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venerdì 8 dicembre 2023

i Verdi legnano continuano con i Verdi del Ticino

 Buongiorno in merito all'articolo sui verdi di Legnano, vi chiedo la pubblicazione come replica. grazie.

Sono Gilberto Rossi, portavoce dei Verdi del Ticino, Ovest Milano, 
Vi scriviamo per segnalare che nonostante i sabotaggi avvenuti da parte di Vigna, abbiamo mantenuto sempre l'attività politica nel legnanese, anche settimana scorsa alla manifestazione per la pace, come al primo maggio e alle iniziative in cui sono stati coinvolti i verdi; arrivando alle campagne elettorali, dove con sinistra italiana, abbiamo dato vita al cartello elettorale alleanza verdi sinistra, ricordiamo, che Vigna, dopo due giorni nei verdi, tra covid e il passaggio al cartello elettorale "Europa verde verdi", cioè verdi e possibile, si è trovato a far parte del cfn consiglio federale nazionale dei verdi. SOstanzalmente, a parte vanificare il patrimonio verde legnanese, andando a chiedere l'apparentamento insieme a Brumana e ai 5stelle, ha sabotato le elezioni.
Sperando nel ritorno a serenità e serietà, a brevissimo una iniziativa dei verdi a Legnano; stigmatizziamo la presenza di Rogora all'iniziativa di AVEC alleanza verde e civica in regione due giorni dopo, dove era presente anche Evi, e Pettinicchio; questo per esplicitare che sembrava qualcosa di ben diverso e preparato sottotraccia da tempo.
Non è assolutamente un problema, anzi.
Ora anche a Legnano, i verdi, possono tornare a fare i verdi, ricordiamo il caso analogo di Colombo Cristian a Buscate, che occupò lo spazio politico verde, per sabotare e lavorare contro i verdi alle amministrative del 2021

mercoledì 4 febbraio 2015

4 febbraio. a Bruxelles contro il TTIP

OGGI, 4 febbraio, MANIFESTAZIONE a Bruxelles contro il TTIP
Oggi la Commissione Europea riceverà una visita a sorpresa.
A Bruxelles, dal 2 febbraio, si sta tenendo, insieme ai negoziatori Usa, l’ottavo ciclo di trattative del Ttip, il Trattato transatlantico che vuole imporre la più spregiudicata liberalizzazione di commercio e investimenti tra le due sponde dell’Atlantico. Quando i negoziatori si affacceranno entrambi sulla rotonda Schuman, infatti, vedranno un gigantesco cavallo di Troia sostenuto da centinaia di attivisti delle campagne "Stop TTIP" di Europa e Stati Uniti, con l'obiettivo di bloccare le trattative entro il 2015.
Un commercio più liberalista tra le due sponde dell’Atlantico, come pretesto anticrisi, è l'obbiettivo delle élite corporative Usa e Ue per togliere ai propri cittadini i diritti di partecipazione democratica e i livelli di promozione sociale e ambientale.


martedì 1 luglio 2014

dalla prima seduta del parlamento europeo

dalla prima seduta del parlamento europeo

non male! proprio non male, mentre gli euroscettici voltano le spalle durante l'inno alla gioia di Beethoven, gli europarlamentari VERDI danno subito un segnale di consapevolezza e di Azione!

dal profilo fb di una nostra europarlamentare
In front of the rows of the extreme right we are making clear: We are going to fight for a Europe of human rights, anti fascism, and social equality


l'inno dell'Unione Europea




giovedì 27 marzo 2014

Alle Europee ci saremo! Bonelli e Zanella FEDERAZIONE DEI VERDI

Care e cari
Vi comunichiamo con molta soddisfazione che ieri l’esecutivo nazionale dei Verdi nella riunione avuta alla presenza dei rappresentanti regionali, ha deciso di presentare la lista de Verdi in accordo con Green Italia alle prossime elezioni europee.  Dopo 8 anni torna sulle schede elettorali un simbolo verde: l’ultima partecipazione di una forza ecologista alle elezioni è stata nel 2006. Si tratta di una sfida estremamente impegnativa che con coraggio abbiamo deciso di lanciare per affermare la nostra idea di Europa e d'Italia che devono cambiare attraverso un Green New Deal e la conversione ecologica di un'economia vecchia, responsabile oltre che dell'inquinamento anche dell’impoverimento sociale.

