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lunedì 5 febbraio 2018
Insieme per la Lombardia. Verdi PSI e Civici. Tutti i candidati
I candidati della lista INSIEME per la Lombardia VERDI PSI e Civici
Italia Europa INSIEME
lunedì 15 gennaio 2018
Insieme per la Lombardia. Milano Martedì 16 gennaio Umanitaria h.20
Milano Società Umanitaria - Via San Barnaba, 48
La sera di martedì 16 gennaio 2018, alle ore 20.00, alla Società Umanitaria di Milano, in Via San Barnaba, 48,
Giorgio GORI - candidato presidente per la Regione Lombardia;
Riccardo Nencini - senatore, vice-ministro, segretario nazionale del Partito Socialista Italiano;
Angelo Bonelli - ex parlamentare, presidente della Federazione dei Verdi;
insieme alla parlamentare socialista lombarda Pia Locatelli, al segretario regionali PSI Lorenzo Cinquepalmi, ai coportavoce regionali della Federazione dei Verdi, Aldo Guastafierro ed Elisabetta Patelli, e ai rappresentanti di Area Civica, presentano, in assemblea pubblica, le candidature delle liste "INSIEME" e "x Gori INSIEME" alle prossime elezioni nazionali e regionali.
Presenterà i candidati e condurrà la serata il giornalista Edmondo Rho.
Socialisti, Verdi, Civici, Prodiani spiegheranno le ragioni del loro impegno comune, presenteranno i loro programmi e le candidature sia alle prossime elezioni politiche che alle prossime elezioni regionali lombarde.
Insieme è un'iniziativa politica di ispirazione Ulivista, destinata a svilupparsi ben oltre le prossime elezioni: un messaggio di unità in una sinistra minata dal male del dividersi, attenta ai problemi concreti sociali, del mondo del lavoro, dei diritti, dell’ecologia e dei cambiamenti climatici.
Milano, 12 gennaio 2018lunedì 14 novembre 2016
VERDI: Documento per il NO nel referendum sulla Revisione Costituzionale e sulla connessa legge elettorale
- I Verdi italiani che sottoscrivono il presente documento ritengono sbagliato e inaccettabile che il referendum sulla riforma costituzionale, previsto per il 4 dicembre 2016, venga tramutato in una sorta di plebiscito a favore del Presidente del Consiglio Renzi e del suo Governo. Qualunque sia il giudizio che qualunque forza politica e qualunque cittadino o cittadina abbia nei confronti del Governo Renzi, che può essere positivo o negativo o anche articolato rispetto ai singoli provvedimenti del suo programma, nel referendum deve prevalere esclusivamente il giudizio sull’insieme della riforma costituzionale approvata dalla maggioranza del Parlamento secondo le procedure previste dall’art. 138 della Costituzione. Il quale art. 138 prevede anche la possibilità di promuovere un referendum (senza quorum di validità) su ogni legge di revisione costituzionale, qualora tale legge non sia stata approvata nell’ultima lettura da entrambe le Camere con i due terzi dei propri componenti. La riforma costituzionale è stata approvata con maggioranze di poco superiori al 50% e condizionate anche dagli effetti “drogati” determinati dalla legge elettorale “Porcellum”, poi dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale. Il prossimo referendum è stato promosso tanto dalle forze politiche di opposizione, quanto dalle forze politiche di maggioranza: nel primo caso si tratta di un referendum “oppositivo” e nel secondo caso di un referendum “confermativo”, a seconda delle intenzioni politiche dei proponenti.
- 2. I Verdi che sottoscrivono il presente documento condividono la necessità del referendum, ma intendono esprimersi soltanto sulla materia costituzionale, e sulla strettamente connessa (anche se non sottoposta a referendum) legge elettorale per la Camera dei deputati (il cosiddetto “Italicum”), che ne costituisce il logico completamento, anche se si tratta di legge ordinaria e non di legge costituzionale. Noi riteniamo che una riforma costituzionale non debba mai essere legata alle sorti di alcun Governo “pro tempore”, perché la Costituzione, anche se riformabile e riformata, è la legge fondamentale che riguarda tutti i cittadini e le cittadine e anche tutte le forze politiche, a prescindere dalle transeunti maggioranze politiche che sostengono di volta in volta uno specifico Governo, e deve avere la capacità e possibilità di una lunga durata e validità, al di là delle singole contingenze politiche. Il popolo sovrano si è già pronunciato due volte con un referendum popolare su complesse riforme costituzionali. Nel 2001 il referendum ha confermato la riforma del Titolo V della seconda parte della Costituzione proposta dal centrosinistra, mentre nel 2006 il referendum ha bocciato la più ampia riforma costituzionale proposta dal centrodestra nel 2005. Nel primo caso la riforma era stata votata dal Parlamento durante il Governo Amato e confermata nel referendum durante il Governo Berlusconi. Nel secondo caso la riforma era stata votata dal Parlamento durante il Governo Berlusconi ed era stata bocciata nel referendum durante il secondo Governo Prodi. In nessuno dei due casi precedenti, dunque, il pronunciamento referendario ha avuto alcuna ripercussione sulle sorti dei Governi in carica.
