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mercoledì 6 giugno 2018

Soumanila Sacko uno di noi. Corteo Mlano 9 giugno h.15

Gli Ecologisti del Ticino partecipano e invitano a partecipare
sotto l'appello
Sabato prossimo grande manifestazione per ricordare il nostro fratello Soumaila Sacko, che è stato ucciso domenica scorsa in Calabria, e per fermare il razzismo. Ritrovo alle 15 a Palestro (zona Porta Venezia). Pace per Soumaila, giustizia per tutti!

Hanno ammazzato ancora, uno sparo contro un nero.
Vorrebbero che ci abituassimo a questo macabro tiro a segno che fa da sfondo alla retorica razzista e ci ricorda che non si tratta solo di parole ma di fatti che fanno male: di ingiustizie. Le ingiustizie che si attorcigliano assieme nella storia di Soumalia Sacko e nella storia della Piana di Gioia Tauro. 

lunedì 5 febbraio 2018

Comunicato su aumento della tassa rifiuti per chi ospita richiedenti asilo aTurbigo

Apprendiamo dalla stampa che il Consiglio comunale di Turbigo, su proposta del sindaco, ha approvato un aumento della tassa rifiuti per chi ospita richiedenti asilo (su regolare incarico della Prefettura), equiparando tale situazione a quella di una “mensa”.