Come siamo arrivati alla decisione di presentare la lista?Da alcuni mesi abbiamo avviato una battaglia giudiziaria per far valere il nostro diritto di presentarci alle Elezioni europee: diritto che è riconosciuto dall’art. 12 comma 4 della legge 18/1979. La legge dice che sono esenti dalla raccolta delle firme quei partiti politici che hanno una rappresentanza nel Parlamento europeo. Nel Parlamento europeo è presente il gruppo Parlamentare verde, che, tra l'altro, è la quarta forza. Il ministero dell’Interno non voleva concederci questo diritto perché con una circolare ha introdotto una modifica sostanziale alla legge aggiungendo che il diritto si esercita con parlamentari eletti in Italia. Come è noto una circolare del ministero non può modificare una legge. Contro questa decisione abbiano presentato un ricorso al Tar del Lazio che il 21 marzo scorso ha emesso un’ordinanza affermando che "l’art. 12 comma 4 della legge n.18/1979 ha caratteristiche d’immediata applicazione che non rendono necessarie disposizioni di dettaglio".
Il Tar del Lazio ha quindi ritenuto valida la nostra obiezione di merito che una circolare, disposizione di dettaglio, non può modificare la legge.
Per queste ragioni per poter usufruire dell'esenzione della raccolta delle firme dobbiamo presentare un simbolo che sia quello di riferimento europeo ovvero il girasole. Stiamo quindi elaborando un simbolo che abbia il girasole come parte centrale e la presenza anche del 'Sole che ride'. Abbiano ottenuto un risultato importante, ora continuiamo con amore e passione una battaglia per denunciare la strage di legalità e democrazia che a partire dall’informazione Rai e dei grandi gruppi editoriali ha messo in silenzio e oscurato le nostre battaglie per i diritti e per la conversione ecologica come a Taranto, Milazzo, Vado ligure, Priolo e in tutte le altre aree fortemente in cui vivono più di 6 milioni di cittadini che non sanno cosa contiene l'acqua che bevono, quant'è inquinata l'aria che respirano, cosa mangiano e perché si ammalano.
Ti chiediamo di pensare da subito a proposte di candidature, domani ti invieremo un indirizzo web dove inviare le tue proposte. Per riuscire a vincere questa sfida difficilissima ma necessaria abbiamo bisogno del tuo aiuto: solo così, insieme, potremo costruire un un futuro migliore e sostenibile per le generazioni che verranno.

Cogliamo l’occasione per ricordarti che puoi sostenere con un contributo economico la Federazione dei Verdi per consentirci di superare la fase estremamente delicata che stiamo vivendo.
Andando direttamente a questo link http://www.verdi.it/verdi-blog/?lettera  oppure facendo un bonifico intestato a federazione dei Verdi: Iban IT 48 C 0760103200000037703006

Roma, 27 marzo 2014


Ti abbracciamo

Luana Zanella e Angelo Bonelli 



http://verdi.it/notizieverdi/item/30781-alle-europee-ci-saremo.html






mercoledì 29 gennaio 2014

Risultato delle primarie Verdi Europee

Le prime primarie europee di sempre sono finite.
Siamo fieri di annunciare che Ska Keller e José Bové saranno i nostri leader per la campagna elettorale europea dei Verdi.

