agli ultimi arresti in merito a Infrastrutture Lombarde e legati a expo.
Ringraziamo gli amici cittadini del movimento 5 stelle per aver dato risonanza anche nelle sedi istituzionali, alle voci dei territori che da anni si impegnano nella tutela, salvaguardia e promozione e valorizzazione culturale, artistica e paesaggistica del nostro territorio.

L'intervento in consiglio regionale della Lombardia di Silvana Carcano



Nel giorno in cui il Presidente di Regione Lombardia riferisce in Consiglio Regionale 
sugli arresti che hanno travolto Infrastrutture Lombarde, la Società di capitali interamente partecipata da Regione Lombardia, il MoVimento 5 Stelle Lombardia chiede le dimissioni del Governatore e del Presidente del Consiglio Regionale Raffaele Cattaneo, 
affiancati anche dai parlamentari M5S Riccardo Nuti, Luigi Gaetti e Andrea Cioffi. 




Gilberto Rossi
Consigliere Federale Nazionale   Federazione dei VERDI





giovedì 6 febbraio 2014

APPELLO URGENTE sul Parco nazionale dello Stelvio

APPELLO URGENTE sul Parco nazionale dello Stelvio
WWF Lombardia e LEGAMBIENTE Lombardia e VERDI Lombardia 
ai Consiglieri Regionali della Lombardia 

Milano, 5 febbraio 2014
- Al Presidente del Consiglio Regionale
- Ai Consiglieri Regionali della Lombardia
Parco Nazionale dello Stelvio - appello urgente
Illustre Presidente, Illustri Consiglieri,
nella giornata di ieri si è riunita la Commissione Paritetica dei Dodici, l'organismo Stato-Province Autonome previsto dagli Statuti di Autonomia delle Province di Trento e Bolzano, per l'esame della norma di attuazione relativa al Parco Nazionale dello Stelvio: tradotto, significa che un organismo, espressione di queste due autonomie speciali, elaborerà la proposta, destinata a trasformarsi in Decreto del Presidente della Repubblica, per lo smembramento del Parco Nazionale più grande dell'intero arco alpino, a cui la Lombardia contribuisce con una rilevante dote territoriale, nelle province di Sondrio e di Brescia, pari a 60.000 ettari.
Si sta ripetendo dunque quanto già avvenuto con il maldestro tentativo compiuto con il decreto del 22 dicembre 2010 – che accoglieva la norma d’attuazione votata un mese prima dalla Commissione dei Dodici, senza l’intesa con la Regione Lombardia – e che ha già provocato danni enormi, e cioè la sostanziale e perdurante paralisi dell’attività dell’Ente, dovuta al mancato rinnovo degli organi collegiali scaduti da molti mesi:
il Consiglio direttivo dal 26 dicembre 2010;
il Comitato di gestione per la Provincia autonoma di Bolzano dal 12 marzo 2011; 
il Comitato di gestione per la Provincia autonoma di Trento dal 16 luglio 2011; 
il Comitato di gestione per la Regione Lombardia dal 3 ottobre 2012.
Di fatto, da oltre tre anni il parco è privo dell’organo collegiale di vertice (Consiglio Direttivo), per mancata nomina dal Ministro dell’Ambiente, e conseguentemente manca anche un rappresentante delle associazioni ambientaliste. 
Questa situazione aggrava la condizione di sostanziale non-governo dell'area protetta, il cui Piano di Gestione giace da anni presso gli uffici ministeriali, in attesa di approvazione definitiva. 
L'unico elemento di novità rispetto al 2010 è la intervenuta approvazione della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Legge di Stabilità 2014) che stabilisce che “mediante intese tra lo Stato, la regione Valle d'Aosta e le province autonome di Trento e di Bolzano, da concludere entro il 30 giugno 2014, sono definiti gli ambiti per il trasferimento o la delega delle funzioni statali e dei relativi oneri finanziari riferiti, in particolare, ai servizi ferroviari di interesse locale per la Valle d'Aosta, alle Agenzie fiscali dello Stato e alle funzioni amministrative, organizzative e di supporto riguardanti la giustizia civile, penale e minorile, con esclusione di quelle relative al personale di magistratura, nonchè al Parco nazionale dello Stelvio, per le province autonome di Trento e di Bolzano. Con apposite norme di attuazione si provvede al completamento del trasferimento o della delega delle funzioni statali oggetto dell'intesa.” (comma 515). 
Nessuna novità riguarda invece la Regione Lombardia, che pure del Parco è 'azionista di maggioranza' in termini di superficie territoriale: la legge, oggi come allora, non dispone alcuna necessità di intesa con la Regione Lombardia. 
Consideriamo gravissimo, oltre che lesivo delle prerogative istituzionali di Regione Lombardia, che il futuro assetto istituzionale, organizzativo e gestionale di una delle principali aree protette d’Italia sia deciso unilateralmente senza un preventivo confronto con tutti gli interlocutori interessati (Ente Parco, Ministero dell’Ambiente, Province autonome di Trento e di Bolzano, Regione Lombardia, Comuni del Parco, comunità locali, mondo scientifico, associazioni di protezione ambientale, cittadini). Oggi come allora, si ritiene necessario che Regione Lombardia agisca esercitando le prerogative istituzionali che dovrebbero vederla, con pari dignità, partecipe di decisioni così rilevanti per un'area che ricopre il 2,5% del territorio regionale, portando la questione all’esame del Consiglio Regionale della Lombardia, marcando la differenza con la vicina Regione a statuto speciale, in cui la questione non è stata portata neppure nelle assemblee elettive delle Province Autonome.
Crediamo che sia assolutamente inaccettabile che il destino di un'area protetta così importante, istituita, lo ricordiamo, nel lontano 1935, venga definito all'interno di un direttorio ristretto, pur costituzionalmente riconosciuto, formato da 12 membri in alcun modo rappresentativi delle comunità -locali e regionali- di riferimento, ed entro cui non siede nemmeno un rappresentante della regione in cui si estende il 45% del territorio protetto.
Per questo siamo a esortare i Consiglieri Regionali della Lombardia all'assunzione urgente di una determinazione che, nel far valere le prerogative istituzionali della nostra regione, imponga di sospendere la norma di attuazione sul Parco Nazionale dello Stelvio in attesa di un approfondito esame della problematica
- nelle Commissioni Consiliari Regionali
- nel Consiglio Regionale della Lombardia
- nei Consigli Provinciali di Trento e di Bolzano e della Regione Trentino – Alto Adige/ Südtirol

