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lunedì 10 dicembre 2018

C'eravamo, ci siamo, ci saremo. Dal Parco del Ticino a sostegno della Valle

Grandissima partecipazione a Torino l'8 dicembre, per ribadire le ragioni dell'Unesco che ha definito parti del Parco del Ticino, riserva della biosfera, e per ribadire il no, al mostro d'asfalto.
Un no che oltre ad essere sostenuto da varie amministrazioni locali ha trovato il sostegno anche della Città metropolitana di Milano e del Parco Agricolo Sud Milano; come dire, nonostante le narrazioni tendenziose,

mercoledì 6 giugno 2018

In bici nella bellezza dell'Est Ticino domenica 15 luglio h.10

In bici, immersi nella bellezza dell'Est Ticino per conoscere i luoghi a rischio mostro d'asfalto, 
e per dimostrare che un'altra mobilità è possibile e necessaria;

all'Est Ticino servono collegamenti ciclabili in sicurezza, la messa in sicurezza delle strade attuali e soprattutto una rete di mezzi pubblici, in connessione tra loro che consenta di dar vita effettiva e non solo sulla carta al territorio di Milano Città Metropolitana

come nel miglior stile ecologista, la bicifestazione è in corso di definizione e se è vero che programmare il futuro è un po' come fare un torto alla fantasia, vi invitiamo tutti alla festa NoTang a Cassinetta di Lugagnano domenica 24 giugno per parlarne insieme e valutare tutti insieme che giro fare e cosa fare, anche se abbiamo già una lieta sorpresa per una sosta durante il percorso!

Ecologisti del Ticino

lunedì 19 marzo 2018

Per la Sostenibilità del territorio. Assemblee e impegno

Come era facile prevedere a "boutade" elettorale conclusa, ripensando al Gattopardo e al "tutto cambi perchè nulla cambi", la delibera del CIPE che, pare, si suppone, approvi il "mostro d'asfalto" nel Parco del Ticino, ancora non è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, e la crisi economica che ha colpito l'Italia dal 2007 con conseguente, riduzione dei volumi di traffico, non è stata ancora superata, nonostante l'impegno del Governo Gentiloni e ad oggi non è ancora presente nessun governo.

L'altra vicenda presente nell'agenda politica degli ecologisti è la costituzione di un Parco Metropolitano Milanese, non solo per "stare al passo con la storia", ma per fermare e derubricare il rischio di una discarica nel Parco del Roccolo e per portare a compimento nel concreto la chiara e netta volontà degli abitanti del territorio.

lunedì 18 dicembre 2017

FERMIAMO LA CACCIA ALLA VOLPE NEL NOVARESE

dal sito dei http://verdi.it
La caccia alla volpe straordinaria prevista per il prossimo gennaio nel novarese deve essere fermata e trovare altre soluzioni che non prevedano l'abbattimento degli animali.

Non fare ennesimo regalo ai cacciatori: trasferire o sterilizzare esemplari in esubero.
«L’annuncio della battuta di caccia alla volpe organizzata per il mese di gennaio nel novarese è l’ennesimo regalo che si sta facendo ai cacciatori, è necessario intervenire in altri modi, ad esempio trasferendo in luoghi idonei gli esemplari di volpe considerati “in eccesso” sul territorio evitandone l’abbattimento». Lo scrive in una nota la Coordinatrice dei Verdi Luana Zanella che spiega: «Secondo la normativa 157/1992 la volpe è “una specie cacciabile dalla terza domenica di settembre al 31 dicembre” e pertanto ci appelliamo affinché la decisione dell’ATC di aprire tale speciale battuta di caccia, che ha come obiettivo l’uccisione di più di mille esemplari di volpe, venga fermata il prima possibile».
«Comprendiamo la serietà della problematica della sovrappopolazione delle volpi nella zona – conclude Zanella – ma allo stesso tempo non possiamo permettere che venga perpetrata una carneficina ai danni degli animali. Per questo motivo chiediamo che gli esemplari di volpe in “esubero” vengano trasferiti in luoghi idonei a recepirli, oppure anche di cercare metodi per la sterilizzazione onde evitare la loro riproduzione in eccesso, evitando così questa atroce mattanza».