Questi sono i risultati esatti delle votazioni:
    
Ska Keller - 11.791 voti
José Bové - 11.726 voti
Rebecca Harms - 8.170 voti
Monica Frassoni - 5.851 voti

I nostri leader saranno i volti e il cuore della nostra campagna attraverso l'Unione Europea. Guideranno la nostra causa per rendere l'Europa un luogo più sostenibile, giusto e democratico. 
Ti invitiamo a unirti a noi per migliorare l'Europa!

venerdì 24 gennaio 2014

Scegli i leader dei Verdi per l'Europa

Il futuro dell'Europa dipende da te!
Per la prima volta ti chiediamo di scegliere i due Candidati Leader dei Verdi alle Elezioni Europee del 2014. Fai sentire la tua voce grazie alle prime primarie online pan-europee. Conosci meglio i nostri candidati qui sotto e poi vota.
Il cambiamento inizia adesso!

clicca qui per andare al "voto" e conoscere meglio gli EcoCandidati!

Milano per le primarie dei Verdi Europei!

e vista la citazione finale di Alexander Langer, 
un ricordo da parte di Oreste Magni dell'Ecoistituto del Ticino


i candidati a Portavoce dei Verdi Europei


Milano saluta l'Europa
per un Europa delle comunità e dei popoli che dialogano 
e non delle banche e dei poteri che opprimono   A.Langer





