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venerdì 26 giugno 2015

I CEMENTIFICATORI DEL TERRITORIO DEL PARCO DEL TICINO

I CEMENTIFICATORI DEL TERRITORIO 

DEL PARCO DEL TICINO

L’estate 2015 sarà ricordata come la stagione in cui si darà il via libera alla devastazione del territorio, della biodiversità, dell’agricoltura, di parte del creato che vive oggi nel Parco del Ticino? Chi saranno i responsabili della cementificazione?
Dopo 14 anni sta per arrivare nella sede di approvazione definitiva (il CIPE) il progetto Vigevano-Malpensa che attraverserà il Parco del Ticino. Anni di lotte, ricorsi, manifestazioni e petizioni, saranno asfaltati. E con esse saranno cementificati il patrimonio naturale unico e irripetibile, il reticolo irriguo che per secoli ha alimentato le nostre campagne. Sarà compromesso il patrimonio di bellezza e unicità che è gemmato lungo le sponde del Naviglio Grande, tra Abbiategrasso, Cassinetta di Lugagnano e Robecco sul Naviglio. Con buona pace dell’eredità e degli studi di Leonardo da Vinci, delle Ville di Delizia, dei contadini che con fatica hanno curato e preservato questa fertile terra, questa preziosa porzione, una delle poche rimaste, della mezza luna fertile che abbraccia la provincia di Milano.
Il ministro Delrio, nella sua recente visita a Vigevano in sostegno del candidato sindaco del Partito Democratico, ha fatto cadere il velo di ipocrisia degli attori che negli ultimi mesi hanno cercato di dissimulare le loro responsabilità: il Governo Renzi porterà avanti il progetto ANAS. Il sottosegretario De Caro (PD) ha confermato in sede istituzionale che si procederà come da progetto ANAS.
Ma la responsabilità politica di quanto sta per accadere non è certo da imputare al solo ministro o al sottosegretario. La responsabilità politica risiede anche e soprattutto nei rappresentanti locali presso il Parlamento della Repubblica come l’On. Prina (PD), ex sindaco di Corbetta, che ha frequentato per anni il movimento NO Tangenziale, sfilando con la fascia da sindaco, ma che evidentemente oggi abbassa la testa di fronte agli ordini di partito, e l’On. Cova (PD), che ha più volte rassicurato i cittadini di questo territorio rispetto all’inesistenza dei finanziamenti, forse solo per lisciare il pelo all’opposizione che contrasta questa opera devastante alla vigilia elettorale.
Poi, ovviamente, ci sono i sindaci di Abbiategrasso, Magenta e Robecco sul Naviglio. Arrara, Invernizzi e Barni (con le maggioranze che li sostengono) che metteranno la loro firma sull’atto di morte del nostro territorio. Anche se alcuni lo faranno nascondendo la mano.
Arrara, che oltre ad essere il sindaco di Abbiategrasso riveste anche la carica di Consigliere della Città Metropolitana, manifesta posizioni ambigue seguendo la collaudata vecchia scuola democristiana, ma nella sostanza, con atti e pareri ufficiali, certifica che Abbiategrasso la superstrada Vigevano-Malpensa la vuole.
Invernizzi, nonostante una storia amministrativa del centrosinistra Magentino di tutt’altro segno e la presenza di alcune forze politiche presenti ai cortei No Tangenziale, si limita a firmare lettere (con gli altri sindaci del SI) per chiedere alcune modifiche.
Barni, che in anni recenti, prima di diventare sindaco di Robecco, presenziava alle assemblee di Castellazzo de’ Barzi che osteggiavano il progetto ANAS, condannerà Robecco sul Naviglio ad una trasformazione drammatica, devastando con cavalcavia, svincoli e raccordi il territorio di una delle più belle perle del Naviglio Grande, portandosi in casa un mostro d’asfalto gigantesco per risolvere un problema di attraversamento che richiederebbe una semplice circonvallazione.
Tra i responsabili dello scempio imminente, accanto al PD, abbiamo i rappresentanti della “Lega Nord – Noi Con Salvini”, che urlano slogan evergreen come “padroni a casa nostra” e “giù le mani dalle nostre terre”, ma promuovono le colate di cemento sulla terra “lumbarda”. Come il governatore Maroni che recentemente ha presentato il suo piano dossier di 320 km di nuove autostrade per la Lombardia, consegnandolo al ministro Delrio alla presenza del sindaco di Vigevano Sala, fresco di rielezione con la lista la Strada verso Milano (che si ferma nella campagna di Albairate).
Infine, non si può certo dimenticare, il Parco del Ticino, con il suo presidente Beltrami, completamente silente e inadeguato nel ruolo di tutelare la riserva della biosfera UNESCO dalle minacce che a breve potrebbero concretizzarsi.
Eccoli dunque tutti gli attori responsabili della devastazione che sarà il progetto di collegamento Vigevano—Malpensa, tassello della ancor più devastante TOEM, la Tangenziale Esterna Ovest Milanese. Per chi ancora non si è reso conto di cosa cambierà e come cambierà, consigliamo un viaggio sulla TEEM e scegliere uno a caso tra i comuni attraversati da quel nastro d’asfalto.
E’ possibile fermare la mano che perpetrerà questo delitto ai danni del territorio e delle prossime generazioni? Si! Basterebbe un atto politico chiaro e pulito: stralciare il progetto dalla Legge Obiettivo e partire con un progetto di mobilità che punti su trasporto pubblico locale, sulla sistemazione delle strade esistenti e sulla risoluzione dei nodi e degli intoppi che creano code e disagi.
Chi ha il potere di farlo non ha che da decidere di farlo. Il resto sono solo chiacchiere da mestieranti ipocriti della politica. Ma le maschere di cera si stanno già sciogliendo al sole. #NOTANGENZIALE
per adesioni
cambiamoabbiategrasso@gmail.com

