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giovedì 27 novembre 2014

Civiltà Contadina dice no ad Expo


riportiamo il comunicato stampa di CIVILTA' CONTADINA, ritenendolo portatore di riflessioni importanti e da non dimenticare, nella sbornia collettiva che Expo prova a regalare, tra spot e pubblicità.

Il nostro no all'EXPO 2015

Inviato da Teodoro Margarita | 19/11/2014 | 395 Letture | Tags: Agrobiodiversità
Questo articolo rapprenta la decisione dei consiglieri di Civiltà Contadina di non partecipare a EXPO 2015 e ne spiega le ragioni. L'estensore, Margarita Teodoro, vi ha espresso le sue opinioni de dei fatti documentati.
I salvatori di semi di Civiltà Contadina ed Expo 2015, alcune riflessioni


Questi ultimi mesi hanno visto, e non era mai capitato così di frequente, la città di Milano, alcuni suoi quartieri in particolari ma anche alcune strutture di collegamento importanti come la stazione Garibaldi, altre ancora del metrò, sott'acqua. Il Lambro ed il Seveso sono esondati più volte con il corollario di danni e macerie immaginabili. Il resto del territorio lombardo ha subito anche di peggio, frane e smottamenti, il lago di Como esondato, il centro storico minacciato dall'acqua.

Tacciamo, sono cose che si sono lette sui giornali, viste alla tv su quello che ha toccato Genova, due volte, lo Spezzino, Carrara e mille, mille altre località, ovunque, in Italia.

Un governo sapiente del territorio implicherebbe una cura maniacale per ogni spazio verde: solamente le montagne, le colline, ricoperte da un manto verde o coltivate saggiamente, gli alvei dei fiumi ben ripuliti, non ingombri di rifiuti, o, peggio ancora, cementificati possono garantire un corretto e non disastroso deflusso delle acque ed evitare le centinaia di morti, in questi ultimi anni tanto frequenti da non fare quasi più notizia, che dobbiamo contare all'indomani di ciascuno di questi nubifragi diventati cosa normale.

Queste riflessioni per parlare di Expo 2015 “Energia per la vita. Nutrire il pianeta” che si terrà a Milano il prossimo anno. Ne parlo da Lombardo. Innanzitutto, visto che Expo la finanziamo noi, con le nostre tasse, il comune di Milano le ha alzate appositamente, mi verrebbe da dire se questi soldi non sarebbero meglio stati investiti nella difesa idrogeologica del nostro suolo così vulnerabile.

Si parla di “crisi, il governo nazionale, la UE, tutti si sbracciano a parlare di spending review, di patto di stabilità ed invece, per questa Expo si sono trovati centinaia di milioni di euro.

Questa è una considerazione che alla luce dei fatti relativamente al sito di Expo ed alle opere ritenute necessarie come infrastrutture connesse, tangenziali, strade ed autostrade, va proprio nel senso di cementificare ulteriormente la nostra regione: 1800 ettari da seppellire sotto asfalto e cemento. Ovvero, le prossime esondazioni, così stando le cose, troveranno un territorio ancora meno permeabile e Milano e gli altri comuni dell'hinterland troveranno il Lambro ed il Seveso ancora più padroni di esondare dappertutto.

Non volendo andare a cercare la scarsa pulizia degli appalti, infiltrazioni di 'ndrangheta e criminalità dimostrata dalle numerose inchieste della magistratura, fin dentro i piani più alti della Expo. Andiamo poi a scoprire le carte di questa Expo. Ci promettono che questa sarà una vetrina per le eccellenze italiane del cibo e della gastronomia. Sarà, ma l'acqua di Expo, previo un appalto già vinto, sarà appannaggio di Nestlè, tramite la sua controllata italiana San Pellegrino, non dunque l'acqua del rubinetto, l'acqua del comune come aveva promesso il sindaco Pisapia, e che abbiamo difeso dalle grinfie dei privati con il referendum dello scorso anno. La stessa Nestlè oltre ad essersi accaparrata la gestione dell'acqua ha anche il monopolio del padiglione svizzero con una megastruttura che, se nelle intenzioni dei progettisti, dovrebbe far riflettere sui limiti del consumo, nei fatti si tratta di un invito a dilapidare il più possibile. Di cosa si tratta? Non è un giallo e ve lo sveliamo: un marchingegno farà abbassare due o più torri man mano che il pubblico svuoterà il loro contenuto. L'ingresso ad Expo si paga e quindi le bottigliette d'acqua, le barrette di cioccolato, le rondelle di mele, le miniconfezioni di caffè distribuite gratuitamente saranno certamente assaltate dai consumatori che potranno prenderne a volontà. Come capolavoro di greenwashing siamo al top se non al surreale: si invitano i visitatori a prendere e questo dovrebbe farli riflettere sui limiti della cosa... Non dimenticando che Nestlè è stata posta sotto inchiesta dall'Organizzazione mondiale della sanità per la sua politica per aver spinto l'uso del suo latte in polvere nei paesi del terzo mondo. In questo modo Nestlè si rifà il look. Expo: nutrire il pianeta, perfetto.