gli scriventi ribadiscono la loro contrarietà allo smembramento del Parco Nazionale dello Stelvio, rivendicano per il Parco una pianificazione unitaria e il mantenimento della presenza di una governance aperta alle associazioni e al loro ruolo di garanzia e partecipazione, e al contempo auspicano che la Regione Lombardia si faccia promotrice di una energica iniziativa 'rifondativa' del Parco Nazionale, con la consapevolezza che la grave situazione attuale, per quanto inaccettabile per modalità istituzionale, assume come giustificanti proprio l'inerzia e i comportamenti contraddittori (emersi con particolare virulenza in occasione dei Mondiali di Sci del 2005 svoltisi nel territorio protetto, giustamente additati a livello internazionale come pessima pratica sotto il profilo della sostenibilità ambientale) della componente lombarda del Consorzio di Gestione.

Fiduciosi in una fattiva assunzione di ruolo da parte del Consiglio Regionale della Lombardia, con l'occasione porgiamo cordiali saluti

Elisabetta Patelli e Aldo Guastafierro 
coportavoci Verdi della Lombardia 
e i direttivi regionali di WWF e Legambiente

ne diamo pubblicazione per conoscenza
Ecologsti del Ticino 





giovedì 9 gennaio 2014

Fuori le lobby delle armi dal consiglio regionale lombardo

Gli Ecologisti del Ticino - VERDI condividono la protesta dei consiglieri regionali del movimento 5 stelle e anche gli interventi di "buon senso" dei consiglieri del "patto civico"
ecco i video degli interventi di Silvana Carcano 

e di Lucia Castellano del "patto civico"

alcune immagini del consiglio regionale








sotto l'articolo di VareseNews
http://www3.varesenews.it/lombardia/m5s-lombardia-protesta-in-aula-contro-l-esportazione-di-armi-279251.html