Parco del Ticino. Dai No Tangenziale. L'Europarlamento scrive ai ministeri

dai comitati no tangenziale del parco del ticino

PETIZIONE EUROPEA: EUROPARLAMENTO CHIEDE PROVVEDIMENTI AL GOVERNO ITALIANO E PALAZZO LOMBARDIA.

La petizione europea presentata dai Comitati No Tangenziale del Parco del Ticino e Parco Agricolo Sud, considerata ammissibile e mantenuta aperta dalla Commissione in seguito alla discussione del 11 ottobre 2017, produce i suoi primi atti concreti. In data 7 dicembre Cecilia Wikstrom, presidente della Commissione Petizioni, ha inviato all'Assessorato all'Ambiente, Energia e Sviluppo della Regione Lombardia e al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, una lettera in cui evidenzia come il progetto di strada penalizzi "le alternative di mobilità sostenibile, provochi effetti devastanti sul sistema idrico, sulla biodiversità, l'agricoltura e il paesaggio dei navigli lombardi e della zona del Parco del Ticino. la pessima qualità dell'aria che da decenni affligge la Pianura Padana". La commissione ricorda inoltre le continue violazioni dell'Italia in materia di qualità dell'aria, osservando come il progetto di strada non farebbe altro che peggiorare la già drammatica situazione. Infine chiede provvedimenti che possano "venire incontro alle richieste dei cittadini firmatari della petizione".
Il rischio effettivo, oltre che per la salute dei cittadini, è che l'Italia possa venire nuovamente deferita alla Corte di Giustizia Europea che nel 2012 si era già espressa con sentenza, riconoscendo l'Italia responsabile della violazione della legislazione UE in materia di inquinamento atmosferico per gli anni 2006 e 2007.
Queste le lettere inviate:

venerdì 25 settembre 2015

PARCO TICINO: VERDI, SALVIAMO RISERVA UNESCO DA CROSTA REPELLENTE CEMENTO E ASFALTO TOEM

PARCO TICINO: VERDI, SALVIAMO RISERVA UNESCO DA CROSTA REPELLENTE CEMENTO E ASFALTO TOEM
SOSTEGNO A BATTAGLIA DI CITTADINI E ASSOCIAZIONI CHE SI OPPONGONO A TANGENZIALE ANAS IN PARCO TICINO
“Siamo vicini e sosteniamo la battaglia dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e degli ecologisti del Ticino che si oppongono alla Tangenziale Anas nel Parco del Ticino, una delle 13 riserve della Biosfera tutelata dall’Unesco”. Lo dichiarano i co-portavoce nazionali dei Verdi Luana Zanella e Angelo Bonelli e quelli regionali Elisabetta Patelli e Aldo Guastafierro.
"Questo progetto infrastrutturale è uno dei tasselli della più grande TOEM, Tangenziale Ovest Esterna Milanese, che connettendosi alla TEEM realizzerà nell’ultimo polmone verde della Provincia di Milano un anello autostradale che danneggerà il Parco Lombardo del Ticino e il Parco Agricolo Sud Milano, la loro vocazione agricola, turistica e la biodiversità”, denunciano i rappresentanti del “Sole che ride”, che aggiungono: “Condividiamo la richiesta di dimissioni del Presidente del Parco del Ticino avanzata dal gruppo Cambiamo Abbiategrasso guidato da Domenico Finiguerra.
“Chiediamo al ministro Delrio e al Cipe di dirottare i 220 milioni di euro stanziati per la realizzazione di quest’opera, inutile e dannosa, su investimenti nel trasporto pubblico locale, in particolare sulla linea ferroviaria Milano-Mortara, sull’adeguamento e messa in sicurezza delle strade esistenti e sulla realizzazione di una rete di piste ciclabili in un territorio dall’elevato pregio ambientale e paesaggistico”, concludono gli esponenti nazionali e regionali dei Verdi.