Se aggiungiamo a questo la presenza nel padiglione USA della Du Pont, multinazionale statunitense che, con la sua controllata Pioneer, è tra le maggiori produttrici di Ogm al mondo, della Coca Cola che nel Salvador ha ipotecato l'uso dell'acqua potabile usurpandolo ai contadini, abbiamo un quadretto idilliaco, si fa per dire, di come si voglia “Nutrire il pianeta” e, mettendoci dentro la General Electric, principale costruttrice di centrali nucleari al mondo, finanziatrice maggiore del padiglione Usa, sappiamo pure che tipo di “Energia per la vita” intendono utilizzare. “Energia per la vita. Nutrire il pianeta” certamente sono slogan accattivanti, il pubblico viene sapientemente indirizzato verso falsità che abbiamo smascherato una ad una, gli Ogm non nutrono il pianeta e persino un filo-Ogm come Umberto Veronesi ha dovuto ammettere che “Si, gli Ogm sono un pericolo oggettivo per la biodiversità”. Grande, il nostro Umberto, se si seminano milioni di ettari in Argentina, in Brasile, negli Usa, in Brasile con una ed una sola specie, come si può mai avere la faccia tosta per parlare di “biodiversità”? Ci vorrebbe una bella faccia tosta per dimostrare che gli Ogm la favoriscono. In data 16 novembre, sul Corriere della sera, un illuminante articolo, un bel servizio da Hannover, ove si tenne la prima Expo dopo la II guerra mondiale, ebbene anche lì il titolo, lo slogan era “ Uomo. Natura. Tecnologia. Un mondo nuovo sorge.” Alla faccia!, commenta l'articolista, in quell'area, ora, degrado, topi, sporcizia, edifici abbandonati e preda di tossicodipendenti e periodicamente in fiamme, anzi, proprio il più ecologico, il padiglione olandese, una sorta di avveniristica astronave con un orto verticale di tre piani, mulini a vento su quelli superiori che davano energie al tutto, ebbene, proprio questo superecologico padiglione è diventato un mostro, una schifezza immonda e lercia. Ogni tanto va a fuoco e i pompieri locali ci si sono abituati. La perdita netta, pagata dai contribuenti tedeschi fu di un miliardo di euro.

Voi pensate che la nostra italiana Expo si risolverà con qualcosa di meglio?

Noi crediamo di no, noi crediamo che la foglia di fico rappresentata dalle belle parole, dalle nobili intenzioni sia stata già abbondantemente smentita dai fatti. Le infiltrazioni mafiose, i rifiuti tossici scoperti sotto le infrastrutture connesse ad Expo, la presenza, preponderante delle multinazionali che sono, esse proprio, causa di fame e carestia nel mondo, non ci permettano di prender parte in maniera alcuna a questo evento anzi a contrastarlo e denunciarne le bugie, le menzogne propinate ad ogni piè sospinto dai ben pagati comunicatori. Saremo impegnati in altro. A salvaguardare la biodiversità nei nostri orti, ogni giorno, anche nel 2015, per Civiltà contadina “Anno del girasole”, pianta bene augurante, i girasoli, infatti, hanno la proprietà di purificare i terreni contaminati e quelli di Expo lo sono, certamente. Chi si è accodato, come Slow Food, se ne assuma le responsabilità.