domenica 5 gennaio 2014

Monica Frassoni appello per un Europa dei Diritti e della Partecipazione

Siamo lieti e felici di ospitare l'intervento della Co Presidente dei Verdi Europei  MOnica Frassoni, molti di voi (spero tutti) la ricorderanno per il prezioso aiuto di qualche anno fa per il nostro fiume e per i depuratori in località "sant'Antonino", oltre che per le preziose collaborazioni col Comitato No Tangenziale e per la Qualità dell'aria.
Intervento di Monica Frassoni sul Manifesto del 5/1/14 - 
Il 21 dicembre scorso, il Manifesto ha ospitato l’appello “Invertire la rotta” http://ilmanifesto.it/invertire-la-rotta/ di un gruppo di eminenti intellettuali tra i quali Stefano Rodotà e Guido Rossi, che auspica un deciso cambio di rotta delle politiche europee e in particolare la non applicazione dell’obbligo del pareggio di bilancio previsto dal fiscal compact; appello meritorio, perché nel fumoso dibattito italo-italico cerca di riportare l’attenzione sull’importanza delle politiche europee; qualche giorno dopo, Michele Salvati, sul Corriere del 29 dicembre si è chiesto se quell’appello sia “utile ed educativo” in quanto, concentrandosi solo sulle politiche europee e non sulla necessità di intervenire con delle riforme interne per rimediare ai mali nazionali, lascia fuori una parte assolutamente cruciale dell’azione utile per  uscire dalla crisi.
Io penso che sia l’appello che l’osservazione di Michele Salvati contengano punti importanti; ma entrambe hanno il limite di non indicare quali siano le conseguenze in termini di azione politica che bisogna trarre da entrambi gli approcci. A mio parere, Michele Salvati quando sostiene che le politiche europee siano tutto sommato lontane dalle riforme di cui si discute in Italia, sottovaluta l’impatto devastante che hanno le politiche sbagliate  della UE a maggioranza conservatrice e la crescente sfiducia e delegittimazione del progetto europeo sulla nostra ripresa economica e sociale. E i firmatari dell’appello prendono in considerazione solo una parte del problema e soprattutto non dicono che l’uscita dalle politiche di austerità “non cade dal cielo”, ma può solo derivare dal cambio delle maggioranze politiche che oggi governano l’Europa; prime fra tutte le maggioranze del Parlamento europeo e della Commissione. Se alle prossime Europee del 25 maggio 2014, si eleggerà un Parlamento nel quale sarà necessaria una “grosse Koalition” permanente, a causa della presenza ingombrante di forze politiche anti-europee e totalmente inutili nella definizione di politiche positive e dall’ulteriore ridimensionamento di quelli che Barbara Spinelli chiama “gli europeisti insubordinati”, dai federalisti presenti in ogni partito, ai Verdi, a parte dei Liberali e della Sinistra unitaria, possiamo stare sicuri che assolutamente nulla cambierà e l’UE continuerà a essere irrilevante quando non controproducente per la soluzione della crisi. Quindi, gli appelli sono degli utilissimi “promemoria” e il giusto monito sulle responsabilità nazionale è davvero importante. Ma lo sarà ancora di più la capacità dei partiti, delle associazioni, della società civile, degli intellettuali e dei media pro-europei di fare della prossima campagna elettorale non un referendum tra forze nazionali, ma un momento di confronto sull’Europa che verrà.
Io penso davvero che in questo momento società politica e civile non abbiano ancora davvero capito che cosa si rischia, senza una grande mobilitazione a favore di un’Europa capace di investire in attività industriali sostenibili e in nuovi lavori verdi invece che in infrastrutture inutili o carrozzoni malridotti di un’economia decotta; pronta a riprendere con decisione in mano i grandi casi di violazione sistematica delle regole europee in materia di ambiente come la Terra dei Fuochi, l’ILVA o la Caffaro; o a eliminare le ambizioni di multinazionali come l’ENEL, l’ENI, EDF o EON di ammazzare lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, facendoci tornare al petrolio, al carbone al gas, con l’appoggio di Ministri compiacenti come Zanonato.  Un’Europa forte e fiera anche perché capace di rappresentare un vero scudo contro derive autoritarie come in Ungheria, corruzione e malaffare in Italia, Bulgaria o Romania, nazionalismi velleitari e incapaci di risolvere i problemi, come in Francia e in molti altri paesi.  
Un’UE che sa essere un porto sicuro, anche se temporaneo, per chi fugge dalla guerra. 
E, naturalmente,  capace di realizzare una vera Unione bancaria, mettendo in minoranza la Merkel e separando le attività speculative da quelle di credito del settore bancario.
Insomma, per uscire dalle politiche europee dell’austerità non serve uscire dall’euro, bisogna cambiare chi governa nella UE con il voto popolare. E’ possibile. Basta non cedere all’idea che abbia già vinto chi ha deciso che cavalcare la pancia anti-tutto e quindi anche anti-Bxl sia facile e redditizio. O che l’astensionismo non sia più arrestabile.
In Italia, c’è una condizione urgente e necessaria per facilitare questa mobilitazione: cambiare la legge elettorale europea riducendo dal 4% al 2% la quota di sbarramento voluta da Veltroni e da Berlusconi a pochi mesi dalle elezioni del 2009.  Come giustamente sostiene la Corte costituzionale Tedesca che ha eliminato lo storico sbarramento al 5% per le elezioni europee, ridurre la rappresentatività del PE rappresenta un grave ostacolo alla sua legittimità.  Se, anche per come funziona il sistema mediatico ed il finanziamento della politica in Italia,  solo Forza Italia, PD e Grillo manderanno rappresentati a Bruxelles, non solo si allargherà il fronte anti-UE nostrano e l’astensione,  ma si perderanno voti importanti di forze politiche che potranno contribuire al cambio di rotta e impedire la “grosse Koalition” europea, garanzia per un disastroso “business as usual”.
Faccio perciò anch’io un appello, a tutti coloro che oggi pensano che l’Europa non sia da smantellare ma da cambiare: convinciamo il Parlamento italiano a mettere mano con urgenza alla legge europea. E’ ancora possibile: nel 2009, si decise di cambiare la legge in febbraio. Questo sarebbe un primo, importantissimo passo non tanto per garantire questo o quel partitino, ma per favorire l’emergenza di un largo fronte democratico decisamente contrario alle politiche di austerità europee, ma anche risolutamente convinto che il futuro dell’Italia non può che essere in un’Europa democratica e forte.

