Gli Ecologisti del Ticino partecipano e invitano a partecipare
sotto l'appello
Sabato prossimo grande manifestazione per ricordare il nostro fratello Soumaila Sacko, che è stato ucciso domenica scorsa in Calabria, e per fermare il razzismo. Ritrovo alle 15 a Palestro (zona Porta Venezia). Pace per Soumaila, giustizia per tutti!
Hanno ammazzato ancora, uno sparo contro un nero.
Vorrebbero che ci abituassimo a questo macabro tiro a segno che fa da sfondo alla retorica razzista e ci ricorda che non si tratta solo di parole ma di fatti che fanno male: di ingiustizie. Le ingiustizie che si attorcigliano assieme nella storia di Soumalia Sacko e nella storia della Piana di Gioia Tauro.
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mercoledì 6 giugno 2018
lunedì 5 febbraio 2018
Comunicato su aumento della tassa rifiuti per chi ospita richiedenti asilo aTurbigo
Apprendiamo dalla stampa che il Consiglio comunale di Turbigo, su proposta del sindaco, ha approvato un aumento della tassa rifiuti per chi ospita richiedenti asilo (su regolare incarico della Prefettura), equiparando tale situazione a quella di una “mensa”.
domenica 5 gennaio 2014
Monica Frassoni appello per un Europa dei Diritti e della Partecipazione
Siamo lieti e felici di ospitare l'intervento della Co Presidente dei Verdi Europei MOnica Frassoni, molti di voi (spero tutti) la ricorderanno per il prezioso aiuto di qualche anno fa per il nostro fiume e per i depuratori in località "sant'Antonino", oltre che per le preziose collaborazioni col Comitato No Tangenziale e per la Qualità dell'aria.
Intervento di Monica Frassoni sul Manifesto del 5/1/14 -
Il 21 dicembre scorso, il Manifesto ha ospitato l’appello “Invertire la rotta” http://ilmanifesto.it/invertire-la-rotta/ di un gruppo di eminenti intellettuali tra i quali Stefano Rodotà e Guido Rossi, che auspica un deciso cambio di rotta delle politiche europee e in particolare la non applicazione dell’obbligo del pareggio di bilancio previsto dal fiscal compact; appello meritorio, perché nel fumoso dibattito italo-italico cerca di riportare l’attenzione sull’importanza delle politiche europee; qualche giorno dopo, Michele Salvati, sul Corriere del 29 dicembre si è chiesto se quell’appello sia “utile ed educativo” in quanto, concentrandosi solo sulle politiche europee e non sulla necessità di intervenire con delle riforme interne per rimediare ai mali nazionali, lascia fuori una parte assolutamente cruciale dell’azione utile per uscire dalla crisi.
Io penso che sia l’appello che l’osservazione di Michele Salvati contengano punti importanti; ma entrambe hanno il limite di non indicare quali siano le conseguenze in termini di azione politica che bisogna trarre da entrambi gli approcci. A mio parere, Michele Salvati quando sostiene che le politiche europee siano tutto sommato lontane dalle riforme di cui si discute in Italia, sottovaluta l’impatto devastante che hanno le politiche sbagliate della UE a maggioranza conservatrice e la crescente sfiducia e delegittimazione del progetto europeo sulla nostra ripresa economica e sociale. E i firmatari dell’appello prendono in considerazione solo una parte del problema e soprattutto non dicono che l’uscita dalle politiche di austerità “non cade dal cielo”, ma può solo derivare dal cambio delle maggioranze politiche che oggi governano l’Europa; prime fra tutte le maggioranze del Parlamento europeo e della Commissione. Se alle prossime Europee del 25 maggio 2014, si eleggerà un Parlamento nel quale sarà necessaria una “grosse Koalition” permanente, a causa della presenza ingombrante di forze politiche anti-europee e totalmente inutili nella definizione di politiche positive e dall’ulteriore ridimensionamento di quelli che Barbara Spinelli chiama “gli europeisti insubordinati”, dai federalisti presenti in ogni partito, ai Verdi, a parte dei Liberali e della Sinistra unitaria, possiamo stare sicuri che assolutamente nulla cambierà e l’UE continuerà a essere irrilevante quando non controproducente per la soluzione della crisi. Quindi, gli appelli sono degli utilissimi “promemoria” e il giusto monito sulle responsabilità nazionale è davvero importante. Ma lo sarà ancora di più la capacità dei partiti, delle associazioni, della società civile, degli intellettuali e dei media pro-europei di fare della prossima campagna elettorale non un referendum tra forze nazionali, ma un momento di confronto sull’Europa che verrà.