- 3. La riforma elettorale, approvata con ripetuti voti di fiducia ed entrata in vigore il 1° luglio 2016, è strettamente connessa alla riforma costituzionale pur se attualmente non sottoposta a referendum, mentre nel prossimo futuro, dopo il referendum, sarà sottoposta al giudizio della Corte costituzionale anche alla luce della sentenza n. 1 del 2014 sulla incostituzionalità di alcuni aspetti essenziali della precedente legge elettorale (il cosiddetto “Porcellum”). Noi riteniamo che l’”Italicum” sia una legge inaccettabile sotto diversi profili. In particolare riteniamo sbagliato:
I. che il premio di maggioranza possa essere dato anche a chi non ha raggiunto il 50% dei voti espressi e quindi non condividiamo il doppio turno, che permetterà di ottenere il premio di maggioranza anche sulla base del consenso di una ristretta minoranza di elettori (nell’attuale sistema tripolare e con i crescenti tassi di assenteismo, potrebbe realisticamente trattarsi anche solo del 20-25% degli aventi diritto al voto);
II. che sia esclusa la possibilità di formare coalizioni, come invece è previsto sia per le elezioni regionali che per le elezioni comunali, senza che questo abbia comportato problemi di governabilità a livello regionale e locale, permettendo anzi una più ampia rappresentatività e un più ampio pluralismo sia tra le forze di governo che tra quelle di opposizione;
III. che siano previsti i capilista bloccati decisi dalle segreterie dei partiti, senza possibilità per gli elettori e le elettrici di esprimere su di loro il voto di preferenza, e che per di più sia prevista per i capilista la possibilità di candidature plurime (fino a dieci!), mettendo in questo modo esclusivamente nelle mani dei segretari di ciascun partito la scelta verticistica e autocratica degli eletti, espropriando le elettrici e gli elettori di ogni possibilità di scelta e ritornando a realizzare conseguentemente una Camera dei deputati in grande prevalenza di “nominati” e non di eletti;
IV. che tutto questo comporti di fatto una modificazione surrettizia della forma di Governo, arrivando ad una “democrazia di investitura” ed espropriando sostanzialmente il Presidente della Repubblica del potere di scegliere il Presidente del Consiglio incaricato, come previsto dalla Costituzione, arrivando invece ad una sorta di “investitura” obbligata al “capo” sulla base dei risultati consentiti dalla legge elettorale.
- 4. Per quanto riguarda la riforma costituzionale, riconosciamo che un giudizio analitico può far emergere sia luci che ombre, ma riteniamo che, nel suo insieme, si tratti di una riforma non condivisibile per il suo impianto complessivo. Tra gli aspetti positivi possono essere citati, ad esempio, la più rigorosa disciplina della decretazione d’urgenza (inflazionata in modo crescente anno dopo anno e ormai giunta a livelli inaccettabili anche col Governo Renzi) e la soppressione del CNEL, organismo ormai totalmente obsoleto per una classe politica, sindacale e imprenditoriale “a fine carriera”, divenuto irrilevante rispetto alle finalità originariamente immaginate (ma mai pienamente realizzate) per un simile organismo. Tuttavia entrambi gli obiettivi avrebbero potuto essere raggiunti con singole leggi costituzionali “ad hoc”, che avrebbero realisticamente trovato il consenso della quasi totalità del Parlamento e comunque, in caso di vittoria dei NO nel referendum, potranno essere realizzati nel prossimo futuro appunto con singoli provvedimenti di natura costituzionale, anche nell’ambito temporale dell’attuale legislatura.
- 5. Tuttavia le ombre e gli aspetti critici della riforma prevalgono nettamente sui pochi aspetti positivi. Il superamento del bicameralismo perfetto o paritario, obiettivo pur condivisibile, è stato realizzato in modo confuso e pasticciato, sia sotto il profilo della composizione del futuro Senato, sia sotto il profilo delle sue competenze legislative e del suo rapporto con la Camera dei deputati e con il Governo. Appaiono inaccettabili e contradditorie tanto le modalità di elezione indiretta, del resto demandate ad una futura legge ordinaria di cui non si conoscono le caratteristiche, quanto la sua natura politica: i futuri senatori rappresenterebbero le rispettive forze politiche e non certo i territori. E per di più i cittadini e le cittadine sarebbero espropriati del loro potere sia di elettorato attivo che di elettorato passivo. Inoltre la ripartizione delle competenze legislative tra Camera e Senato è stata effettuata, con il nuovo art. 70, in modo talmente confuso e complesso, da rendere incomprensibile il testo alla grande maggioranza dei cittadini e da rendere probabili innumerevoli conflitti di competenza difficilmente risolubili se non ricorrendo alla Corte costituzionale.