Dura protesta dei consiglieri regionali di M5S Lombardia che, nel corso del Consiglio regionale di 
oggi, hanno indossato magliette ed esposto cartelli con la scritta “Fuori le lobby delle armi dal Consiglio regionale, no all’esportazione di armi” contro lo snellimento delle pratiche burocratiche per l’esportazione di armi. L’idea di favorire il commercio di armi da fuoco prodotti in Lombardia è stata portata all’attenzione dell’aula consiliare con una mozione presentata dalla Lega Nord e dalla Lista Maroni Presidente e sostenuta dai capigruppo di Forza Italia, NCD, Fratelli d’Italia e Pensionati e da Corrado Tomasi del PD. La Maggioranza ha approvato la mozione con il voto contrario di M5S.
Giampietro Maccabiani, consigliere del Movimento 5 Stelle, dichiara: “Il commercio delle armi cosiddette "civili" è in crescita, i fatturati aumentano, chiediamoci perché. Perché i conflitti sono in continuo aumento. Più armi da fuoco produciamo, più conflitti e repressione dei governi ci saranno. Un circolo vizioso che dobbiamo spezzare. Diciamo no a qualunque tipo di favore o sburocratizzazione ai commercianti di armi. La mozione ha un chiaro interesse lobbistico che va a favorire chi costruisce strumenti di morte. Il Movimento 5 Stelle ha enorme interesse a difendere il lavoro utile e il commercio utile, ma non il mercato delle armi che va disincentivato in tutti i modi. E i regolamenti europei vanno rispettati.
Questa mozione, che chiede che la regione intervenga presso il Governo per sburocratizzare e quindi favorire il commercio di armi, è chiaramente scritta per favorire le lobby degli armigeri e non va nella direzione di fare gli interessi concreti della collettività e i cittadini. Per noi chi produce armi avrebbe bisogno di maggior controllo e burocrazia, altro che di favori. Una mozione totalmente fuori luogo, in quanto chiede di intervenire per modificare normative nazionali di recepimento di un regolamento comunitario, ma, come tutti dovrebbero sapere, i regolamenti vanno applicati come sono e non ci sono normative di recepimento, come per le direttive. Quindi chiede il nulla! Ci piacerebbe sapere che cosa direbbe il Cardinal Scola, invitato da questo consiglio, di questo atto ignobile”.
Silvana Carcano, consigliere del Movimento 5 Stelle, aggiunge: “Le armi portano violenza e guerra e finiscono per essere vendute in paesi repressivi. Armi per uso civile bresciane sono state trovate in Siria. Sappiamo bene per che cosa sono utilizzate. Il commercio di armi favorisce il prolungamento dei conflitti, promuove la cultura della violenza e contrasta i processi di pace. Il settore della vendita di armi è impregnato di corruzione. La casta a sostegno della mozione, dice di voler sostenere il lavoro. Perché in Consiglio non si è chiesta la sburocratizzazione di settori come il turismo o il non profit? Questa mozione è un inchino alle lobby delle armi”. Carcano, annunciando il voto contrario di M5S alla mozione, ha ricordato il caso giudiziario dell’ex Consigliere Prosperini accusato di “esportazione illegale di materiali d’armamento” (http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2012/04/24/702568-prosperini_chiuse_indagini.shtml) e chiesto un passo indietro alla Casta “che crede nella pace solo per riempirsi la bocca”. Carcano conclude: “Non ci ha sorpreso la spaccatura del PD regionale che ha votato in parte a favore e in parte contro la mozione. Tomasi ha espresso tutto il suo amore per le armi in un aulico discorso a favore della loro costruzione definendo la protesta del Movimento 5 Stelle una sceneggiata demagogica. Peccato che sulla cultura della pace il Partito democratico abbia dato testimonianza di pericolosissimi cedimenti”.