Io penso davvero che in questo momento società politica e civile non abbiano ancora davvero capito che cosa si rischia, senza una grande mobilitazione a favore di un’Europa capace di investire in attività industriali sostenibili e in nuovi lavori verdi invece che in infrastrutture inutili o carrozzoni malridotti di un’economia decotta; pronta a riprendere con decisione in mano i grandi casi di violazione sistematica delle regole europee in materia di ambiente come la Terra dei Fuochi, l’ILVA o la Caffaro; o a eliminare le ambizioni di multinazionali come l’ENEL, l’ENI, EDF o EON di ammazzare lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, facendoci tornare al petrolio, al carbone al gas, con l’appoggio di Ministri compiacenti come Zanonato. Un’Europa forte e fiera anche perché capace di rappresentare un vero scudo contro derive autoritarie come in Ungheria, corruzione e malaffare in Italia, Bulgaria o Romania, nazionalismi velleitari e incapaci di risolvere i problemi, come in Francia e in molti altri paesi.
Un’UE che sa essere un porto sicuro, anche se temporaneo, per chi fugge dalla guerra.
E, naturalmente, capace di realizzare una vera Unione bancaria, mettendo in minoranza la Merkel e separando le attività speculative da quelle di credito del settore bancario.
Insomma, per uscire dalle politiche europee dell’austerità non serve uscire dall’euro, bisogna cambiare chi governa nella UE con il voto popolare. E’ possibile. Basta non cedere all’idea che abbia già vinto chi ha deciso che cavalcare la pancia anti-tutto e quindi anche anti-Bxl sia facile e redditizio. O che l’astensionismo non sia più arrestabile.
In Italia, c’è una condizione urgente e necessaria per facilitare questa mobilitazione: cambiare la legge elettorale europea riducendo dal 4% al 2% la quota di sbarramento voluta da Veltroni e da Berlusconi a pochi mesi dalle elezioni del 2009. Come giustamente sostiene la Corte costituzionale Tedesca che ha eliminato lo storico sbarramento al 5% per le elezioni europee, ridurre la rappresentatività del PE rappresenta un grave ostacolo alla sua legittimità. Se, anche per come funziona il sistema mediatico ed il finanziamento della politica in Italia, solo Forza Italia, PD e Grillo manderanno rappresentati a Bruxelles, non solo si allargherà il fronte anti-UE nostrano e l’astensione, ma si perderanno voti importanti di forze politiche che potranno contribuire al cambio di rotta e impedire la “grosse Koalition” europea, garanzia per un disastroso “business as usual”.
Faccio perciò anch’io un appello, a tutti coloro che oggi pensano che l’Europa non sia da smantellare ma da cambiare: convinciamo il Parlamento italiano a mettere mano con urgenza alla legge europea. E’ ancora possibile: nel 2009, si decise di cambiare la legge in febbraio. Questo sarebbe un primo, importantissimo passo non tanto per garantire questo o quel partitino, ma per favorire l’emergenza di un largo fronte democratico decisamente contrario alle politiche di austerità europee, ma anche risolutamente convinto che il futuro dell’Italia non può che essere in un’Europa democratica e forte.
mercoledì 2 ottobre 2013
GREENITALIA si presenta a Milano. interventi e video
Milano Teatro Franco Parenti 30 settembre 2013
Una delegazione degli Ecologisti del Ticino ha assistito e plaudito a questa importante iniziativa di presentazione di GREENITALIA, non per questione di "tifo" o "empatia", ma soprattutto per i contenuti, come avrete modo di ascoltare nei video, le tematiche affrontate non sono state sdoganate a suon di slogan, ma con numeri e riferimenti precisi alla realtà che viviamo quotidianamente e altri interventi, hanno esposto progetti e percorsi in divenire per la tutela dell'ambiente e dell'uomo.
I temi sono a 360° quelli tipici di una visione olistica della vita e di conseguenza della politica e della società, dalle terapie naturali, il rispetto per gli animali, gli stili di vita, la mobilità, trasporto pubblico, economia e commercio di prossimità, software libero e democrazia.
