Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta ecocivici lombardia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ecocivici lombardia. Mostra tutti i post

mercoledì 3 luglio 2013

Monza 7 luglio Ecologisti coi territori contro i palazzi di expo


Gli Ecologisti del Ticino e gli Ecologisti Lombardi, 
domenica 7 luglio
partecipano e vi invitano a partecipare
Monza, Largo Mazzini, dalle ore 15

7 LUGLIO 2013  
LE NOSTRE PIAZZE CONTRO I PALAZZI DI EXPO 2015  #7L

Le massime cariche politiche nazionali e internazionali – da Napolitano a Letta, fino al Presidente della Commissione Europea Barroso – atterrano a Monza il 7 luglio per inaugurare la Villa Reale come sede di rappresentanza di EXPO 2015. Un passaggio cruciale nell’avvicinamento all’esposizione che aprirà i battenti il 1° maggio 2015 e una ghiotta occasione per chi sta costruendo il grande evento fieristico. Il carrozzone mediatico che sta infatti lucidando la vetrina di EXPO si è messo in moto da tempo, ma accelera a partire dall’appuntamento monzese, che Maroni definisce prima tappa di un “EXPO World Tour”.


Le promesse fatte in questi casi sono note: ricchezza, lavoro, turismo, benefici per tutta la metropoli. E anche per il 2015 la dinamica in atto è la stessa, con promotori -pubblici e privati- che vendono l’evento utilizzando in primis la leva occupazionale e promesse di crescita economica, che in tempi di crisi non possono che riscuotere consensi tra la popolazione.

In realtà poco o nulla di tutto questo è accaduto negli ultimi vent’anni per le Esposizioni Universali tenutesi in Europa, né accadrà qui. Da Genova a Lisbona, da Saragozza a Hannover, il passaggio di visitatori è sempre stato inferiore alle aspettative, il territorio non ha avuto nuovo sviluppo e le amministrazioni pubbliche, invece, si sono trovate in forte stato di deficit economico a causa del drenaggio di risorse avvenuto per supportare gli investimenti e le spese legate all’Esposizione.
Se guardassimo oltre il velo della propaganda, ricorderemmo che nel 2008 si parlava di circa 70000 nuovi occupati, mentre oggi sui siti ufficiali questa cifra si riduce a 3000, ridimensionamento che rende bene l’idea del flop annunciato anche per Milano. 3000 contratti di lavoro precario, che nulla offrono in termini di garanzia e progettualità esistenziale per i “fortunati” firmatari. E’ poi dei
giorni scorsi la notizia che EXPO intende avvalersi del lavoro “volontario” da parte dei detenuti, altra circostanza che fa capire bene la direzione che sta prendendo la “grossa occasione occupazionale” lombarda. E se allargassimo il discorso al futuro, al post evento, vedremmo come il vero impatto e la vera eredità che i territori si trovano a dover gestire sono aree verdi e agricole irrevocabilmente cementificate, edifici costruiti per l’evento che restano vuoti e inutilizzati, debiti pesanti per le casse delle amministrazioni pubbliche, che si traducono in fretta in ulteriori tagli ai servizi e riduzione dei diritti per la comunità. Ragionamenti comprovati anche da grandi
eventi di natura affine, come le Olimpiadi di Atene del 2004 o quelle più vicine a noi di Torino 2006 che hanno avuto effetti devastanti sulla vita delle persone delle rispettive città.

Chiediamo pertanto che in questo periodo di crisi tali risorse vadano investite in servizi pubblici di primaria importanza per la collettività (mobilità, istruzione, casa, sanità, etc.) e in misure di welfare che garantiscano la continuità di reddito per le precarie e i precari.
Come rispondono invece politici e amministrazioni pubbliche? Chiedendo deroghe al patto di stabilità solo in funzione di Expo, ma al contempo insistendo con politiche di austerità. Un interessato regalo agli attori economici legati a EXPO e alle opere connesse (ad esempio le
tangenziali esterne milanesi, la Brebemi o la Pedemontana) e al crimine organizzato.