mercoledì 2 ottobre 2013

GREENITALIA si presenta a Milano. interventi e video

Milano  Teatro Franco Parenti   30 settembre 2013
Una delegazione degli Ecologisti del Ticino ha assistito e plaudito a questa importante iniziativa di presentazione di GREENITALIA, non per questione di "tifo" o "empatia", ma soprattutto per i contenuti, come avrete modo di ascoltare nei video, le tematiche affrontate non sono state sdoganate a suon di slogan, ma con numeri e riferimenti precisi alla realtà che viviamo quotidianamente e altri interventi, hanno esposto progetti e percorsi in divenire per la tutela dell'ambiente e dell'uomo.
I temi sono a 360° quelli tipici di una visione olistica della vita e di conseguenza della politica e della società, dalle terapie naturali, il rispetto per gli animali, gli stili di vita, la mobilità, trasporto pubblico, economia e commercio di prossimità, software libero e democrazia.

Monica Frassoni coopresidente dei verdi europei

Milena Bertani i parchi lo stato dell'arte (video)

Dario Balotta sui trasporti

Angelo Bonelli presidente dei Verdi relaziona su Taranto

Emilio Battisti idee per la sostenibilità

Fabio Granata sulla legalità e non solo

Paolo Pinzuti mobilità dolce







mercoledì 31 ottobre 2012

referendum art. 8 e art.18 i diritti non si toccano

EcoCivici Lombardi Vi invita a firmare e a far firmare per il referendum
info REFERENDUM

I sottoscritti cittadini italiani richiedono referendum popolare abrogativo – ai sensi dell’art. 75 della Costituzione e in applicazione della legge 25 maggio 1970, n. 352, e successive modificazioni e integrazioni – sul seguente quesito:
«Volete voi che sia abrogato l'articolo 8 (Sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità) del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, titolato "Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo", convertito, con modificazioni, in legge 14 settembre 2011, n. 148, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive?».