venerdì 26 giugno 2015

I CEMENTIFICATORI DEL TERRITORIO DEL PARCO DEL TICINO

I CEMENTIFICATORI DEL TERRITORIO 

DEL PARCO DEL TICINO

L’estate 2015 sarà ricordata come la stagione in cui si darà il via libera alla devastazione del territorio, della biodiversità, dell’agricoltura, di parte del creato che vive oggi nel Parco del Ticino? Chi saranno i responsabili della cementificazione?
Dopo 14 anni sta per arrivare nella sede di approvazione definitiva (il CIPE) il progetto Vigevano-Malpensa che attraverserà il Parco del Ticino. Anni di lotte, ricorsi, manifestazioni e petizioni, saranno asfaltati. E con esse saranno cementificati il patrimonio naturale unico e irripetibile, il reticolo irriguo che per secoli ha alimentato le nostre campagne. Sarà compromesso il patrimonio di bellezza e unicità che è gemmato lungo le sponde del Naviglio Grande, tra Abbiategrasso, Cassinetta di Lugagnano e Robecco sul Naviglio. Con buona pace dell’eredità e degli studi di Leonardo da Vinci, delle Ville di Delizia, dei contadini che con fatica hanno curato e preservato questa fertile terra, questa preziosa porzione, una delle poche rimaste, della mezza luna fertile che abbraccia la provincia di Milano.
Il ministro Delrio, nella sua recente visita a Vigevano in sostegno del candidato sindaco del Partito Democratico, ha fatto cadere il velo di ipocrisia degli attori che negli ultimi mesi hanno cercato di dissimulare le loro responsabilità: il Governo Renzi porterà avanti il progetto ANAS. Il sottosegretario De Caro (PD) ha confermato in sede istituzionale che si procederà come da progetto ANAS.
Ma la responsabilità politica di quanto sta per accadere non è certo da imputare al solo ministro o al sottosegretario. La responsabilità politica risiede anche e soprattutto nei rappresentanti locali presso il Parlamento della Repubblica come l’On. Prina (PD), ex sindaco di Corbetta, che ha frequentato per anni il movimento NO Tangenziale, sfilando con la fascia da sindaco, ma che evidentemente oggi abbassa la testa di fronte agli ordini di partito, e l’On. Cova (PD), che ha più volte rassicurato i cittadini di questo territorio rispetto all’inesistenza dei finanziamenti, forse solo per lisciare il pelo all’opposizione che contrasta questa opera devastante alla vigilia elettorale.
Poi, ovviamente, ci sono i sindaci di Abbiategrasso, Magenta e Robecco sul Naviglio. Arrara, Invernizzi e Barni (con le maggioranze che li sostengono) che metteranno la loro firma sull’atto di morte del nostro territorio. Anche se alcuni lo faranno nascondendo la mano.
Arrara, che oltre ad essere il sindaco di Abbiategrasso riveste anche la carica di Consigliere della Città Metropolitana, manifesta posizioni ambigue seguendo la collaudata vecchia scuola democristiana, ma nella sostanza, con atti e pareri ufficiali, certifica che Abbiategrasso la superstrada Vigevano-Malpensa la vuole.
Invernizzi, nonostante una storia amministrativa del centrosinistra Magentino di tutt’altro segno e la presenza di alcune forze politiche presenti ai cortei No Tangenziale, si limita a firmare lettere (con gli altri sindaci del SI) per chiedere alcune modifiche.
Barni, che in anni recenti, prima di diventare sindaco di Robecco, presenziava alle assemblee di Castellazzo de’ Barzi che osteggiavano il progetto ANAS, condannerà Robecco sul Naviglio ad una trasformazione drammatica, devastando con cavalcavia, svincoli e raccordi il territorio di una delle più belle perle del Naviglio Grande, portandosi in casa un mostro d’asfalto gigantesco per risolvere un problema di attraversamento che richiederebbe una semplice circonvallazione.
Tra i responsabili dello scempio imminente, accanto al PD, abbiamo i rappresentanti della “Lega Nord – Noi Con Salvini”, che urlano slogan evergreen come “padroni a casa nostra” e “giù le mani dalle nostre terre”, ma promuovono le colate di cemento sulla terra “lumbarda”. Come il governatore Maroni che recentemente ha presentato il suo piano dossier di 320 km di nuove autostrade per la Lombardia, consegnandolo al ministro Delrio alla presenza del sindaco di Vigevano Sala, fresco di rielezione con la lista la Strada verso Milano (che si ferma nella campagna di Albairate).
Infine, non si può certo dimenticare, il Parco del Ticino, con il suo presidente Beltrami, completamente silente e inadeguato nel ruolo di tutelare la riserva della biosfera UNESCO dalle minacce che a breve potrebbero concretizzarsi.
Eccoli dunque tutti gli attori responsabili della devastazione che sarà il progetto di collegamento Vigevano—Malpensa, tassello della ancor più devastante TOEM, la Tangenziale Esterna Ovest Milanese. Per chi ancora non si è reso conto di cosa cambierà e come cambierà, consigliamo un viaggio sulla TEEM e scegliere uno a caso tra i comuni attraversati da quel nastro d’asfalto.
E’ possibile fermare la mano che perpetrerà questo delitto ai danni del territorio e delle prossime generazioni? Si! Basterebbe un atto politico chiaro e pulito: stralciare il progetto dalla Legge Obiettivo e partire con un progetto di mobilità che punti su trasporto pubblico locale, sulla sistemazione delle strade esistenti e sulla risoluzione dei nodi e degli intoppi che creano code e disagi.
Chi ha il potere di farlo non ha che da decidere di farlo. Il resto sono solo chiacchiere da mestieranti ipocriti della politica. Ma le maschere di cera si stanno già sciogliendo al sole. #NOTANGENZIALE
per adesioni
cambiamoabbiategrasso@gmail.com

