Sabato 10 giugno 2017 si è svolto un convegno promosso e organizzato dai Verdi della Federazione della Lombardia dal titolo “L’immograzione: Un problema o una risorsa?”.
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venerdì 14 luglio 2017
giovedì 9 gennaio 2014
Fuori le lobby delle armi dal consiglio regionale lombardo
Gli Ecologisti del Ticino - VERDI condividono la protesta dei consiglieri regionali del movimento 5 stelle e anche gli interventi di "buon senso" dei consiglieri del "patto civico"
ecco i video degli interventi di Silvana Carcano
sotto l'articolo di VareseNews
http://www3.varesenews.it/lombardia/m5s-lombardia-protesta-in-aula-contro-l-esportazione-di-armi-279251.html
Dura protesta dei consiglieri regionali di M5S Lombardia che, nel corso del Consiglio regionale di
oggi, hanno indossato magliette ed esposto cartelli con la scritta “Fuori le lobby delle armi dal Consiglio regionale, no all’esportazione di armi” contro lo snellimento delle pratiche burocratiche per l’esportazione di armi. L’idea di favorire il commercio di armi da fuoco prodotti in Lombardia è stata portata all’attenzione dell’aula consiliare con una mozione presentata dalla Lega Nord e dalla Lista Maroni Presidente e sostenuta dai capigruppo di Forza Italia, NCD, Fratelli d’Italia e Pensionati e da Corrado Tomasi del PD. La Maggioranza ha approvato la mozione con il voto contrario di M5S.
Giampietro Maccabiani, consigliere del Movimento 5 Stelle, dichiara: “Il commercio delle armi cosiddette "civili" è in crescita, i fatturati aumentano, chiediamoci perché. Perché i conflitti sono in continuo aumento. Più armi da fuoco produciamo, più conflitti e repressione dei governi ci saranno. Un circolo vizioso che dobbiamo spezzare. Diciamo no a qualunque tipo di favore o sburocratizzazione ai commercianti di armi. La mozione ha un chiaro interesse lobbistico che va a favorire chi costruisce strumenti di morte. Il Movimento 5 Stelle ha enorme interesse a difendere il lavoro utile e il commercio utile, ma non il mercato delle armi che va disincentivato in tutti i modi. E i regolamenti europei vanno rispettati.
Questa mozione, che chiede che la regione intervenga presso il Governo per sburocratizzare e quindi favorire il commercio di armi, è chiaramente scritta per favorire le lobby degli armigeri e non va nella direzione di fare gli interessi concreti della collettività e i cittadini. Per noi chi produce armi avrebbe bisogno di maggior controllo e burocrazia, altro che di favori. Una mozione totalmente fuori luogo, in quanto chiede di intervenire per modificare normative nazionali di recepimento di un regolamento comunitario, ma, come tutti dovrebbero sapere, i regolamenti vanno applicati come sono e non ci sono normative di recepimento, come per le direttive. Quindi chiede il nulla! Ci piacerebbe sapere che cosa direbbe il Cardinal Scola, invitato da questo consiglio, di questo atto ignobile”.
Silvana Carcano, consigliere del Movimento 5 Stelle, aggiunge: “Le armi portano violenza e guerra e finiscono per essere vendute in paesi repressivi. Armi per uso civile bresciane sono state trovate in Siria. Sappiamo bene per che cosa sono utilizzate. Il commercio di armi favorisce il prolungamento dei conflitti, promuove la cultura della violenza e contrasta i processi di pace. Il settore della vendita di armi è impregnato di corruzione. La casta a sostegno della mozione, dice di voler sostenere il lavoro. Perché in Consiglio non si è chiesta la sburocratizzazione di settori come il turismo o il non profit? Questa mozione è un inchino alle lobby delle armi”. Carcano, annunciando il voto contrario di M5S alla mozione, ha ricordato il caso giudiziario dell’ex Consigliere Prosperini accusato di “esportazione illegale di materiali d’armamento” (http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2012/04/24/702568-prosperini_chiuse_indagini.shtml) e chiesto un passo indietro alla Casta “che crede nella pace solo per riempirsi la bocca”. Carcano conclude: “Non ci ha sorpreso la spaccatura del PD regionale che ha votato in parte a favore e in parte contro la mozione. Tomasi ha espresso tutto il suo amore per le armi in un aulico discorso a favore della loro costruzione definendo la protesta del Movimento 5 Stelle una sceneggiata demagogica. Peccato che sulla cultura della pace il Partito democratico abbia dato testimonianza di pericolosissimi cedimenti”.
ecco i video degli interventi di Silvana Carcano
e di Lucia Castellano del "patto civico"
alcune immagini del consiglio regionale
http://www3.varesenews.it/lombardia/m5s-lombardia-protesta-in-aula-contro-l-esportazione-di-armi-279251.html
Dura protesta dei consiglieri regionali di M5S Lombardia che, nel corso del Consiglio regionale di
oggi, hanno indossato magliette ed esposto cartelli con la scritta “Fuori le lobby delle armi dal Consiglio regionale, no all’esportazione di armi” contro lo snellimento delle pratiche burocratiche per l’esportazione di armi. L’idea di favorire il commercio di armi da fuoco prodotti in Lombardia è stata portata all’attenzione dell’aula consiliare con una mozione presentata dalla Lega Nord e dalla Lista Maroni Presidente e sostenuta dai capigruppo di Forza Italia, NCD, Fratelli d’Italia e Pensionati e da Corrado Tomasi del PD. La Maggioranza ha approvato la mozione con il voto contrario di M5S.