Noi non possiamo mangiare da una tavola milionaria e tossica, non possiamo sedere ove siedono multinazionali del nucleare e degli Ogm, con costoro nulla abbiamo a che spartire. Non ci vogliamo contaminare. Non ci interessa. A quella tavola non ci sono cibi genuini, si pranza e si banchetta a spese di chi ha fame, si progettano aperture agli ogm e si prefigurano operazioni sporche che minacciano di annientamento la nostra vera risorsa nazionale, i nostri semi rurali, le nostre buone pratiche agricole. Non ci stiamo. Non possiamo starci. Noi non possiamo che parlare con lingua dritta, una lingua che da 10.000 anni, da quando gli uomini hanno appreso la meraviglia della riproduzione dei semi, ripete il suo miracolo ad ogni stagione. Expo 2015 passerà. I nostri buoni semi non passeranno.

Le fonti di quanto affermato sono i quotidiani “Corriere della sera”, “Il Sole 24 Ore”, il mensile “Altreconomia”

giovedì 23 ottobre 2014

OLTRE EXPO2015 PER IL DIRITTO ALLA CITTÀ

expofamaleOLTRE EXPO2015 

PER IL DIRITTO ALLA CITTÀ

DOCUMENTO POLITICO CONCLUSIVO
Grandi opere e mega-eventi: liberiamocene!
11-12 ottobre 2014, Milano
L’11 e il 12 ottobre cittadine e cittadini, movimenti e comitati si sono ritrovati a Milano per ribadire il loro No e la loro volontà di resistenza di fronte all’Esposizione Universale del 2015 e ai processi che il mega-evento veicola ed impone.
La due giorni è stata una tappa importante nel ricco calendario di lotta per l’autunno con cui in tutto il paese abbiamo deciso di prendere parola di fronte alla restaurazione neoliberista che i poteri economici, politici, finanziari, militari stanno applicando in Europa e nel mondo.
Expo2015 è un tassello, Milano uno spicchio, eppure è qui che si intrecciano forti interessi e pericolosi processi sociali; è qui che si sta sperimentando un nuovo modello economico, lavorativo, di governo del territorio.

lunedì 6 ottobre 2014

chi ama la libertà odia il razzismo. Milano 18 ottobre

CHI AMA LA LIBERTA'

ODIA IL RAZZISMO!


CORTEO PARADE SABATO 18 OTTOBRE H.15 LARGO CAIROLI


Il 18 ottobre la lega nord farà a Milano un corteo razzista e xenofobo, che avrà come slogan "stop invasione".
Hanno scelto come loro fortino Milano e la Lombardia, comodamente seduti sulla poltrona della presidenza della regione, finanziando scuole e sanità private invece di quelle pubbliche, spartendosi, assieme a tutti gli altri, la torta di Expo, svendendo case ed edifici pubblici a palazzinari e speculatori mentre le liste per l'assegnazione di case popolari si allungano sempre di più, e intanto il suo segretario sceglie di andare a braccetto con partiti e organizzazioni neofascite e neonaziste sia in Italia che in Europa.

mercoledì 4 dicembre 2013

basta inceneritori in Lombardia. una storica battaglia ecologista vede finalmente una importante vittoria

finalmente!!
dopo la vittoria NO ELCON di Castellanza, ultima in ordine di tempo, e le altre battaglie per l'aria pulita e la riduzione dei rifiuti, finalmente una buona notizia. 
certo, conoscendo la politica, soprattutto quella lombarda, non si può mai abbassare la guardia, ma pare comunque un buon risultato;
sotto, riportiamo il comunicato stampa del movimento cinque stelle che ha saputo portare avanti la storica battaglia contro gli inceneritori
Da Ecologisti siamo contenti di questo, anche se, come potete leggere, i cinque stelle da novizi della politica, hanno un po' le idee confuse sulle strategie di uscita, ma poco male, oggi li ringraziamo e speriamo che questo loro impegno prosegua per il bene dei cittadini

