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giovedì 18 settembre 2014

NO REVAMPING ACCAM COMUNICATO STAMPA DELLE ASSOCIAZIONI E DEI COMITATI A SEGUITO DELl’INCONTRO CON L'ASSESSORE ALL'AMBIENTE TERZI

diamo pubblicazione
NO REVAMPING ACCAM 
COMUNICATO STAMPA DELLE ASSOCIAZIONI E DEI COMITATI A SEGUITO DELl’INCONTRO CON L'ASSESSORE ALL'AMBIENTE TERZI 
Oggi, 16 settembre 2014, le associazioni ambientaliste che si stanno impegnando sul fronte della chiusura dell'inceneritore di Busto Arsizio sono state ricevute dall'assessore regionale all'ambiente Claudia Terzi.
Dopo aver condiviso con l'assessore la necessità che la Regione Lombardia prosegua con decisione la strada della gestione virtuosa dei rifiuti ( migliorando la raccolta differenziata e incentivando la presenza sul territorio di impianti di riciclo e recupero dei materiali), abbiamo avuto conferma che dalle valutazioni regionali, sfociate nel piano rifiuti, è emersa una sovracapacità di incenerimento e quindi sia del tutto logico cominciare a spegnere gli inceneritori più vecchi e inefficienti (tra i quali Busto Arsizio, Cremona e Desio) scelta che non comporterebbe nessun problema di gestione dei rifiuti, generando peraltro un miglioramento delle condizioni ambientali.

domenica 15 dicembre 2013

Boffalora per la sostenibilità ambientale. Trashed e intervento di Enzo Favoino

Due settimane fa è stata detta fine alla costruzione di inceneritori in Lombardia
la lista Civica  "insieme per Boffalora" ha proposto alla cittadinanza la visione del film/documentario
Trashed; a seguire l'interveno di Enzo Favoino della scuola agraria di Monza per illustrare la "storia"
della riduzione dei rifiuti nell'Est ticino e in tutta Europa






giovedì 21 novembre 2013

Lombardia 2013 rifiuti, la raccolta differenziata spegne gli inceneritori


Importante Dossier di Legambiente sulla situazione dei rifiuti in Lombardia, riportiamo l'articolo del Corriere della Sera e un riferimento a fondo pagina al deposito delle firme per la proposta di legge di inziativa popolare RIFIUTI ZERO
21 novembre 2013
La svolta
Dossier di Legambiente sul futuro dello smaltimento nella regione
La raccolta differenziata spegne gli inceneritori
Rifiuti in calo, troppi tredici impianti in Lombardia
II teleriscaldamento è un sistema che non sembra più convenire come quarant'anni fa


MILANO — Vent'anni dopo le battaglie contro le discariche, è arrivato il tempo di quelle agli inceneritori, che da tempo non è più neppure giusto chiamare così: se ne ricava energia, dunque sono termovalorizzatori. In Lombardia nel abbiamo 13, e sono troppi: da dieci anni, ormai, la quantità di rifiuti urbani è in calo, perché la crisi degli ultimi anni ha lasciato il suo segno anche nelle pattumiere, mentre ha fatto grandi progressi la raccolta differenziata: a Milano — per esempio — era intorno all' 11% vent'anni fa, oggi è al 35%, mentre Bergamo è arrivata al 53%. Guardando ai dati dell'ultimo decennio, nel 2012 la produzione di rifiuti in Lombardia è scesa dell'8% rispetto al 2008 (anno della produzione massima); quanto alla produzione pro capite è scesa ai livelli del 1999. Dunque, meglio fare da subito i conti con la realtà e prevenire, ovvero chiudere gli impianti che rendono meno e pensare ad un futuro «diverso» per altri. «Inceneritori in Lombardia: quanto basta?» è il titolo scelto da Legambiente per rilanciare il tema proprio «mentre la Regione sta compiendo i suoi ultimi passi istituzionali per l'approvazione del Programma regionale Gestione Rifiuti», che indica le direttive dei prossimi anni fino al 2020. Il dossier indica fra il 35% ed il 70% la capacità degli impianti lombardi che resterà inutilizzata in questi anni a venire se tutto rimanesse come ora. Se, cioè, la differenziata (frenata in alcune zone come Brescia e Pavia proprio dalla presenza di impianti) nei prossimi anni non migliorasse. Tanto è vero che già ora il 38% dei rifiuti bruciati in quei 13 forni sono rifiuti speciali: avendo raggiunto l'autonomia di smaltimento prevista dalla legge, i gestori degli impianti sono costretti ad andare a caccia di «combustibile», consumando anche materiale in arrivo da altre regioni o dall'estero. Impensabile, avverte Legambiente, la politica del «tirare avanti»: questi impianti comportano emissioni (in diversi casi già al centro di studi epidemiologici) su un'area —la Pianura Padana — già inquinata. Anche il teleriscaldamento, ormai, è un sistema che non sembra più convenite come fu 40-50 anni fa. E neppure si può pensare di continuare a smaltire gli speciali altrui, in zone dove i rifiuti dovrebbero essere portati solo da camion (gli impianti del Nord Europa che lavorano per conto terzi hanno collaudati collegamenti ferroviari o marittimi). «E' stata una buona tecnologia per la transizione dalla discarica al riciclaggio — dice il presidente di Legambiente Lombardia Damiano Di Simine — ma adesso il trentennio degli inceneritori è finito: vanno aiutate le imprese del settore a riconvertirsi per lavorare ciò che si ricava dalle raccolte differenziate e dal residuo». Primi candidati allo stop? I più inquinanti e meno efficienti: Corteleona(Pavia), Desio (Monza B.), Parona (Pavia) e Valmadrera (Lecco).
Laura Guardini