- 6. Per quanto riguarda l’altro fondamentale aspetto della riforma, e cioè la modifica del Titolo V in materia di autonomie regionali, anziché individuare alcune limitate e specifiche correzioni rispetto alla riforma introdotta nel 2001 dalla maggioranza di centrosinistra e confermata dal referendum popolare, si è scelta la strada di un totale stravolgimento dell’impianto precedente. Anziché arrivare ad una forma di federalismo o di regionalismo ben articolato ed equilibrato, si è arrivati ad una vera “controriforma” con una fortissima ricentralizzazione dei poteri in capo allo Stato, svuotando di poteri, competenze e responsabilità il sistema delle Regioni a Statuto ordinario, inserendo inoltre una “clausola di supremazia” e congelando invece gli effetti della riforma stessa per quanto riguarda le cinque Regioni a Statuto speciale. In questo modo si mette in discussione anche il dettato dell’art.5 della Costituzione, che ne è uno dei princìpi fondamentali. Inoltre la riforma costituzionale triplica le firme necessarie per le leggi di iniziativa popolare e riduce il quorum di validità per i referendum popolari solo a prezzo di un forte aumento (da 500.00 a 800.000) delle firme necessarie per la loro promozione, a fronte delle enormi difficoltà per la certificazione delle firme dei cittadini.
- 7. Complessivamente il combinato disposto del testo della riforma costituzionale e della complementare legge elettorale darebbe vita ad un assetto costituzionale e istituzionale fortemente squilibrato sul lato della presunta “governabilità” e a scapito della altrettanto essenziale, e fondamentale in democrazia, rappresentatività. Non sarà la campagna demagogica e populista sui costi della politica a poter strumentalmente coprire gli squilibri politici e istituzionali, il surrettizio cambiamento della forma di Stato e della forma di Governo, le incoerenze e le numerose complicazioni del procedimento legislativo, le ripercussioni negative sul sistema delle garanzie costituzionali e dei “pesi e contrappesi”, che dovrebbero sempre caratterizzare una autentica democrazia politica e una democrazia costituzionale, quali erano state delineate dal disegno dei padri costituenti nella Costituzione vigente.
- 8. Per tutti questi motivi, i Verdi che sottoscrivono il presente documento decidono di prendere posizione per il NO nel referendum costituzionale, fermo restando che i referendum chiamano in causa in primo luogo il voto delle cittadine e dei cittadini nella loro autonomia di scelta, mentre il ruolo delle forze politiche dovrebbe essere principalmente di informazione e di orientamento verso il voto popolare. In ogni caso, noi eviteremo di schierarci in organismi e comitati, pur legittimi, che perseguano il duplice obiettivo della vittoria dei NO nel referendum (obiettivo ovviamente da noi condiviso per le motivazioni indicate), ma anche della caduta del Governo Renzi. A livello nazionale e locale, noi parteciperemo liberamente a quei comitati per il NO che si caratterizzino esclusivamente per la presa di posizione critica, informata e motivata sul merito della riforma costituzionale e della connessa legge elettorale.
- 9. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, e con lui la Ministra Boschi, a nostro parere sbagliano radicalmente nel mettere sullo stesso piano l’esito del referendum del prossimo 4 dicembre e le sorti del Governo. Se il Governo dovesse dimettersi, sarà per sua autonoma e discutibile scelta, non per la volontà delle elettrici e degli elettori, che sono chiamati a pronunciarsi sul merito della riforma costituzionale e non sulla ipotizzata sconfitta del Governo. In ogni caso, se per propria decisione cadesse il Governo Renzi, non ci sarà alcun obbligo o automatismo di scioglimento delle Camere, essendo questa una esclusiva responsabilità del Presidente della Repubblica, il quale, per dettato costituzionale, dovrà eventualmente o rinviare l’attuale Governo alle Camere (non avendo ricevuto da esse la sfiducia) oppure, dopo opportune consultazioni parlamentari, individuare un altro Presidente del Consiglio. Se prevarranno i NO, è falso inoltre affermare che si chiuderà il capitolo delle riforme. È invece un capitolo che si potrà tempestivamente riaprire già in questa legislatura, sia per quanto riguarda le leggi elettorali per la Camera e il Senato, sia con singole modifiche costituzionali per le parti più largamente condivise e, nella prossima legislatura, con un Parlamento più democraticamente legittimato rispetto a quello espresso dal “Porcellum”, con la capacità di elaborare una riforma più equilibrata, più condivisa e più largamente partecipata.
Questo documento è stato presentato e discusso nel Cosniglio federale nazionale e sottoscritto dalle seguenti Federazione Verdi regionali: TRENTINO, LOMBARDIA, EMILIA ROMAGNA, PIEMONTE, LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, TOSCANA, UMBRIA, LAZIO, PUGLIA, CALABRIA, BASILICATA, SICILIA, SARDEGNA. (Abruzzo e Molise non sono federazioni formalmente costituite)
lunedì 20 giugno 2016
Ballottaggi 2016. I VERDI decisivi!