martedì 14 gennaio 2014

Buon compleanno Parco del Ticino! Magenta 13 1 2014

Magenta  teatro Lirico
prima iniziativa di celebrazione per i 40 anni del Parco del Ticino
un po' di foto e gli Eco Auguri per il Parco del Ticino, ricordando la "volontà" originaria di costituzione del Parco del Ticino
VIDEO parco del ticino 40 anni e non sentirli

















venerdì 30 agosto 2013

Ridate l'acqua al Ticino 30 agosto 2013

 Ecologisti del Ticino si uniscono alla richiesta avanzata dal coordiamento di associazioni piemontesi e lombarde SALVIAMO IL TICINO e chiedono l'immediato ripristino della portata d'acqua necessaria al fiume per garantire la biodiversità e vita di tutti gli esseri viventi del parco.

Ecologisti del Ticino




a seguito il comunicato del coordinamento SALVIAMO IL TICINO
e l'articolo de LA STAMPA ed. Novara


Lettera inviata alle Regioni Piemonte e Lombardia, ai Parchi Piemontese e Lombardo del del Ticino e ai consorzi interesssati

Cuggiono, lì 22\08\2013
OGGETTO: RICHIESTA CHIARIMENTI URGENTI CIRCA MANOVRE IDRAULICHE IN ATTO SUL FIUME TICINO
RICHIESTA IMMEDIATO RIPRISTINO NORMALE PORTATA DEL FIUME A VALLE
DEL PONTE DI TURBIGO