Monica Frassoni coopresidente dei verdi europei
Milena Bertani i parchi lo stato dell'arte (video)
Dario Balotta sui trasporti
Angelo Bonelli presidente dei Verdi relaziona su Taranto
Emilio Battisti idee per la sostenibilità
Fabio Granata sulla legalità e non solo
Paolo Pinzuti mobilità dolce
Una delegazione degli Ecologisti del Ticino ha assistito e plaudito a questa importante iniziativa di presentazione di GREENITALIA, non per questione di "tifo" o "empatia", ma soprattutto per i contenuti, come avrete modo di ascoltare nei video, le tematiche affrontate non sono state sdoganate a suon di slogan, ma con numeri e riferimenti precisi alla realtà che viviamo quotidianamente e altri interventi, hanno esposto progetti e percorsi in divenire per la tutela dell'ambiente e dell'uomo.
I temi sono a 360° quelli tipici di una visione olistica della vita e di conseguenza della politica e della società, dalle terapie naturali, il rispetto per gli animali, gli stili di vita, la mobilità, trasporto pubblico, economia e commercio di prossimità, software libero e democrazia.
Monica Frassoni coopresidente dei verdi europei
Milena Bertani i parchi lo stato dell'arte (video)
Dario Balotta sui trasporti
Angelo Bonelli presidente dei Verdi relaziona su Taranto
Emilio Battisti idee per la sostenibilità
Fabio Granata sulla legalità e non solo
Paolo Pinzuti mobilità dolce
mercoledì 31 ottobre 2012
referendum art. 8 e art.18 i diritti non si toccano
EcoCivici Lombardi Vi invita a firmare e a far firmare per il referendum
info REFERENDUM
I
sottoscritti cittadini italiani richiedono referendum popolare
abrogativo – ai sensi dell’art. 75 della Costituzione e in applicazione
della legge 25 maggio 1970, n. 352, e successive modificazioni e
integrazioni – sul seguente quesito:
info REFERENDUM
I
sottoscritti cittadini italiani richiedono referendum popolare
abrogativo – ai sensi dell’art. 75 della Costituzione e in applicazione
della legge 25 maggio 1970, n. 352, e successive modificazioni e
integrazioni – sul seguente quesito:
«Volete voi che sia abrogato l'articolo 8 (Sostegno alla contrattazione
collettiva di prossimità) del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138,
titolato "Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e
per lo sviluppo", convertito, con modificazioni, in legge 14 settembre
2011, n. 148, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed
integrazioni successive?».
I
sottoscritti cittadini italiani richiedono referendum popolare
abrogativo – ai sensi dell’art. 75 della Costituzione e in applicazione
della legge 25 maggio 1970, n. 352, e successive modificazioni e
integrazioni – sul seguente quesito:
«Volete
voi l'abrogazione dell'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300,
titolata "Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori,
della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e
norme sul collocamento", nel testo risultante per effetto di
modificazioni ed integrazioni successive, limitatamente alle seguenti
parti:
quarto comma, primo periodo, limitatamente alla parola: "soggettivo";
quarto
comma, primo periodo, limitatamente alle parole: ", per insussistenza
del fatto contestato ovvero perché il fatto rientra tra le condotte
punibili con una sanzione conservativa sulla base delle previsioni dei
contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili,";
quarto
comma, primo periodo, limitatamente alle parole: ", dedotto quanto il
lavoratore ha percepito, nel periodo di estromissione, per lo
svolgimento di altre attività lavorative, nonché quanto avrebbe potuto
percepire dedicandosi con diligenza alla ricerca di una nuova
occupazione.";
quarto
comma, l'intero secondo periodo che recita: "In ogni caso la misura
dell’indennità risarcitoria non può essere superiore a dodici mensilità
della retribuzione globale di fatto.";
quarto
comma, terzo periodo, limitatamente alle parole: ", per un importo pari
al differenziale contributivo esistente tra la contribuzione che
sarebbe stata maturata nel rapporto di lavoro risolto dall’illegittimo
licenziamento e quella accreditata al lavoratore in conseguenza dello
svolgimento di altre attività lavorative";
quinto
comma che recita: "Il giudice, nelle altre ipotesi in cui accerta che
non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della
giusta causa addotti dal datore di lavoro, dichiara risolto il rapporto
di lavoro con effetto dalla data del licenziamento e condanna il datore
di lavoro al pagamento di un'indennità risarcitoria onnicomprensiva
determinata tra un minimo di dodici e un massimo di ventiquattro
mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, in relazione
all'anzianità del lavoratore e tenuto conto del numero dei dipendenti
occupati, delle dimensioni dell'attività economica, del comportamento e
delle condizioni delle parti, con onere di specifica motivazione a tale