lunedì 14 gennaio 2013

UNA RIVOLUZIONE CIVILE PER RICOSTRUIRE IL PAESE


UNA RIVOLUZIONE CIVILE PER RICOSTRUIRE IL PAESE


UN PROGRAMMA PER GOVERNARE L’ITALIA
Vogliamo realizzare una rivoluzione civile per attuare i principi di uguaglianza, libertà e democrazia della Costituzione repubblicana.
Vogliamo realizzare un “nuovo corso” delle politiche economiche e sociali, a partire dal mezzogiorno, alternativo tanto all’iniquità e alla corruzione del ventennio berlusconiano, quanto alla distruzione dei diritti sociali, del lavoro e dell’ambiente che ha caratterizzato il governo Monti.
VOGLIAMO UNA RIVOLUZIONE CIVILE:
per l’Europa dei diritti, contro l’Europa delle oligarchie economiche e finanziarie. Vogliamo un’Europa autonoma dai poteri finanziari e una riforma democratica delle sue istituzioni. Siamo contrari al Fiscal Compact che taglia di 47 miliardi l’anno per i prossimi venti anni la spesa, pesando sui lavoratori e sulle fasce deboli, distruggendo ogni diritto sociale, con la conseguenza di accentuare la crisi economica. Il debito pubblico italiano deve essere affrontato con scelte economiche eque e radicali, finalizzate allo sviluppo, partendo dall’abbattimento dell’alto tasso degli interessi pagati. Accanto al Pil deve nascere un indicatore che misuri il benessere sociale e ambientale;
per la legalità e una nuova politica antimafia che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento ma l’eliminazione della mafia, che va colpita nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a partire da quello politico. Il totale contrasto alla criminalità organizzata, alla corruzione, il ripristino del falso in bilancio e l’inserimento dei reati contro l’ambiente nel codice penale sono azioni necessarie per liberare lo sviluppo economico;
per la laicità e le libertà. Affermiamo la laicità dello Stato e il diritto all’autodeterminazione della persona umana. Siamo per una cultura che riconosca le differenze. Aborriamo il femminicidio, contrastiamo ogni forma di sessismo e siamo per la democrazia di genere. Contrastiamo l’omofobia e vogliamo il riconoscimento dei diritti civili, degli individui e delle coppie, a prescindere dal genere. Contrastiamo ogni forma di razzismo e siamo per la cittadinanza di tutti i nati in Italia e per politiche migratorie accoglienti;
per il lavoro. Non vogliamo più donne e uomini precari. Siamo per il contratto collettivo nazionale, per il ripristino dell’art. 18 e per una legge sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro. Vogliamo creare occupazione attraverso investimenti in ricerca e sviluppo, politiche industriali che innovino l’apparato produttivo e la riconversione ecologica dell’economia. Vogliamo introdurre un reddito minimo per le disoccupate e i disoccupati. Vogliamo che le retribuzioni italiane aumentino a partire dal recupero del fiscal drag e dalla detassazione delle tredicesime. Vogliamo difendere la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro;
per le piccole e medie imprese, le attività artigianali e agricole. Deve partire un grande processo di rinascita del Paese, liberando le imprese dal vincolo malavitoso, dalla burocrazia soffocante. Vanno premiate fiscalmente le imprese che investono in ricerca, innovazione e creano occupazione a tempo indeterminato. Vanno valorizzate le eccellenze italiane dall’agricoltura, alla moda, al turismo, alla cultura, alla green economy;
per l’ambiente. Va cambiato l’attuale modello di sviluppo, responsabile dei cambiamenti climatici, del consumo senza limiti delle risorse, di povertà, squilibri e guerre. Va fermato il consumo del territorio, tutelando il paesaggio, archiviando progetti come la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto di Messina. Va impedita la privatizzazione dei beni comuni, a partire dall’acqua. Va valorizzata l’agricoltura di qualità, libera da ogm, va tutelata la biodiversità e difesi i diritti degli animali. Vanno creati posti di lavoro attraverso un piano per il risparmio energetico, lo sviluppo delle rinnovabili, la messa in sicurezza del territorio, per una mobilità sostenibile che liberi l’aria delle città dallo smog;
per l’uguaglianza e i diritti sociali. Vogliamo eliminare l’IMU sulla prima casa, estenderla agli immobili commerciali della chiesa e delle fondazioni bancarie, istituire una patrimoniale sulle grandi ricchezze. Vogliamo colpire l’evasione e alleggerire la pressione fiscale nei confronti dei redditi medio-bassi. Vogliamo rafforzare il sistema sanitario pubblico e universale ed un piano per la non-autosufficienza. Vogliamo il diritto alla casa e il recupero del patrimonio edilizio esistente. Vogliamo un tetto massimo per le pensioni d’oro e il cumulo pensionistico. Vogliamo abrogare la controriforma pensionistica della Fornero, eliminando le gravi ingiustizie generate, a partire dalla questione degli “esodati”;
per la conoscenza, la cultura, l’informazione libera. Affermiamo il valore universale della scuola, dell’università e della ricerca pubbliche. Vogliamo garantire a tutte e tutti l’accesso ai saperi, perché solo così è possibile essere cittadine e cittadini liberi e consapevoli, recuperando il valore dell’art. 9 della Costituzione, rendendo centrali formazione e ricerca.
Vogliamo valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico. Vogliamo una riforma democratica dell’informazione e del sistema radiotelevisivo che ne spezzi la subordinazione al potere economico-finanziario. Vogliamo una legge sul conflitto di interessi e che i partiti escano dal consiglio di amministrazione della Rai. Vogliamo il libero accesso a Internet, gratuito per le giovani generazioni e la banda larga diffusa in tutto il Paese;
per la pace e il disarmo. Va ricondotta la funzione dell’esercito alla lettera e allo spirito dell’articolo 11 della Costituzione a partire dal ritiro delle truppe italiane impegnate nei teatri di guerra. Va promossa la cooperazione internazionale e l’Europa deve svolgere un’azione di pace e disarmo in particolare nell’area mediterranea. Vanno tagliate le spese militari a partire dall’acquisto dei cacciabombardieri F35;
per una nuova questione morale ed un’altra politica. Vogliamo l’incandidabilità dei condannati e di chi è rinviato a giudizio per reati gravi, finanziari e contro la pubblica amministrazione. Vogliamo eliminare i privilegi della politica, la diaria per i parlamentari, porre un tetto rigido ai compensi dei consiglieri regionali e introdurre per legge il limite di due mandati per parlamentari e consiglieri regionali. Vogliamo una nuova stagione di democrazia e partecipazione.