Napoli eletto Sindaco De Magistris
con i Verdi al 3,1% e due consiglieri comunali eletti
Bologna eletto Sindaco Virginio Merola
con i Verdi che dopo la corsa solitaria a Sindaco di Matteo Badiali, han trovato un accordo e con l'1,51%, e in compagnia di 4 liste civiche e del PD conquistano il 54,64% dei voti
Elezioni storiche che a livello nazionale decretano la fine della destra nelle sue varie sfaccettature, pensando a Roma e Torino, dove il ballottaggio ha visto centrosinistra contro il movimento 5stelle.
E' in corso una ridefiizione dello spettro politico,
le tematiche ambientali sono al centro della vita pubblica, ma non ancora del dibattito politico per gli ovvi motivi che riassumiamo con un semplice dato accademico; dove c'è libertà di stampa i Verdi sono (diventano) forza di governo e crescono nei consensi; essendo l'Italia al 77° posto, le difficoltà son palesi; idem per la cosidddetta "politica dei grandi disastri" (si pensi alla Val Susa, dove i Verdi si attestavano attorno al 40%) che comporta grandi menzogne, grandi bugie e grandi censure; ma questa è una storia nota.
Da questa tornata elettorale i Verdi imparano che dove hanno la volontà di presentarsi sono determinanti e, anche senza eletti, hanno, in ogni contesto, il merito di sviluppare il dibattito pubblico e portare la consapevolezza ambientale ed ecologica (troppo spesso declinata da piazzisti della politica come green washing, e non come insieme di policy e soluzioni)
Rimane l'amaro in bocca per il mancato accorpametno del Referendum sulle trivellazioni del 17 aprile scorso; alla luce dell'affluenza di questa tornata amministrativa il 30% degli elettori, i 15.000.000 di Italiani che si sono recati alle urne per una nuova politica energetica, è un dato incredibile e importantissimo.
con i Verdi al 3,1% e due consiglieri comunali eletti
Bologna eletto Sindaco Virginio Merola
con i Verdi che dopo la corsa solitaria a Sindaco di Matteo Badiali, han trovato un accordo e con l'1,51%, e in compagnia di 4 liste civiche e del PD conquistano il 54,64% dei voti
Elezioni storiche che a livello nazionale decretano la fine della destra nelle sue varie sfaccettature, pensando a Roma e Torino, dove il ballottaggio ha visto centrosinistra contro il movimento 5stelle.
E' in corso una ridefiizione dello spettro politico,
le tematiche ambientali sono al centro della vita pubblica, ma non ancora del dibattito politico per gli ovvi motivi che riassumiamo con un semplice dato accademico; dove c'è libertà di stampa i Verdi sono (diventano) forza di governo e crescono nei consensi; essendo l'Italia al 77° posto, le difficoltà son palesi; idem per la cosidddetta "politica dei grandi disastri" (si pensi alla Val Susa, dove i Verdi si attestavano attorno al 40%) che comporta grandi menzogne, grandi bugie e grandi censure; ma questa è una storia nota.
Da questa tornata elettorale i Verdi imparano che dove hanno la volontà di presentarsi sono determinanti e, anche senza eletti, hanno, in ogni contesto, il merito di sviluppare il dibattito pubblico e portare la consapevolezza ambientale ed ecologica (troppo spesso declinata da piazzisti della politica come green washing, e non come insieme di policy e soluzioni)
Rimane l'amaro in bocca per il mancato accorpametno del Referendum sulle trivellazioni del 17 aprile scorso; alla luce dell'affluenza di questa tornata amministrativa il 30% degli elettori, i 15.000.000 di Italiani che si sono recati alle urne per una nuova politica energetica, è un dato incredibile e importantissimo.
sabato 13 febbraio 2016
Com.Stampa. Verdi Metropolitani: esperienze e progetti per cambiare davvero.
riceviamo e diamo pubblicazione
VERDI CITTA’ METROPOLITANA DI MILANO
I Verdi della Città Metropolitana di Milano non si riconoscono nel concetto di città (e nelle logiche che lo definiscono) del candidato sindaco di Milano del centrosinistra.
Per questo (e anche alla luce dell’evidente rapporto politico tra Sala, Scelta Civica e larga parte di Comunione e Liberazione), come già deciso nella riunione del 10 gennaio, comunicano di interrompere l’esperienza politica avviata, con grandi riserve con il PD e con il centrosinistra, proseguendo su idee per il futuro della città alternative a quelle incarnate da Giuseppe Sala.
Proponiamo pertanto a tutte quelle forze politiche, alle realtà ecologiste e civiche, ed ai comitati di cittadini che immaginano un progetto di una Milano diversa, che possa essere traino alle energie positive che credono ancora nei diritti, nella partecipazione, nell'ecologia e nella sostenibilità sociale e ambientale della politica, di incontrarci e di avviare quanto prima un laboratorio alternativo.
Milano dovrà affrontare temi importanti.