Il COORDINAMENTO SALVIAMO IL TICINO, in rappresentanza delle associazioni
aderenti, ritiene di dover evidenziare alle autorità competenti come nel corrente mese di agosto sia stata attuata una gestione idraulica del fiume, in contrasto con lo spirito della sperimentazione del DMV e dei protocolli attuativi in essere e comunque tale da mettere in pericolo l’ecosistema fluviale e da mortificare la fruizione pubblica così frequente in questo periodo.
La cronologia dei fatti risulta essere la seguente:
1) Fino al 10 Agosto, anche grazie all’abbondanza d’acqua che ha caratterizzato la
stagione, il Lago Maggiore è stato tenuto a livello di massimo invaso pari a + 100 cm
sullo zero idrometrico;
2) Dopo tale data è stata rilasciata nell’arco di pochi giorni gran parte della riserva
accumulata, facendo scendere il livello del Lago a + 60 cm sullo zero idrometrico;
3) Da tale momento si è quindi passati al rilascio alla Diga del Pamperduto del solo DMV di
12 mc\sec ( quando con un rilascio graduale delle riserve cumulate di cui al punto 1 si
sarebbe potuto assicurare al fiume per molti giorni una buona quantità d’acqua, inve
che il suo repentino abbassamento );
4) Infine in data 20\08\2013 – attuando una manovra idraulica improvvisa – venivano
praticamente azzerate le restituzioni all’altezza del Ponte di Turbigo ( stazione TIC 6 di
cui alla sperimentazione ), restituzioni di 30\40 mc\sec che vengono assicurate dal
Canale Industriale|Turbighetto| Tre Salti e dal NaviglioLangosco|Treccione e che
consentono, da tale punto in avanti, la ricostituzione della normale portata del fiume;
5) Da tale momento anche lungo tutta l’asta fluviale a valle del Ponte di Turbigo fino ad Abbiategrasso ( e con ripercussioni fino a Pavia ) è rimasta la sola disponibilità d’acqua di 12 mc\sec di cui al DMV, situazione mai verificatasi neppure durante la grande siccità del 2003;
6) La riduzione di portata di cui al punto 4), per quanto a noi noto, non è avvenuta a causa
di carenza d’acqua nell’invaso del Lago Maggiore ( ancora elevata ) ma esclusivamente
per lavori di manutenzione alle opere di presa del Canale Industriale;
7) La normale portata del fiume poteva e può essere assicurata con il rilascio a monte (
Diga del Pamperduto ) dei 30\40 mc\sec che, a causa dei lavori in corso, non transitano
dal Canale Industriale|Turbighetto|Tre Salti.
Allo stato, invece, i 30\40 mc\sec di cui sopra vengono trattenuti nel Lago Maggiore.
Lo spirito della sperimentazione del DMV in atto, e così come prorogata per i prossimi 3 anni, infatti, va inteso nel senso che nel tratto Diga del Pamperduto-Ponte di Turbigo si possa sperimentare un DMV di 12 mc\sec ma che, da tale punto in poi, debba essere ricostituita la normale portata del fiume attraverso i rilasci del Canale Industriale | Naviglio Langosco, cosa che in questi giorni non sta avvenendo e che sta provocando un’artificiale asciutta del Ticino con ripercussioni fino a Pavia.
Il che con tutta evidenza sta mettendo in crisi l’ecosistema fluviale ( il fiume è ridotto ad uno stagno ) e impedisce di fatto la fruizione pubblica ancora così frequente in questi ultimi giorni di agosto. Con la presente si chiedono urgenti chiarimenti in merito ai fatti di cui sopra e l’immediato ripristino della normale portata del fiume dal Ponte di Turbigo con il rilascio a monte della competenza che non può transitare, causa i lavori in corso, attraverso il sistema Canale Industriale|Naviglio Langosco.
In attesa di un vs cortese riscontro, si porgono Cordiali Saluti.
( Il Coordinatore per la Lombardia - Il Coordinatore per il Piemonte )
CLAUDIO SPREAFICO - ROBERTO VELLATA


da LA STAMPA  edizione Novara

Ticino, allarme per la secca: “Restituite l’acqua al fiume che soffre”

Il coordinamento «Salviamo il Ticino» lancia l’allarme

Il normale deflusso è stato bloccato per lavori alla centrale
ROBERTO LODIGIANI
NOVARA
La gestione idraulica del fiume azzurro preoccupa il coordinamento «Salviamo il Ticino» tanto da spingere i portavoce ad indirizzare un appello alle Regioni Piemonte e Lombardia per chiedere il rispetto dei protocolli concordati e garantire il deflusso minimo vitale. 