I sottoscritti cittadini italiani richiedono referendum popolare abrogativo – ai sensi dell’art. 75 della Costituzione e in applicazione della legge 25 maggio 1970, n. 352, e successive modificazioni e integrazioni – sul seguente quesito:
«Volete voi l'abrogazione dell'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, titolata "Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento", nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, limitatamente alle seguenti parti:
quarto comma, primo periodo, limitatamente alla parola: "soggettivo";
quarto comma, primo periodo, limitatamente alle parole: ", per insussistenza del fatto contestato ovvero perché il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili,";
quarto comma, primo periodo, limitatamente alle parole: ", dedotto quanto il lavoratore ha percepito, nel periodo di estromissione, per lo svolgimento di altre attività lavorative, nonché quanto avrebbe potuto percepire dedicandosi con diligenza alla ricerca di una nuova occupazione.";
quarto comma, l'intero secondo periodo che recita: "In ogni caso la misura dell’indennità risarcitoria non può essere superiore a dodici mensilità della retribuzione globale di fatto.";
quarto comma, terzo periodo, limitatamente alle parole: ", per un importo pari al differenziale contributivo esistente tra la contribuzione che sarebbe stata maturata nel rapporto di lavoro risolto dall’illegittimo licenziamento e quella accreditata al lavoratore in conseguenza dello svolgimento di altre attività lavorative";
quinto comma che recita: "Il giudice, nelle altre ipotesi in cui accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, dichiara risolto il rapporto di lavoro con effetto dalla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità risarcitoria onnicomprensiva determinata tra un minimo di dodici e un massimo di ventiquattro mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, in relazione all'anzianità del lavoratore e tenuto conto del numero dei dipendenti occupati, delle dimensioni dell'attività economica, del comportamento e delle condizioni delle parti, con onere di specifica motivazione a tale riguardo.";
sesto comma che recita: "Nell'ipotesi in cui il licenziamento sia dichiarato inefficace per violazione del requisito di motivazione di cui all'articolo 2, comma 2, della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni, della procedura di cui all'articolo 7 della presente legge, o della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni, si applica il regime di cui al quinto comma, ma con attribuzione al lavoratore di un'indennità risarcitoria onnicomprensiva determinata, in relazione alla gravità della violazione formale o procedurale commessa dal datore di lavoro, tra un minimo di sei e un massimo di dodici mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, con onere di specifica motivazione a tale riguardo, a meno che il giudice, sulla base della domanda del lavoratore, accerti che vi è anche un difetto di giustificazione del licenziamento, nel qual caso applica, in luogo di quelle previste dal presente comma, le tutele di cui ai commi quarto, quinto o settimo.";
settimo comma che recita: "Il giudice applica la medesima disciplina di cui al quarto comma del presente articolo nell'ipotesi in cui accerti il difetto di giustificazione del licenziamento intimato, anche ai sensi degli articoli 4, comma 4, e 10, comma 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68, per motivo oggettivo consistente nell'inidoneità fisica o psichica del lavoratore, ovvero che il licenziamento è stato intimato in violazione dell'articolo 2110, secondo comma, del codice civile. Può altresì applicare la predetta disciplina nell'ipotesi in cui accerti la manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento per giustificato motivo oggettivo; nelle altre ipotesi in cui accerta che non ricorrono gli estremi del predetto giustificato motivo, il giudice applica la disciplina di cui al quinto comma. In tale ultimo caso il giudice, ai fini della determinazione dell'indennità tra il minimo e il massimo previsti, tiene conto, oltre ai criteri di cui al quinto comma, delle iniziative assunte dal lavoratore per la ricerca di una nuova occupazione e del comportamento delle parti nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni. Qualora, nel corso del giudizio, sulla base della domanda formulata dal lavoratore, il licenziamento risulti determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari, trovano applicazione le relative tutele previste dal presente articolo.";
ottavo comma, limitatamente alle parole: "dei commi dal quarto al settimo";
nono comma, primo periodo, limitatamente alle parole: "di cui all'ottavo comma";
nono comma, terzo periodo, limitatamente alle parole: "di cui all'ottavo comma";
nonché della legge 15 luglio 1966, n. 604, titolata "Norme sui licenziamenti individuali", nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, limitatamente alle seguenti parti:
articolo 7, comma 1, limitatamente alla parola "soggettivo";
articolo 7, comma 1, limitatamente alla parola "oggettivo";
articolo 7, comma 2, limitatamente alle parole "per motivo oggettivo";
articolo 7, comma 8, che recita: "8. Il comportamento complessivo delle parti, desumibile anche dal verbale redatto in sede di commissione provinciale di conciliazione e dalla proposta conciliativa avanzata dalla stessa, è valutato dal giudice per la determinazione dell'indennità risarcitoria di cui all'articolo 18, settimo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, e per l'applicazione degli articoli 91 e 92 del codice di procedura civile.";
nonché della legge 23 luglio 1991, n. 223, titolata "Norme in materia di cassa integrazione, mobilità, trattamenti di disoccupazione, attuazione di direttive della Comunità europea, avviamento al lavoro ed altre disposizioni in materia di mercato del lavoro", nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, limitatamente alle seguenti parti:
articolo 5, comma 3, secondo periodo, limitatamente alle parole: "terzo periodo del settimo comma del";
nonché della legge 24 dicembre 2007, n. 244, titolata "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)", nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, limitatamente alle seguenti parti:
articolo 2, comma 479, lettera a), limitatamente alla parola "soggettivo";
nonché della legge 29 dicembre 1990, n. 407, titolata "Disposizioni diverse per l'attuazione della manovra di finanza pubblica 1991-1993", nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, limitatamente alle seguenti parti:
articolo 8, comma 9, primo periodo, limitatamente alla parola "oggettivo"?».