Dovrà immaginare la propria conversione ecologica, indispensabile per restituire aria pulita ai cittadini; dovrà gestire il dopo Expo e tutte le sue contraddizioni; dovrà spostare attenzione dalle autostrade e dal cemento al trasporto pubblico e al verde urbano; dovrà riprendere la partita strategica degli scali ferroviari; dovrà guidare processi per abbattere le diseguaglianze, promuovere diritti sociali e contrastare la precarietà.
Tutti temi per i quali i Verdi della Città Metropolitana ritengono di poter dare un contributo fattivo, costituito sia da esperienze che da progetti concreti per cambiare davvero.
Verdi Città Metropolitana
i cooportavoce
Oliviero Camisani
Silvia Casarolli
Verdi Regionale Lombardia
i cooportavoce:
Aldo Guastafierro
Elisabetta Patelli
venerdì 30 gennaio 2015
Grecia 2015. Greens in government
Congratulations to our Greek member party Οικολόγοι Πράσινοι [Ecologist Greens] on obtaining an important position in the government of Mr Tsipras: Yannis Tsironis has been appointed
Deputy Minister of Environment.
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domenica 25 gennaio 2015
Elezioni Grecia 2015
i risultati delle elezioni
http://www.repubblica.it/esteri/2015/01/25/news/la_grecia_al_voto_urne_aperte-105710503/
Το εκλογικό αποτέλεσμα αποδεικνύει την ξεκάθαρη επιθυμία των πολιτών για ριζική ανατροπή πολιτικής στη χώρα, για το τέλος των νεοφιλελεύθερων επιλογών λιτότητας που έφεραν την οικονομία, την κοινωνία, το περιβάλλον στο χείλος της καταστροφής.
Μετά το κλείσιμο της κάλπης έρχεται η ώρα της ευθύνης στην πράξη, όπου το κυρίαρχο αίτημα για κάθαρση πρέπει να συνδυαστεί με νηφάλιο σχεδιασμό για τη βιωσιμότητα.
Οι Οικολόγοι Πράσινοι στήριξαν την επιλογή ΣΥΡΙΖΑ, συμμετείχαν και αγωνίστηκαν για το εκλογικό αποτέλεσμα, δηλώνουν και τώρα ΠΑΡΟΝΤΕΣ για την επόμενη μέρας της χώρας. Για τη βιώσιμη παραγωγική ανασυγκρότηση, τη δημοκρατία, την προστασία του περιβάλλοντος και των κοινών αγαθών ως στοιχείου ανατροπής. #ekloges2015
Il risultato elettorale mostra la chiara volontà dei cittadini per l'inversione radicale della politica nel Paese, per la fine di scelte di austerità neoliberiste che hanno portato l'economia, la società e l'ambiente sull'orlo del disastro.
Dopo la chiusura delle urne viene la responsabilità di agire dove la richiesta dominante di attestazione deve essere combinata con un design sobrio per la sostenibilità.
Ecologisti Verdi hanno sostenuto l'opzione di SYRIZA partecipato e gareggiato per il risultato elettorale, e da ora presenti per il giorno successivo nel paese. Per la ricostruzione della produzione sostenibile, la democrazia, la tutela dell'ambiente e dei beni comuni, come punto di svolta. # Ekloges2015
trad. google
https://www.facebook.com/Oikologoi.Prasinoi
After weak results in the European elections in May 2014, the Greek Greens did not expect to compete successfully with an independent list, assuming it would be impossible to cross the 3% threshold. While unfortunate divisions weakened the Green camp in Greece last year, the Greens felt nonetheless that they must try to help overcoming the deep economic social and political crisis in their country by actively campaigning for Green goals in these elections. This is why they looked into the possibilities of forming coalitions with other political forces.
http://europeangreens.eu/news/greekelections
http://www.repubblica.it/esteri/2015/01/25/news/la_grecia_al_voto_urne_aperte-105710503/
Το εκλογικό αποτέλεσμα αποδεικνύει την ξεκάθαρη επιθυμία των πολιτών για ριζική ανατροπή πολιτικής στη χώρα, για το τέλος των νεοφιλελεύθερων επιλογών λιτότητας που έφεραν την οικονομία, την κοινωνία, το περιβάλλον στο χείλος της καταστροφής.
Μετά το κλείσιμο της κάλπης έρχεται η ώρα της ευθύνης στην πράξη, όπου το κυρίαρχο αίτημα για κάθαρση πρέπει να συνδυαστεί με νηφάλιο σχεδιασμό για τη βιωσιμότητα.
Οι Οικολόγοι Πράσινοι στήριξαν την επιλογή ΣΥΡΙΖΑ, συμμετείχαν και αγωνίστηκαν για το εκλογικό αποτέλεσμα, δηλώνουν και τώρα ΠΑΡΟΝΤΕΣ για την επόμενη μέρας της χώρας. Για τη βιώσιμη παραγωγική ανασυγκρότηση, τη δημοκρατία, την προστασία του περιβάλλοντος και των κοινών αγαθών ως στοιχείου ανατροπής. #ekloges2015
Il risultato elettorale mostra la chiara volontà dei cittadini per l'inversione radicale della politica nel Paese, per la fine di scelte di austerità neoliberiste che hanno portato l'economia, la società e l'ambiente sull'orlo del disastro.