Il galliatese Roberto Vellata e Claudio Spreafico, di Turbigo, hanno ricostruito la cronologia degli eventi del «mese di agosto più secco degli ultimi dieci anni». «Fino al 10 agosto - dice Roberto Vellata - anche grazie all’abbondanza d’acqua che ha caratterizzato la stagione il Lago Maggiore è stato tenuto a livello di massimo invaso con un metro sopra lo zero idrometrico. Poi c’é stato un rilascio e in pochi giorni e il livello del lago è arrivato a +60 centimetri».  

I problemi si sono ingigantiti nei giorni successivi: «Dalla diga del Pamperduto - dice Vellata - è stato lasciato passare solo il deflusso minimo vitale pari a 12 metri cubi al secondo. Dal 20 agosto con una manovra idraulica improvvisa venivano praticamente azzerate le restituzioni all’altezza del ponte di Turbigo cioè sono venuti a mancare a seguito di lavori di manutenzione alla centrale elettrica i 40 metri cubi reimmessi nel Ticino tramite il percorso canale Industriale, Turbighetto, Tre salti e dal NaviglioLangosco-Treccione». 
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mercoledì 19 giugno 2013

Pagiannunz Abbiategrasso. Ecologisti a sostegno dei cittadini

Quello che sta avvenendo in queste settimane ad Abbiategrasso in provincia di Milano, desta interesse e preoccupazione, in quanto la contraddizione che si sta sviscerando è paradigmatica della nostra società, volta non solo alla cementificazione selvaggia e all'arricchimento immediato, ma perchè pone importanti questioni "valoriali" su cui la politica ha il dovere e la necessità di interrogarsi.
Per alcuni tratti pare di rivivere il dopoguerra e la corsa al mattone, ma lo scenario è completamente mutato per due evidenti fattori; in primis non c'è necessità di abitazioni, vista l'immensa offerta del mercato immobiliare e i "molti" stabili vuoti, tenuti vuoti di proposito per mantenere elevato il costo degli affitti e degli immobili; quello che in economia viene chiamato "invenzione di scarsità", per mantenere arbitrariamente il prezzo elevato.
Altro fattore particolare è che nonostante una crisi economica diffusa, "esistono" dei fondi che "vogliono" essere investiti in imprese alquanto discutibili che non hanno un ritorno immediato se non quello di essere, appunto, investiti.
La vicenda di Abbiategrasso è paradigmatica per questo, uno dei borghi più belli e suggestivi dell'Est Ticino, rischia di vedersi una colata di cemento nei pressi dell'ex convento dell'annunciata; una zona già martoriata da siti industriali da bonificare che invece di avviarsi alla bonifica, rimangono come reperti dell'industria che fu, senza progetti di recupero e si vuole andare a cementificare anche aree a chiara vocazione agricola.
Gli Ecologisti del Ticino chiedono che si ripeta la procedura di conferenza dei servizi, con il comune di Abbiategrasso, i comuni confinanti, provincia, regione Lombardia e il Parco del Ticino e si ridiscuta la concessione edificatoria a zona commerciale, e ci chiediamo, ancora, dopo le "voci" di moratoria di questi grandi centri commerciali, arrivate ancora 15 giorni fa in occasione del progetto IKEA tra Legnano e Castellanza, come mai, a distanza di nemmeno 50 km, una proposta regionale di moratoria su tutta la regione non trovi riscontro.
Basta ambiguità, è ora di pensare seriamente al futuro dei nostri territori e alla salvaguardia delle peculiarità artistiche, architettoniche, paesaggistiche e culturali che il territorio lombarda offre e valorizzarle per promuovere cultura e turismo, non in vista dei sei mesi di Expo, ma per la vita quotidiana di chi i territori li vive.
Ecologisti del Ticino 

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