Giampietro Maccabiani, consigliere del Movimento 5 Stelle, dichiara: “Il commercio delle armi cosiddette "civili" è in crescita, i fatturati aumentano, chiediamoci perché. Perché i conflitti sono in continuo aumento. Più armi da fuoco produciamo, più conflitti e repressione dei governi ci saranno. Un circolo vizioso che dobbiamo spezzare. Diciamo no a qualunque tipo di favore o sburocratizzazione ai commercianti di armi. La mozione ha un chiaro interesse lobbistico che va a favorire chi costruisce strumenti di morte. Il Movimento 5 Stelle ha enorme interesse a difendere il lavoro utile e il commercio utile, ma non il mercato delle armi che va disincentivato in tutti i modi. E i regolamenti europei vanno rispettati.
Questa mozione, che chiede che la regione intervenga presso il Governo per sburocratizzare e quindi favorire il commercio di armi, è chiaramente scritta per favorire le lobby degli armigeri e non va nella direzione di fare gli interessi concreti della collettività e i cittadini. Per noi chi produce armi avrebbe bisogno di maggior controllo e burocrazia, altro che di favori. Una mozione totalmente fuori luogo, in quanto chiede di intervenire per modificare normative nazionali di recepimento di un regolamento comunitario, ma, come tutti dovrebbero sapere, i regolamenti vanno applicati come sono e non ci sono normative di recepimento, come per le direttive. Quindi chiede il nulla! Ci piacerebbe sapere che cosa direbbe il Cardinal Scola, invitato da questo consiglio, di questo atto ignobile”.
Silvana Carcano, consigliere del Movimento 5 Stelle, aggiunge: “Le armi portano violenza e guerra e finiscono per essere vendute in paesi repressivi. Armi per uso civile bresciane sono state trovate in Siria. Sappiamo bene per che cosa sono utilizzate. Il commercio di armi favorisce il prolungamento dei conflitti, promuove la cultura della violenza e contrasta i processi di pace. Il settore della vendita di armi è impregnato di corruzione. La casta a sostegno della mozione, dice di voler sostenere il lavoro. Perché in Consiglio non si è chiesta la sburocratizzazione di settori come il turismo o il non profit? Questa mozione è un inchino alle lobby delle armi”. Carcano, annunciando il voto contrario di M5S alla mozione, ha ricordato il caso giudiziario dell’ex Consigliere Prosperini accusato di “esportazione illegale di materiali d’armamento” (http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2012/04/24/702568-prosperini_chiuse_indagini.shtml) e chiesto un passo indietro alla Casta “che crede nella pace solo per riempirsi la bocca”. Carcano conclude: “Non ci ha sorpreso la spaccatura del PD regionale che ha votato in parte a favore e in parte contro la mozione. Tomasi ha espresso tutto il suo amore per le armi in un aulico discorso a favore della loro costruzione definendo la protesta del Movimento 5 Stelle una sceneggiata demagogica. Peccato che sulla cultura della pace il Partito democratico abbia dato testimonianza di pericolosissimi cedimenti”.
domenica 8 settembre 2013
il 15 settembre PEDALA CON NOI. SALVA L'ARTICO!
L'Artico è in pericolo.
Le trivellazioni petrolifere guidate da Shell stanno per iniziare.
Gli orsi polari rischiano di perdere la loro casa.
Ferma con noi la corsa all'oro nero.
Unisciti anche tu alla Pedalata Polare per salvare l'Artico.
Dalle 10 ci ritroveremo ai Giardini di Porta Venezia Milano
con attività per grandi e piccini
Da lì partirà la Pedalata Polare che attraverserà le principali vie della città per far ritorno ai Giardini di Porta Venezia
http://www.greenpeace.it/pedalatapolare/
Le trivellazioni petrolifere guidate da Shell stanno per iniziare.
Gli orsi polari rischiano di perdere la loro casa.
Ferma con noi la corsa all'oro nero.
Unisciti anche tu alla Pedalata Polare per salvare l'Artico.
Dalle 10 ci ritroveremo ai Giardini di Porta Venezia Milano
con attività per grandi e piccini
Da lì partirà la Pedalata Polare che attraverserà le principali vie della città per far ritorno ai Giardini di Porta Venezia
http://www.greenpeace.it/pedalatapolare/
da Ossona ritrovo ore 8 in piazza Litta,
Arluno in piazza della fontana della luna h. 8.15
Sedriano in piazzetta di San Francesco h.8.15
e altri passaggi da definire
Rho Stazione h. 9
INVITIAMO AD AGGIUNGERE PARTENZE NEL PERCORSO!
venerdì 6 settembre 2013
Per la Pace in Siria. Digiuno proposto da Papa Francesco
Gli Ecologisti del Ticino accolgono l'appello di Papa Francesco
per la giornata di sabato 7 settembre,
per una giornata di digiuno e di riflessione per la Pace in Siria
dal profilo facebook di Angelo Bonelli Presidente dei Verdi
"Accolgo l'appello di Papa Francesco e domani digiunerò per la pace in Siria, in Medio Oriente ed in tutto il mondo.
Chi promuove la guerra in Siria si comporta da irresponsabile e
dimostra di non aver imparato dagli errori commessi in Afghanistan e
Iraq, paesi in cui le armi non solo non hanno ottenuto risultati ma non
hanno fatto altro che moltiplicare in maniera esponenziale i morti e le
sofferenze.
Accendere un nuovo sanguinario conflitto non solo
sarebbe da irresponsabili ma rappresenterebbe un disastro ed un
pericolo per il mondo intero. Spero che i governi, quegli stessi governi
che stanno preparando le armi per l'ennesimo conflitto, ascoltino le
straordinarie parole di papa Francesco e fermino le armi perché la
guerra porta solo sofferenza, disperazione e dolore."
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