domenica 5 gennaio 2014

Monica Frassoni appello per un Europa dei Diritti e della Partecipazione

Siamo lieti e felici di ospitare l'intervento della Co Presidente dei Verdi Europei  MOnica Frassoni, molti di voi (spero tutti) la ricorderanno per il prezioso aiuto di qualche anno fa per il nostro fiume e per i depuratori in località "sant'Antonino", oltre che per le preziose collaborazioni col Comitato No Tangenziale e per la Qualità dell'aria.
Intervento di Monica Frassoni sul Manifesto del 5/1/14 - 
Il 21 dicembre scorso, il Manifesto ha ospitato l’appello “Invertire la rotta” http://ilmanifesto.it/invertire-la-rotta/ di un gruppo di eminenti intellettuali tra i quali Stefano Rodotà e Guido Rossi, che auspica un deciso cambio di rotta delle politiche europee e in particolare la non applicazione dell’obbligo del pareggio di bilancio previsto dal fiscal compact; appello meritorio, perché nel fumoso dibattito italo-italico cerca di riportare l’attenzione sull’importanza delle politiche europee; qualche giorno dopo, Michele Salvati, sul Corriere del 29 dicembre si è chiesto se quell’appello sia “utile ed educativo” in quanto, concentrandosi solo sulle politiche europee e non sulla necessità di intervenire con delle riforme interne per rimediare ai mali nazionali, lascia fuori una parte assolutamente cruciale dell’azione utile per  uscire dalla crisi.
Io penso che sia l’appello che l’osservazione di Michele Salvati contengano punti importanti; ma entrambe hanno il limite di non indicare quali siano le conseguenze in termini di azione politica che bisogna trarre da entrambi gli approcci. A mio parere, Michele Salvati quando sostiene che le politiche europee siano tutto sommato lontane dalle riforme di cui si discute in Italia, sottovaluta l’impatto devastante che hanno le politiche sbagliate  della UE a maggioranza conservatrice e la crescente sfiducia e delegittimazione del progetto europeo sulla nostra ripresa economica e sociale. E i firmatari dell’appello prendono in considerazione solo una parte del problema e soprattutto non dicono che l’uscita dalle politiche di austerità “non cade dal cielo”, ma può solo derivare dal cambio delle maggioranze politiche che oggi governano l’Europa; prime fra tutte le maggioranze del Parlamento europeo e della Commissione. Se alle prossime Europee del 25 maggio 2014, si eleggerà un Parlamento nel quale sarà necessaria una “grosse Koalition” permanente, a causa della presenza ingombrante di forze politiche anti-europee e totalmente inutili nella definizione di politiche positive e dall’ulteriore ridimensionamento di quelli che Barbara Spinelli chiama “gli europeisti insubordinati”, dai federalisti presenti in ogni partito, ai Verdi, a parte dei Liberali e della Sinistra unitaria, possiamo stare sicuri che assolutamente nulla cambierà e l’UE continuerà a essere irrilevante quando non controproducente per la soluzione della crisi. Quindi, gli appelli sono degli utilissimi “promemoria” e il giusto monito sulle responsabilità nazionale è davvero importante. Ma lo sarà ancora di più la capacità dei partiti, delle associazioni, della società civile, degli intellettuali e dei media pro-europei di fare della prossima campagna elettorale non un referendum tra forze nazionali, ma un momento di confronto sull’Europa che verrà.
Io penso davvero che in questo momento società politica e civile non abbiano ancora davvero capito che cosa si rischia, senza una grande mobilitazione a favore di un’Europa capace di investire in attività industriali sostenibili e in nuovi lavori verdi invece che in infrastrutture inutili o carrozzoni malridotti di un’economia decotta; pronta a riprendere con decisione in mano i grandi casi di violazione sistematica delle regole europee in materia di ambiente come la Terra dei Fuochi, l’ILVA o la Caffaro; o a eliminare le ambizioni di multinazionali come l’ENEL, l’ENI, EDF o EON di ammazzare lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, facendoci tornare al petrolio, al carbone al gas, con l’appoggio di Ministri compiacenti come Zanonato.  Un’Europa forte e fiera anche perché capace di rappresentare un vero scudo contro derive autoritarie come in Ungheria, corruzione e malaffare in Italia, Bulgaria o Romania, nazionalismi velleitari e incapaci di risolvere i problemi, come in Francia e in molti altri paesi.  
Un’UE che sa essere un porto sicuro, anche se temporaneo, per chi fugge dalla guerra. 
E, naturalmente,  capace di realizzare una vera Unione bancaria, mettendo in minoranza la Merkel e separando le attività speculative da quelle di credito del settore bancario.
Insomma, per uscire dalle politiche europee dell’austerità non serve uscire dall’euro, bisogna cambiare chi governa nella UE con il voto popolare. E’ possibile. Basta non cedere all’idea che abbia già vinto chi ha deciso che cavalcare la pancia anti-tutto e quindi anche anti-Bxl sia facile e redditizio. O che l’astensionismo non sia più arrestabile.
In Italia, c’è una condizione urgente e necessaria per facilitare questa mobilitazione: cambiare la legge elettorale europea riducendo dal 4% al 2% la quota di sbarramento voluta da Veltroni e da Berlusconi a pochi mesi dalle elezioni del 2009.  Come giustamente sostiene la Corte costituzionale Tedesca che ha eliminato lo storico sbarramento al 5% per le elezioni europee, ridurre la rappresentatività del PE rappresenta un grave ostacolo alla sua legittimità.  Se, anche per come funziona il sistema mediatico ed il finanziamento della politica in Italia,  solo Forza Italia, PD e Grillo manderanno rappresentati a Bruxelles, non solo si allargherà il fronte anti-UE nostrano e l’astensione,  ma si perderanno voti importanti di forze politiche che potranno contribuire al cambio di rotta e impedire la “grosse Koalition” europea, garanzia per un disastroso “business as usual”.
Faccio perciò anch’io un appello, a tutti coloro che oggi pensano che l’Europa non sia da smantellare ma da cambiare: convinciamo il Parlamento italiano a mettere mano con urgenza alla legge europea. E’ ancora possibile: nel 2009, si decise di cambiare la legge in febbraio. Questo sarebbe un primo, importantissimo passo non tanto per garantire questo o quel partitino, ma per favorire l’emergenza di un largo fronte democratico decisamente contrario alle politiche di austerità europee, ma anche risolutamente convinto che il futuro dell’Italia non può che essere in un’Europa democratica e forte.