venerdì 15 maggio 2015

L’Aiscat annuncia via libera Ue sulla proroga delle concessioni autostradali ma a Bruxelles non risulta

dal profilo facebook di Monica Frassoni
Comunicato stampa: L’Aiscat annuncia via libera Ue sulla proroga delle concessioni autostradali ma a Bruxelles non risulta - “L’annuncio di ieri fatto dal presidente di Aiscat Fabrizio Palenzona a borse aperte e che ha influenzato positivamente le quotazioni azionarie di diverse concessionarie autostradali, circa un fantomatico via libera da parte della Ue alla modifica della durata e delle relative proroghe delle concessioni autostradali in Italia, a Bruxelles non risulta. Stupisce che chi rappresenta società che godono di concessioni pubbliche con relativi interessi miliardari si avventuri in annunci di questo genere”.
Lo dichiarano gli esponenti di Green Italia Monica Frassoni (Co-presidente del Partito Verde europeo) e Francesco Ferrante.
“L’incompatibilità tra lo Sblocca Italia per la parte inerente le proroghe autostradali e le normative europee – continuano gli esponenti di Green Italia – era stata denunciata a febbraio dal presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, con una lettera all’allora ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi e ai presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Pietro Grasso, mentre in Europa, grazie anche ai nostri dossier che sono stati presi in carico delle Commissarie alla Concorrenza e al Mercato Interno, è acceso il faro della Ue. Del resto la posizione dell’Europa è da sempre chiara e netta circa l’impossibilità di scavalcare le norme della concorrenza, per di più prevedendo delle proroghe delle concessioni sulla base di piani realizzati dalle stesse concessionarie e non sottoposti a controllo alcuno”.



mercoledì 29 gennaio 2014

Ancora strade? RIpensare la mobilità, l'unica grande opera necessaria


soldi da buttare nel cemento e nel mostro d'asfalto non ci sono, alcuni si stanno inventando uno sterile e irritante dibattito, quando i treni e i bus dal 2004 sono peggiorati, allora, di cosa stiam parlando?

e allora? ancora!!!
l'unica grande opera necessaria è RIQUALIFICARE L'ESISTENTE!!!

Considerando uno "strano" e un po' "ambiguo" comunicato del circolo di legambiente di Abbiategrasso, dove lamentavano l'assenza di studi, ci pare opportuno segnalare gli ottimi e, diciamolo, "illuminanti" QUADERNI DEL MAGENTINO, dove il primo volume è dedicato alla mobilità e ai trasporti e il secondo al quadro insediativo
clicca per andare al volume in pdf QUADERNI DEL MAGENTINO trasporti e mobilità





riportiamo l'unico comunicato stampa che ridà un minimo dignità e riporta al senso delle cose, su questa "strana" vicenda


dal gruppo consiliare di Magenta

Il Partito della Rifondazione Comunista ed il Cantiere Alternativo Giovani precisano la loro contrarietà a progetti di strade e cementificazione ulteriori rispetto a quelle già esistenti. 
Tali opere inutili e di forte impatto ambientale sarebbero devastanti per un territorio già da tempo sottoposto alle dinamiche d'affari del mattone e del cemento.
Costruire nuove strade per eliminare il traffico è la soluzione del cane che si morde la coda.
Innanzi tutto bisogna ricordare che le merci che circolano e quindi i camion che le trasportano sono notevolmente diminuiti per via della crisi. Non dobbiamo dimenticare che il nostro obbiettivo è quello di costruire un sistema alternativo a questo che ha sfruttato, devastato e messo in crisi l'umanità, e costruire un sistema migliore non lo si fa facendo gli stessi errori o producendo e trasportando merci inutilili o voluttuarie. L'Italia è uno tra i paesi d'europa con il più alto tasso di trasporto su gomma e forme alternative di trasporto (più ecosostenibili) non vengono neanche lontanamente prese in considerazione mentre è anche da li che si potrebbe partire. A seguito di un inchiesta risulta che l'80 % delle imprese che lavorano nel "movimento terra" sono in mano alle mafie, e non vorremmo pensare neanche per un momento che tutto questo entusiasmo trasversale verso strade inutili, fortemente volute dai vertici dei partiti, siano in qualche modo collegate ad affari terzi, a ricompense o favori che non fanno parte della nostra cultura politica.
Il progresso per noi è la creazione di ricchezza con la coscienza.

PARTITO RIFONDAZIONE COMUNISTA 
CANTIERE ALTERNATIVO GIOVANI 



e l'ultima opera che dimostra l'assoluta contrarietà da parte delle popolazioni, verso questa strada inutile, dannosa e nociva, che comprometterebbe per sempre la biodiversità della zona