dal sito personale di Gianmarco Corbetta; e questo la dice lunga sulla capacità e volontà democratica o, se volete, sui resti nocivi e dannosi del "berlusconismo" che hanno portato alla "personalizzazione" della politica, a scapito della sfera collettiva e pubblica.
COMUNICATO STAMPA
Oggi il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato definitivamente una risoluzione – nata per iniziativa del movimento cinque stelle – che prevede la dismissione di parte del parco inceneritori lombardo, stante il forte squilibrio previsto nel prossimo futuro tra la capacità di incenerimento presente nella nostra regione e la produzione lombarda di rifiuti urbani residui. Le sollecitazioni del Movimento per un piano di dismissione degli impianti hanno convinto le forze politiche e la risoluzione che ne è scaturita, dopo un lungo lavoro di mediazione, è stata approvata all’unanimità dal Consiglio.
Gianmarco Corbetta, consigliere del movimento cinque stelle Lombardia, dichiara: “Siamo più che soddisfatti per il risultato ottenuto a cui hanno contribuito tutte le forze politiche presenti in Regione. Si tratta di un provvedimento che segnerà una svolta storica nella gestione dei rifiuti in Lombardia (e, come naturale conseguenza, in tutta Italia). L’aver puntato pesantemente per decenni sull’incenerimento è costato alla nostra regione il primato della raccolta differenziata: eravamo primi 20 anni fa, ora siamo stati superati da Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Piemonte ma potremmo perdere anche il quinto posto in classifica a beneficio della Sardegna e delle Marche! Finalmente con questo provvedimento si volta pagina: dopo il trentennio degli inceneritori, si può aprire l’epoca della raccolta differenziata spinta e del recupero di materia dai rifiuti, a tutto beneficio dell’ambiente e della salute dei cittadini.”
Ora spetta alla Giunta regionale individuare i tempi e i modi per attuare il piano di dismissione. I criteri per individuare gli impianti da chiudere sono contenuti nel provvedimento appena approvato in Consiglio: si partirà dai meno efficienti sotto il profilo ambientale. “Legambiente – prosegue Corbetta – ha appena pubblicato un dossier sul tema della dismissione degli impianti lombardi: emerge chiaramente che l’inceneritore di Desio è il più inquinante di tutti per quanto riguarda le polveri sottili. Per Legambiente i primi da chiudere sono quelli di Desio, Busto Arsizio (VA), Parona (PV) e Cremona. Credo che la chiusura di Desio in tempi brevi sia nell’ordine naturale delle cose, i sindaci di centro-sinistra che hanno recentemente approvato il folle piano industriale di Bea (che prevede il potenziamento e il prolungamento in vita per altri 18 anni dell’impianto) escano dal sonno della ragione in cui sono caduti da troppo tempo”.

venerdì 18 ottobre 2013

SMOG: BONELLI (VERDI), OGNI RAPPORTO E' UN BOLLETTINO DI GUERRA IGNORATO DA POLITICA

SMOG: BONELLI (VERDI), OGNI RAPPORTO E' UN BOLLETTINO DI GUERRA IGNORATO DA POLITICA
DESTINARE 15 MLD F-35 A PIANO MOBILITA' PUBBLICA: BASTANO 8 MLD PER 90 KM METRO,621 KM TRANVIE E 23 MILA AUTOBUS ECOLOGICI

"Ogni ricerca sullo smog contiene le cifre di un vero e proprio bollettino di guerra: una guerra drammatica, dimenticata ed ignorata dalla politica e dai governi che continuano a non avere piani di interventi risolutivi nei confronti di un'emergenza sanitaria e ambientale che ogni anno in Italia ruba la vita a oltre settemila persone". 
Lo dichiara il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli commentando la notizia che la Iarc (International Agency for Research on Cancer), agenzia che per conto dell'Oms analizza e classifica agenti e sostanze cancerogene, ha inserito lo smog da traffico e fumi industriali nella 'lista nera' dei fattori che causano il cancro.

"Da anni noi Verdi ci battiamo per far crescere gli investimenti per la mobilita' pubblica e la progressiva introduzione degli autoveicoli elettrici e ibridi nelle citta': purtroppo la risposta dei governi, in particolare gli ultimi, e' stata sempre e solo tagli - continua il leader ecologista -. Anche le risorse previste dall'ultima Legge di Stabilita' per il trasporto pubblico sono solo briciole che non affrontano un'emergenza che costa ogni anno almeno 2 miliardi di euro in termini sociali e sanitari".