 

venerdì 4 ottobre 2013

Legge Rifiuti Zero. depositate le firme in parlamento  http://ecocivicilombardia.blogspot.it/2013/10/legge-rifiuti-zero-depositate-le-firme.html


giovedì 26 settembre 2013

L’ELCON IN VALLE OLONA BATTUTA DALLA MOBILITAZIONE DELLA COMUNITA’.


L’ELCON IN VALLE OLONA BATTUTA DALLA MOBILITAZIONE DELLA COMUNITA’.

La decisione della Commissione Istruttoria regionale sul progetto Elcon ha definitivamente espresso il parere negativo in merito alla questione dell’insediamento proposto dalla società israeliana.
La lunga battaglia di migliaia di cittadini dei tre comuni interessati – Castellanza, Olgiate Olona e Busto Arsizio – e di tanti altri della Valle Olona e dell’Alto Milanese, iniziata nel Marzo del 2012 ha allontanato il pericolo in maniera pressoché definitiva. Il parere espresso è stato quello della mancanza di garanzie ambientali; l’abbiamo sempre sostenuto anche noi, con le lunghe esperienze sulla chimica pesante e dei disastri ambientali che procura da oltre un secolo. 
La logica motivata di tutela del bene comune – come durante gli ultimi referendum su acqua e nucleare – ha unito i consensi e le opinioni fino a questa limpida vittoria. E’ solo la fine del pericolo, è un attacco respinto, ma gli Ecologisti Bustesi valutano positiva la vicenda. L’unione di sensibilità politiche diverse ha deciso favorevolmente che l’ambiente e l’ecologia sono condizioni inevitabili per cambiare la situazione di gravissima emergenza attuale.
Questo stato della Repubblica Italiana è allo sfascio continuo; le tendenze egoiste e immorali di molti connazionali ci hanno portato al ventennio berlusconiano; come in Grecia, miliardi di spese folli e oscurate hanno ridotto l’Italia alla povertà. Non abbiamo ceduto al ricatto occupazionale che Elcon e i suoi appoggi politici hanno sostenuto incessantemente. Siamo una nazione gravida di tesori ambientali, culturali e sociali: questa è la strada per il nostro futuro.
Grazie a tutti coloro che hanno dato una mano utile a risolvere questa pessima questione pseudo-industriale. Come a Taranto e in Val Susa, basta con gli imbrogli e i ricatti; basta con le violenze di pochi ai danni delle comunità italiane. Apriamo questo paese al vento europeo del cambiamento !

VERDI ECOLOGISTI BUSTO ARSIZIO


ripercorriamo un momento significativo di questo lungo percorso, augurandoci che prosegua con le bonifiche dei terreni.