Dopo la chiusura delle urne viene la responsabilità di agire dove la richiesta dominante di attestazione deve essere combinata con un design sobrio per la sostenibilità.
Ecologisti Verdi hanno sostenuto l'opzione di SYRIZA partecipato e gareggiato per il risultato elettorale, e da ora presenti per il giorno successivo nel paese. Per la ricostruzione della produzione sostenibile, la democrazia, la tutela dell'ambiente e dei beni comuni, come punto di svolta. # Ekloges2015
trad. google
https://www.facebook.com/Oikologoi.Prasinoi
Green change in Greece
The upcoming Greek national election, which will be held on 25 January, will certainly have a major impact on the European political level too, regardless of who will form the next Greek government. Most observers currently expect the present government, led by the Conservative Nea Dimokratia, to fall and to be replaced by a left-wing government, led by Syriza.
After weak results in the European elections in May 2014, the Greek Greens did not expect to compete successfully with an independent list, assuming it would be impossible to cross the 3% threshold. While unfortunate divisions weakened the Green camp in Greece last year, the Greens felt nonetheless that they must try to help overcoming the deep economic social and political crisis in their country by actively campaigning for Green goals in these elections. This is why they looked into the possibilities of forming coalitions with other political forces.
On January 4, the EGP member party, Oikologoi Prasinoi, decided by a majority of about 75% to accept an offer from the Syriza party for a joint candidacy. Other options considered had been joining with the DIMAR party or other small parties. A group of Greens that had left Oikologoi Prasinoi last year under the leadership of the former MEP Nikos Chrysogelos decided to throw their lot in with DIMAR while a third group under the name of Europe Écologie, joined with the POTAMI party.
In their deal with Syriza, Oikologoi Prasinoi agreed to take 23 of the 50 candidacies that Syriza offered to minor parties overall. Several of these candidacies are considered promising, so that after election day the Greek Greens could be represented in the Greek Parliament. Other provisions of the deal with Syriza foresee financing support for Green candidates as well as financial support after the election and access to advisory roles in the new Greek Parliament. The Greek Greens also insisted on some policy provisions; Syriza accepted these as well, as DIMAR would have.
Yannis Tsironis, who is leading the campaign of Oikologoi Prasinoi, visited Brussels this week to inform the EGP and the Green Group in the European Parliament about the situation in their campaign. For the EGP, both Monica Frassoni and Reinhard Bütikofer met with Yannis and expressed the conviction which was also shared with the Green Group, that Greece needs change and that we hope the Greens can promote Green change for Greece successfully.
As a rule, the EGP always defers to member parties regarding decisions about national coalitions. We do not interfere in such decisions, nor are we a part of them. The EGP does not support Syriza or any other Greek party. We do strongly expect, however, that European policy makers and national policy makers in the different EU capitals must respect the democratic decision that the Greek voters are going to render on 25 January and refrain from any blackmail againt the voters sovereign choice.
In supporting Green change for Greece, the EGP sees three main priorities: There must be an end to austerity. The debt burden of Greece must be alleviated in negotiations after the elections whoever governs. Greece should implement urgent reforms, in particular reforms that promote a Green transformation of the Greek economy.
We know that all Greens agree on these three priorities and we wish our Greek Green friends the best of success in promoting them. Several Greens from different European countries have indicated that they will be going to Greece to support individual Green candidates in their campaigns there.
We do hope that the outcome of the Greek election and the policy decision to be taken urgently after election day will contribute to the further strengthening of the solidarity that is necessary to keep the European project together, and we do hope to be participating increasingly in that with a distinct European Green voice.
lunedì 29 settembre 2014
I 24 eletti del primo Consiglio della Citta' metropolitana di Milano
fonte Il GIORNO
24 eletti del primo Consiglio della Citta' metropolitana di Milano.
centro sinistra con il 57% dei voti e 14 consiglieri eletti su 24.
centrodestra 6 eletti e due a Lega e Lista Civica Costituente.
CENTRO SINISTRA - "Centrosinistra per la città metropolitana" (Pd, Prc, Sel) ha ottenuto il 57% dei voti. Risultano eletti 14 consiglieri, ecco la lista: Alberto Centinaio (sindaco Comune Legnano) 3.480 voti; Eugenio Comincini (sindaco Comune Cernusco) 3.243; Maria Rosaria Iardino (consigliere Comune Milano) 3.015; Lamberto Bertolé (consigliere Comune Milano) 2.954; Pietro Bussolati (consigliere Melzo) 2.877; Pietro Mezzi (consigliere Melegnano) 2.822; Rita Parozzi (consigliere Bresso) 2.642; Romano Pietro (sindaco Rho) 2.639; Patrizia Quartieri (consigliere Milano) 2.591; Michela Palestra (sindaco Arese) 2.413; Arianna Censi (consigliere Opera) 2.257; Monica Chittò (sindaco Sesto San Giovanni) 2.215; Pierluigi Arrara (sindaco Abbiategrasso) 2.199; Filippo Paolo Barberis (consigliere Milano) 2.153.