"Continuare a buttare miliardi di euro in spese militare mentre le citta' affogano nei veleni e nelle polveri sottili e' uno schiaffo in faccia a tutti i cittadini che si ammalano a causa dello smog - conclude Bonelli -. Il governo cancelli i 15 miliardi destinati all'acquisto degli F-35 e destini quelle risorse ad un Piano strutturale per la mobilità urbana: con 8 miliardi di euro si possono realizzare 90 km di metropolitane, 621 Km di tramvie e acquistare 23000 autobus ecologici, rivoluzionando la mobilità e ripulendo l'aria dai veleni dello smog".
 dal profilo fb. di Angelo Bonelli  portavoce nazionale della Federazione dei Verdi
 
 

venerdì 30 agosto 2013

Ridate l'acqua al Ticino 30 agosto 2013

 Ecologisti del Ticino si uniscono alla richiesta avanzata dal coordiamento di associazioni piemontesi e lombarde SALVIAMO IL TICINO e chiedono l'immediato ripristino della portata d'acqua necessaria al fiume per garantire la biodiversità e vita di tutti gli esseri viventi del parco.

Ecologisti del Ticino




a seguito il comunicato del coordinamento SALVIAMO IL TICINO
e l'articolo de LA STAMPA ed. Novara


Lettera inviata alle Regioni Piemonte e Lombardia, ai Parchi Piemontese e Lombardo del del Ticino e ai consorzi interesssati

Cuggiono, lì 22\08\2013
OGGETTO: RICHIESTA CHIARIMENTI URGENTI CIRCA MANOVRE IDRAULICHE IN ATTO SUL FIUME TICINO
RICHIESTA IMMEDIATO RIPRISTINO NORMALE PORTATA DEL FIUME A VALLE
DEL PONTE DI TURBIGO

Il COORDINAMENTO SALVIAMO IL TICINO, in rappresentanza delle associazioni
aderenti, ritiene di dover evidenziare alle autorità competenti come nel corrente mese di agosto sia stata attuata una gestione idraulica del fiume, in contrasto con lo spirito della sperimentazione del DMV e dei protocolli attuativi in essere e comunque tale da mettere in pericolo l’ecosistema fluviale e da mortificare la fruizione pubblica così frequente in questo periodo.
La cronologia dei fatti risulta essere la seguente:
1) Fino al 10 Agosto, anche grazie all’abbondanza d’acqua che ha caratterizzato la
stagione, il Lago Maggiore è stato tenuto a livello di massimo invaso pari a + 100 cm
sullo zero idrometrico;
2) Dopo tale data è stata rilasciata nell’arco di pochi giorni gran parte della riserva
accumulata, facendo scendere il livello del Lago a + 60 cm sullo zero idrometrico;
3) Da tale momento si è quindi passati al rilascio alla Diga del Pamperduto del solo DMV di
12 mc\sec ( quando con un rilascio graduale delle riserve cumulate di cui al punto 1 si
sarebbe potuto assicurare al fiume per molti giorni una buona quantità d’acqua, inve
che il suo repentino abbassamento );
4) Infine in data 20\08\2013 – attuando una manovra idraulica improvvisa – venivano
praticamente azzerate le restituzioni all’altezza del Ponte di Turbigo ( stazione TIC 6 di
cui alla sperimentazione ), restituzioni di 30\40 mc\sec che vengono assicurate dal
Canale Industriale|Turbighetto| Tre Salti e dal NaviglioLangosco|Treccione e che
consentono, da tale punto in avanti, la ricostituzione della normale portata del fiume;
5) Da tale momento anche lungo tutta l’asta fluviale a valle del Ponte di Turbigo fino ad Abbiategrasso ( e con ripercussioni fino a Pavia ) è rimasta la sola disponibilità d’acqua di 12 mc\sec di cui al DMV, situazione mai verificatasi neppure durante la grande siccità del 2003;
6) La riduzione di portata di cui al punto 4), per quanto a noi noto, non è avvenuta a causa
di carenza d’acqua nell’invaso del Lago Maggiore ( ancora elevata ) ma esclusivamente
per lavori di manutenzione alle opere di presa del Canale Industriale;
7) La normale portata del fiume poteva e può essere assicurata con il rilascio a monte (
Diga del Pamperduto ) dei 30\40 mc\sec che, a causa dei lavori in corso, non transitano
dal Canale Industriale|Turbighetto|Tre Salti.
Allo stato, invece, i 30\40 mc\sec di cui sopra vengono trattenuti nel Lago Maggiore.
Lo spirito della sperimentazione del DMV in atto, e così come prorogata per i prossimi 3 anni, infatti, va inteso nel senso che nel tratto Diga del Pamperduto-Ponte di Turbigo si possa sperimentare un DMV di 12 mc\sec ma che, da tale punto in poi, debba essere ricostituita la normale portata del fiume attraverso i rilasci del Canale Industriale | Naviglio Langosco, cosa che in questi giorni non sta avvenendo e che sta provocando un’artificiale asciutta del Ticino con ripercussioni fino a Pavia.
Il che con tutta evidenza sta mettendo in crisi l’ecosistema fluviale ( il fiume è ridotto ad uno stagno ) e impedisce di fatto la fruizione pubblica ancora così frequente in questi ultimi giorni di agosto. Con la presente si chiedono urgenti chiarimenti in merito ai fatti di cui sopra e l’immediato ripristino della normale portata del fiume dal Ponte di Turbigo con il rilascio a monte della competenza che non può transitare, causa i lavori in corso, attraverso il sistema Canale Industriale|Naviglio Langosco.
In attesa di un vs cortese riscontro, si porgono Cordiali Saluti.
( Il Coordinatore per la Lombardia - Il Coordinatore per il Piemonte )
CLAUDIO SPREAFICO - ROBERTO VELLATA