riguardo.";
sesto comma che recita: "Nell'ipotesi in cui il licenziamento sia
dichiarato inefficace per violazione del requisito di motivazione di cui
all'articolo 2, comma 2, della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni, della procedura di cui all'articolo 7 della presente legge, o della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e
successive modificazioni, si applica il regime di cui al quinto comma,
ma con attribuzione al lavoratore di un'indennità risarcitoria
onnicomprensiva determinata, in relazione alla gravità della violazione
formale o procedurale commessa dal datore di lavoro, tra un minimo di
sei e un massimo di dodici mensilità dell'ultima retribuzione globale di
fatto, con onere di specifica motivazione a tale riguardo, a meno che
il giudice, sulla base della domanda del lavoratore, accerti che vi è
anche un difetto di giustificazione del licenziamento, nel qual caso
applica, in luogo di quelle previste dal presente comma, le tutele di
cui ai commi quarto, quinto o settimo.";
settimo comma che recita: "Il giudice applica la medesima disciplina di
cui al quarto comma del presente articolo nell'ipotesi in cui accerti
il difetto di giustificazione del licenziamento intimato, anche ai sensi
degli articoli 4, comma 4, e 10, comma 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68,
per motivo oggettivo consistente nell'inidoneità fisica o psichica del
lavoratore, ovvero che il licenziamento è stato intimato in violazione
dell'articolo 2110, secondo comma, del codice civile. Può altresì
applicare la predetta disciplina nell'ipotesi in cui accerti la
manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento per
giustificato motivo oggettivo; nelle altre ipotesi in cui accerta che
non ricorrono gli estremi del predetto giustificato motivo, il giudice
applica la disciplina di cui al quinto comma. In tale ultimo caso il
giudice, ai fini della determinazione dell'indennità tra il minimo e il
massimo previsti, tiene conto, oltre ai criteri di cui al quinto comma,
delle iniziative assunte dal lavoratore per la ricerca di una nuova
occupazione e del comportamento delle parti nell'ambito della procedura
di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604,
e successive modificazioni. Qualora, nel corso del giudizio, sulla base
della domanda formulata dal lavoratore, il licenziamento risulti
determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari, trovano
applicazione le relative tutele previste dal presente articolo.";
ottavo comma, limitatamente alle parole: "dei commi dal quarto al settimo";
ottavo comma, limitatamente alle parole: "dei commi dal quarto al settimo";
nono comma, primo periodo, limitatamente alle parole: "di cui all'ottavo comma";
nono comma, terzo periodo, limitatamente alle parole: "di cui all'ottavo comma";
nonché della legge 15 luglio 1966, n. 604, titolata "Norme sui
licenziamenti individuali", nel testo risultante per effetto di
modificazioni ed integrazioni successive, limitatamente alle seguenti
parti:
articolo 7, comma 1, limitatamente alla parola "soggettivo";
articolo 7, comma 1, limitatamente alla parola "oggettivo";
articolo 7, comma 2, limitatamente alle parole "per motivo oggettivo";
articolo 7, comma 8, che recita: "8. Il comportamento complessivo delle
parti, desumibile anche dal verbale redatto in sede di commissione
provinciale di conciliazione e dalla proposta conciliativa avanzata
dalla stessa, è valutato dal giudice per la determinazione
dell'indennità risarcitoria di cui all'articolo 18, settimo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, e per l'applicazione degli articoli 91 e 92 del codice di procedura civile.";
nonché della legge 23 luglio 1991, n. 223, titolata "Norme in materia
di cassa integrazione, mobilità, trattamenti di disoccupazione,
attuazione di direttive della Comunità europea, avviamento al lavoro ed
altre disposizioni in materia di mercato del lavoro", nel testo
risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive,
limitatamente alle seguenti parti:
articolo 5, comma 3, secondo periodo, limitatamente alle parole: "terzo periodo del settimo comma del";
nonché della legge 24 dicembre 2007, n. 244, titolata "Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2008)", nel testo risultante per effetto di modificazioni ed
integrazioni successive, limitatamente alle seguenti parti:
articolo 2, comma 479, lettera a), limitatamente alla parola "soggettivo";
nonché della legge 29 dicembre 1990, n. 407, titolata "Disposizioni
diverse per l'attuazione della manovra di finanza pubblica 1991-1993",
nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni
successive, limitatamente alle seguenti parti:
articolo 8, comma 9, primo periodo, limitatamente alla parola "oggettivo"?».
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