CENTRO DESTRA - "Insieme per la citta' metropolitana" (Forza Italia, Ncd e Fratelli d'Italia) ha ottenuto il 24,1% dei voti. Risultano eletti 6 consiglieri, ecco la lista: Marco Alparone (sindaco Paderno Dugnano) 4.065; Alberto Villa (consigliere Pessano con Bornago) 3.408; Armando Vagliati (consigliere Milano) 2.892; Marco Osnato (consigliere Milano) 2.799; Giuseppe Russomanno (consigliere Trezzano sul Naviglio) 2.412; Luciano Guidi (consigliere Legnano) 2.164.
LEGA NORD - Il Carroccio ha ottenuto il 9,8% e ottiene in Consiglio due seggi per Luca Lepore (consigliere Milano) 2.343; Ettore Fusco (sindaco Opera) 2.254.
LISTA CIVICA COSTITUENTE - Due seggi con l'8% per Roberto Biscardini (consigliere Milano) 2.012; Marco Cappato (consigliere Milano) 1.723.
mercoledì 7 maggio 2014
giovedì 27 marzo 2014
Alle Europee ci saremo! Bonelli e Zanella FEDERAZIONE DEI VERDI
Care e cari
Vi comunichiamo con molta soddisfazione che ieri l’esecutivo nazionale dei Verdi nella riunione avuta alla presenza dei rappresentanti regionali, ha deciso di presentare la lista de Verdi in accordo con Green Italia alle prossime elezioni europee. Dopo 8 anni torna sulle schede elettorali un simbolo verde: l’ultima partecipazione di una forza ecologista alle elezioni è stata nel 2006. Si tratta di una sfida estremamente impegnativa che con coraggio abbiamo deciso di lanciare per affermare la nostra idea di Europa e d'Italia che devono cambiare attraverso un Green New Deal e la conversione ecologica di un'economia vecchia, responsabile oltre che dell'inquinamento anche dell’impoverimento sociale.
Come siamo arrivati alla decisione di presentare la lista?Da alcuni mesi abbiamo avviato una battaglia giudiziaria per far valere il nostro diritto di presentarci alle Elezioni europee: diritto che è riconosciuto dall’art. 12 comma 4 della legge 18/1979. La legge dice che sono esenti dalla raccolta delle firme quei partiti politici che hanno una rappresentanza nel Parlamento europeo. Nel Parlamento europeo è presente il gruppo Parlamentare verde, che, tra l'altro, è la quarta forza. Il ministero dell’Interno non voleva concederci questo diritto perché con una circolare ha introdotto una modifica sostanziale alla legge aggiungendo che il diritto si esercita con parlamentari eletti in Italia. Come è noto una circolare del ministero non può modificare una legge. Contro questa decisione abbiano presentato un ricorso al Tar del Lazio che il 21 marzo scorso ha emesso un’ordinanza affermando che "l’art. 12 comma 4 della legge n.18/1979 ha caratteristiche d’immediata applicazione che non rendono necessarie disposizioni di dettaglio".
Il Tar del Lazio ha quindi ritenuto valida la nostra obiezione di merito che una circolare, disposizione di dettaglio, non può modificare la legge.
Per queste ragioni per poter usufruire dell'esenzione della raccolta delle firme dobbiamo presentare un simbolo che sia quello di riferimento europeo ovvero il girasole. Stiamo quindi elaborando un simbolo che abbia il girasole come parte centrale e la presenza anche del 'Sole che ride'. Abbiano ottenuto un risultato importante, ora continuiamo con amore e passione una battaglia per denunciare la strage di legalità e democrazia che a partire dall’informazione Rai e dei grandi gruppi editoriali ha messo in silenzio e oscurato le nostre battaglie per i diritti e per la conversione ecologica come a Taranto, Milazzo, Vado ligure, Priolo e in tutte le altre aree fortemente in cui vivono più di 6 milioni di cittadini che non sanno cosa contiene l'acqua che bevono, quant'è inquinata l'aria che respirano, cosa mangiano e perché si ammalano.
Ti chiediamo di pensare da subito a proposte di candidature, domani ti invieremo un indirizzo web dove inviare le tue proposte. Per riuscire a vincere questa sfida difficilissima ma necessaria abbiamo bisogno del tuo aiuto: solo così, insieme, potremo costruire un un futuro migliore e sostenibile per le generazioni che verranno.
Cogliamo l’occasione per ricordarti che puoi sostenere con un contributo economico la Federazione dei Verdi per consentirci di superare la fase estremamente delicata che stiamo vivendo.