da LA STAMPA  edizione Novara

Ticino, allarme per la secca: “Restituite l’acqua al fiume che soffre”

Il coordinamento «Salviamo il Ticino» lancia l’allarme

Il normale deflusso è stato bloccato per lavori alla centrale
ROBERTO LODIGIANI
NOVARA
La gestione idraulica del fiume azzurro preoccupa il coordinamento «Salviamo il Ticino» tanto da spingere i portavoce ad indirizzare un appello alle Regioni Piemonte e Lombardia per chiedere il rispetto dei protocolli concordati e garantire il deflusso minimo vitale. 

Il galliatese Roberto Vellata e Claudio Spreafico, di Turbigo, hanno ricostruito la cronologia degli eventi del «mese di agosto più secco degli ultimi dieci anni». «Fino al 10 agosto - dice Roberto Vellata - anche grazie all’abbondanza d’acqua che ha caratterizzato la stagione il Lago Maggiore è stato tenuto a livello di massimo invaso con un metro sopra lo zero idrometrico. Poi c’é stato un rilascio e in pochi giorni e il livello del lago è arrivato a +60 centimetri».  

I problemi si sono ingigantiti nei giorni successivi: «Dalla diga del Pamperduto - dice Vellata - è stato lasciato passare solo il deflusso minimo vitale pari a 12 metri cubi al secondo. Dal 20 agosto con una manovra idraulica improvvisa venivano praticamente azzerate le restituzioni all’altezza del ponte di Turbigo cioè sono venuti a mancare a seguito di lavori di manutenzione alla centrale elettrica i 40 metri cubi reimmessi nel Ticino tramite il percorso canale Industriale, Turbighetto, Tre salti e dal NaviglioLangosco-Treccione». 
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giovedì 6 giugno 2013

#OccupyGezi Solidarity from Milano 06.06.2013


Gli Ecologisti Lombardi aderiscono all'iniziativa spontanea, nata dal tam tam sui social network in merito ai drammatici fatti che si stanno verificando in Turchia; ci limitiamo a dire che come già accaduto da noi, l'arroganza di un presunto progresso fatto di cemento e inquinamento di monopolio da parte delle multinazionali contro la socialità delle comunità, porta sempre e solo a questi episodi.

il link dell'evento su fb
e a seguire il testo diramato in rete

Attenzione! la democrazia turca ha bisogno di te!

Dopo una serie di manifestazioni pacifiche per salvare una zona ricreativa nel centro della città di istanbul dalla demolizione (per costruire un centro commerciale), la polizia turca ha attaccato violentemente i manifestanti con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua, mirando direttamente ai loro volti e corpi.
Decine di manifestanti sono ricoverati in ospedale e l'accesso al parco è bloccato senza alcuna base giuridica.
I media turchi, direttamente controllati dal governo o che hanno legami commerciali e politici con esso, si rifiutano di riportare le notizie degli incidenti e anche le agenzie di stampa hanno bloccato il flusso di informazioni.
per favore condividete questo messaggio per aiutare il mondo a prendere coscienza dello stato di polizia creato dall'AKP di recep tayyip erdogan,
che spesso è considerato un modello per altri paesi del medio oriente.
la democrazia turca ha bisogno anche del tuo aiuto. grazie!