martedì 11 dicembre 2012

Un Trenord di guai! Dal lunedì nero dei pendolari all'arresto di oggi

Gli Ecologisti e Civici della lombardia, riaffermando il proprio spirito garantista, chiedono le dimissioni immediate dell'amministratore delegato di trenod Biesuz.
Come denunciato in questi anni di regime formigoniano, il collasso, lo sfascio, la deriva, sbando, e chi più ne ha più ne metta, e mai basteranno per descrivere quello che hanno subito i pendolari lombardi in questi anni, non è frutto di casualità, ma una precisa strategia politica!
Una strategia politca fatta di appalti, di progetti inutili, di sprechi e di sistematica demolizione del trasporto pubblico, e siamo sicuri di usare i toni appropriati, viste le quotidiane notizie di soppressione dei servizi, ieri, oltre alla storica giornata che ha visto tutti i treni con ritardi e soppressioni, della sospensione del servizio bus autostradale da torino a milano, che serve numerosi paesi lungo la tratta autostradale.
Ricordiamo, la cancellazione di tutte le corse movibus dopo le 20 di sera per la provincia Ovest di Milano, l'aumento del 50% dei biglietti delle metropolitane, il perdurare di disservizi quotidiani, non ultima quella dei viaggiatori lasciati a piedi in autostrada.

Biesuz, nella "malagestione" che gli viene imputata, ha anche finanziato eventi di alleanza nazionale; forse questo è legato anche alle presunte assunzioni di personale viagginate di trenord, negli ambienti della destra neofascista.

EcoCivici Lombardia, per ripensare la mobilità in lombardia!
No alle infrastrutture inutili, si alla riqualificazione del trasporto pubblico.
Tutti parlano di mobilità sostenibile... andando ai convegni con l'autista; i risultati li abbiam visti; chiediamo un tavolo dove vengano invitati i pendolari e siano presenti i responsabili politici delle istituzioni lombardia, provincia e dei comuni che pagano il servizio; per studiare, un piano della mobilità e dell'intermodalità tra infrastrutture del trasporto pubblico e i parcheggi per i mezzi privati.