Andando direttamente a questo link http://www.verdi.it/verdi- blog/?lettera oppure facendo un bonifico intestato a federazione dei Verdi: Iban IT 48 C 0760103200000037703006
Roma, 27 marzo 2014
Ti abbracciamo
Luana Zanella e Angelo Bonelli
http://verdi.it/notizieverdi/item/30781-alle-europee-ci-saremo.html
Vi comunichiamo con molta soddisfazione che ieri l’esecutivo nazionale dei Verdi nella riunione avuta alla presenza dei rappresentanti regionali, ha deciso di presentare la lista de Verdi in accordo con Green Italia alle prossime elezioni europee. Dopo 8 anni torna sulle schede elettorali un simbolo verde: l’ultima partecipazione di una forza ecologista alle elezioni è stata nel 2006. Si tratta di una sfida estremamente impegnativa che con coraggio abbiamo deciso di lanciare per affermare la nostra idea di Europa e d'Italia che devono cambiare attraverso un Green New Deal e la conversione ecologica di un'economia vecchia, responsabile oltre che dell'inquinamento anche dell’impoverimento sociale.
Come siamo arrivati alla decisione di presentare la lista?Da alcuni mesi abbiamo avviato una battaglia giudiziaria per far valere il nostro diritto di presentarci alle Elezioni europee: diritto che è riconosciuto dall’art. 12 comma 4 della legge 18/1979. La legge dice che sono esenti dalla raccolta delle firme quei partiti politici che hanno una rappresentanza nel Parlamento europeo. Nel Parlamento europeo è presente il gruppo Parlamentare verde, che, tra l'altro, è la quarta forza. Il ministero dell’Interno non voleva concederci questo diritto perché con una circolare ha introdotto una modifica sostanziale alla legge aggiungendo che il diritto si esercita con parlamentari eletti in Italia. Come è noto una circolare del ministero non può modificare una legge. Contro questa decisione abbiano presentato un ricorso al Tar del Lazio che il 21 marzo scorso ha emesso un’ordinanza affermando che "l’art. 12 comma 4 della legge n.18/1979 ha caratteristiche d’immediata applicazione che non rendono necessarie disposizioni di dettaglio".Il Tar del Lazio ha quindi ritenuto valida la nostra obiezione di merito che una circolare, disposizione di dettaglio, non può modificare la legge.
Per queste ragioni per poter usufruire dell'esenzione della raccolta delle firme dobbiamo presentare un simbolo che sia quello di riferimento europeo ovvero il girasole. Stiamo quindi elaborando un simbolo che abbia il girasole come parte centrale e la presenza anche del 'Sole che ride'. Abbiano ottenuto un risultato importante, ora continuiamo con amore e passione una battaglia per denunciare la strage di legalità e democrazia che a partire dall’informazione Rai e dei grandi gruppi editoriali ha messo in silenzio e oscurato le nostre battaglie per i diritti e per la conversione ecologica come a Taranto, Milazzo, Vado ligure, Priolo e in tutte le altre aree fortemente in cui vivono più di 6 milioni di cittadini che non sanno cosa contiene l'acqua che bevono, quant'è inquinata l'aria che respirano, cosa mangiano e perché si ammalano.
Ti chiediamo di pensare da subito a proposte di candidature, domani ti invieremo un indirizzo web dove inviare le tue proposte. Per riuscire a vincere questa sfida difficilissima ma necessaria abbiamo bisogno del tuo aiuto: solo così, insieme, potremo costruire un un futuro migliore e sostenibile per le generazioni che verranno.
Cogliamo l’occasione per ricordarti che puoi sostenere con un contributo economico la Federazione dei Verdi per consentirci di superare la fase estremamente delicata che stiamo vivendo.
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Roma, 27 marzo 2014
Ti abbracciamo
Luana Zanella e Angelo Bonelli
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Ubicazione:
Lombardia, Italia
sabato 2 febbraio 2013
EcoCivici alle elezioni con RIVOLUZIONE CIVILE
Il Presidente dei Verdi e coportavoce degli Ecologistici e Reti civiche -Verdi europei Angelo Bonellisabato 2 febbraio 2013 alle ore 12.00presso CAM Garibaldi "Falcone Borsellino".via Strehler, 2 angolo corso Garibaldi 27 a Milanopresenta i candidati ecologisti lombardi nelle liste di Rivoluzione CivileL'intreccio tra illegalità ed emergenza ambientale è particolarmente evidente anche inLombardia: la realizzazione delle grandi opere, il traffico dei rifiuti, lo sfruttamento del suolo, l'inquinamento ambientale mettono in evidenza quasi ogni giorno l'assenza di una cultura di rispetto dell'ambiente e della salute dei cittadini e la presenza di affari legati al mondo malavitoso.Un vero progetto di rilancio dell'economia, della tutela del Welfare e del territorio passaattraverso la centralita' della legalita', lo sviluppo della green economy, una corretta declinazione ambiente/lavoro e ben diverse politiche di gestione del territorio. I candidati ecologisti nella lista Rivoluzione Civile si fanno portatori di queste prioritàElisabetta Patelli Presidente Verdi della Lombardia
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