NON SI TRATTA DI UN PARCO.

si tratta di non essere ascoltati
tutto questo non sarebbe successo se fosse stato solo per un parco. prima del parco c'è stata la pasticceria Ottoman. e prima di quella un vecchio cinema. e prima ancora… senza dare alcun ascolto alle proteste dei cittadini, il governo continua a radere al suolo edifici storici e spazi pubblici per costruire gli ennesimi centri commerciali o moschee. le proteste sono completamente inascoltate. ma, in una vera democrazia, i cittadini posso mettere in discussione o richiedere modifiche alle iniziative del governo.

si tratta di abuso di potere da parte dello stato
tutto questo non sarebbe successo se il governo turco non avesse usato dosi spropositate di gas lacrimogeno, pistole, carri armati, elicotteri e violenza fisica per annientare i pacifici manifestanti di gezi park. una vera democrazia permette di protestare e non usa tali violenze contro i suoi cittadini.

si tratta di censura mediatica
tutto questo non sarebbe successo se i grandi canali mediatici turchi avessero parlato delle proteste sin dall'inizio. sfortunatamente ci sono forti legami tra i gruppi mediatici e il governo. ed è per questo che i manifestanti usano i social network per cercare di ottenere l'attenzione dei media stranieri. in una vera democrazia i media sono indipendenti e riportano in modo imparziale quello che succede.

si tratta di mancata tutela delle minoranze
tutto questo non sarebbe successo se il governo turco avesse fatto il suo dovere proteggendo chi la pensa diversamente. che si tratti della pigra reazione del governo riguardo gli attacchi a reyhanli, o del modo in cui il governo prova a limitare la libertà di bere alcol, o di come le aziende non vicine ai colori politici del governo facciano fatica a restare sul mercato - il governo turco non solo non protegge le sue minoranze, ma prova a distruggerle. una vera democrazia valorizza le sue differenze e le sue minoranze.

SI TRATTA DI DEMOCRAZIA.


giovedì 23 maggio 2013

Ecologisti Lombardi in merito allo sgombero di Zona Autonoma Milano


Gli Ecologisti Lombardi di Milano, condividono la dichiarazione di Anita Sonego e vogliono ricordare anche l'impegno dei giovani di Zona Autonoma Milano per promuovere una cultura di partecipazione, responsabilità sociale e vogliono altresì rimarcare l'importanza dei progetti che in totale gratuità sono stati avviati nelle mura dismesse e riqualificate e bonificate da giovani volenterosi senza gravare minimamente sul bilancio comunale. 
Milano, sta vivendo una nuova "primavera", dopo gli anni bui di "paura" e "chiusura" che hanno contraddistinto le ultime gestioni; sono partiti interessanti progetti di partecipazione, pensiamo agli orti e ai giardini, si è avviato un percorso di ascolto e di "rieducazione" alla cittadinanza attiva, gli Ecologisti si sentono fortemente perplessi quando dei "buoni semi" vengono calpestati.  I milanesi hanno votato per un cambiamento che con sempre maggiore difficoltà si riesce a scorgere, dalla vicenda della darsena a quella assai controversa del progetto "via d'acqua". 
Sindaco, assessori, consiglieri comunali, consiglieri di zona, Milano si aspetta molto da voi, e 
Milano è con voi, ascoltate i milanesi e non chi ha "trattato" una città intera come se fosse solo una "merce" da vendere e far fruttare. 
La notizia odierna del rifiuto della Polonia alla partecipazione di Expo 2015 può e dovrebbe aprire una riflessione importante per l'immediato futuro della nostra città; non possiamo dimenticare quel pomeriggio dove alla seconda votazione milano si aggiudicò l'Expo. 
Come già detto in occasione della vicenda della darsena, gli Ecologisti Milanesi chiedono ancora un invito a "non aver fretta, e all'ascolto".

Cogliamo l'occasione per porgere Distinti e Cordiali saluti
Ecologisti Lombardi   

leggi anche l'articolo


Milano città medaglia d'oro della resistenza

martedì 12 febbraio 2013

Ecologisti Lombardi per AMBROSOLI PRESIDENTE

Ecologisti Lombardi per AMBROSOLI PRESIDENTE

Gli ecologisti lombardi vi invitano a votare e a far votare 
Ambrosoli Presidente, 
per riportare l'onestà e la competenza in Regione Lombardia


dalla biciclettata di domenica 10 febbraio, 
un simpatico jingle!

e il video riepilogo di tutta la pedalata