Ecologisti e Civici Lombardia

Nasce l'agorà degli EcoCivici di Milano

Lunedì sera, 10 dicembre, in via Amperè si è costituita l'Agorà cittadina di
"Ecologisti e Reti Civiche - Verdi Europei".

Sono stati nominati coordinatori provvisori dell'agorà cittadina:
Mariolina De Luca (consigliere di zona, zona 3)
GianCarlo Aprea    (zona 2)

Nel corso della serata si è relazionato in merito alla vita amministrativa nelle 9 zone dellà città, in particolar modo, Elisa Scarano (zona 6) e Elena Grandi (zona 1) hanno riepilogato la vicenda della Darsena, sottolineando la stretta relazione con i quesiti referendari comunali 3 e 5 (12-13 giugno 2011) in merito alla valorizzazione dei navigli meneghini e la destinazione d'uso delle aree adibite ad expo2015.
In zona 7  i verdi sono fuori dalla maggioranza. Un articolo che riepiloga sommariamente la situazione:
milanotoday.it/andrea-giorcelli-verdi-sfiduciato

L'assemblea EcoCivica di lunedì sera si è conclusa, proponendosi di rivedersi per un brindisi di natale, ovviamente aperto a tutti gli EcoCivici e a chi è interessato al percorso EcoCivico.
A breve il calendario delle prime iniziative EcoCiviche e i riferimenti EcoCivici per zone e temi

Gilberto Rossi

Ricordando:


da sx: Enzo Viscuso, Elisa Scarano, Robin Clavarino, Lino Mariani, Elena Grandi,
Anna Melone, GianCarlo Aprea, Mariolina De Luca

giovedì 29 novembre 2012

Assemblea programmatica EcoCivici 16 dicembre Roma


Assemblea Programmatica
domenica 16 dicembre a Roma
Centro Congressi Frentani
Via dei Frentani, 4
0re 10.00/18.30


Domenica 16 dicembre 2012 avrà luogo a Roma presso il Centro Congressi Frentani (Via dei Frentani 4) l'Assemblea Programmatica degli Ecologisti, reti civiche e Verdi europei.
Per partecipare con diritto di voto all'Assemblea Programmatica è necessario:
• iscriversi compilando il modulo di registrazione on-line;
• versare un contributo minimo di 15 euro direttamente in Assemblea al momento dell'accredito;
Possono iscriversi per votare tutti coloro che hanno sottoscritto la Carta degli Intenti degli Ecologisti, reti civiche e Verdi europei al momento delle primarie per il simbolo o in precedenza, che hanno aderito ai diversi appelli e coloro che aderiscono ai Verdi.
Sarà possibile registrarsi fino alle ore 15.00 del 12 dicembre 2012. Una volta registrati riceverete una e-mail di conferma dell'avvenuta iscrizione da presentare il giorno 16 all'accredito muniti di un documento di identità.

Il programma dei lavori sarà pubblicato quanto prima






mercoledì 17 ottobre 2012

EcoCivici Contatti

EcoCivici  Contatti
Lombardia

Milano      Giancarlo Aprea  
                 Mariolina de Luca  

Agorà in Prov. di Milano

Boffalora sopra Ticino     Ivo Colombo

                                      Roberto Colombo
Cassano d'Adda

Ossona                           Gilberto Rossi 
                                                                                                                                                 
Paderno Dugnano            Anna Varisco
                                       Gerardo Ceriale
                                       ecocivici padernodugnano

 Sud Ovest Milano (Buccinasco, Cesano, Trezzano, Gaggiano, Albairate)  agorà sud ovest

Brescia                   ecobresciani
Como                     Elisabetta Patelli 
                               eco civici Como 


Varese                     Andrea Barcucci

Mantova                 Gaetano Turrini 

Cremona                Giianemilio Ardigo 

Monza e Brianza    Luciana Facchinetti