E per quanto riguarda la città di Monza, EXPO 2015 non lascerà una gestione migliore né del parco né della Villa Reale. Il vero risultato di questa scelta sarà, una volta di più, la retrocessione delle istituzioni pubbliche -dal Comune alla Provincia alla Regione- a spalla per attori privati, veri protagonisti di questi eventi e unici a guadagnarci, sia economicamente che in termini di posizione di potere.

Per tutti questi motivi noi di EXPO 2015 avremmo fatto volentieri a meno e oggi che l’organizzazione entra nel vivo, rilanciamo la nostra opposizione a ciò che questo evento è e rappresenta. In questo senso questo appello è un invito a cambiare passo per chi si riconosce in un’attitudine che si oppone al fenomeno descritto: da qui in poi occorrerà trovare tempi e modi per raccontare quello che è realmente EXPO 2015 e disinnescare i dispositivi di propaganda e controllo delle istituzioni e degli investitori, così da stimolare una presa di coscienza forte e risposte adeguate.



*****************
Domenica 7 luglio 2013, Monza, Largo Mazzini, dalle ore 15



PARTENZA CRITICAL MASS, GAZEBO INFORMATIVI E ATTITUDINE NOEXPO



Una giornata di mobilitazione per ribadire che l’unico grande evento che ci interessa supportare riguarda RIAPPROPRIAZIONE DEI DIRITTI, ACCESSO AL REDDITO, DIFESA DEL TERRITORIO




Le massime cariche politiche nazionali e internazionali – da Napolitano a Letta, fino al Presidente della Commissione Europea Barroso – atterrano a Monza il 7 luglio per inaugurare la Villa Reale come sede di rappresentanza di EXPO 2015. Un passaggio cruciale nell’avvicinamento all’esposizione che aprirà i battenti il 1° maggio 2015 e una ghiotta occasione per chi sta costruendo il grande evento fieristico. Il carrozzone mediatico che sta infatti lucidando la vetrina di EXPO si è messo in moto da tempo, ma accelera a partire dall’appuntamento monzese, che Maroni definisce prima tappa di un “EXPO World Tour”.


Le promesse fatte in questi casi sono note: ricchezza, lavoro, turismo, benefici per tutta la metropoli. E anche per il 2015 la dinamica in atto è la stessa, con promotori -pubblici e privati- che vendono l’evento utilizzando in primis la leva occupazionale e promesse di crescita economica, che in tempi di crisi non possono che riscuotere consensi tra la popolazione.

In realtà poco o nulla di tutto questo è accaduto negli ultimi vent’anni per le Esposizioni Universali tenutesi in Europa, né accadrà qui. Da Genova a Lisbona, da Saragozza a Hannover, il passaggio di visitatori è sempre stato inferiore alle aspettative, il territorio non ha avuto nuovo sviluppo e le amministrazioni pubbliche, invece, si sono trovate in forte stato di deficit economico a causa del drenaggio di risorse avvenuto per supportare gli investimenti e le spese legate all’Esposizione.
Se guardassimo oltre il velo della propaganda, ricorderemmo che nel 2008 si parlava di circa 70000 nuovi occupati, mentre oggi sui siti ufficiali questa cifra si riduce a 3000, ridimensionamento che rende bene l’idea del flop annunciato anche per Milano. 3000 contratti di lavoro precario, che nulla offrono in termini di garanzia e progettualità esistenziale per i “fortunati” firmatari. E’ poi dei
giorni scorsi la notizia che EXPO intende avvalersi del lavoro “volontario” da parte dei detenuti, altra circostanza che fa capire bene la direzione che sta prendendo la “grossa occasione occupazionale” lombarda. E se allargassimo il discorso al futuro, al post evento, vedremmo come il vero impatto e la vera eredità che i territori si trovano a dover gestire sono aree verdi e agricole irrevocabilmente cementificate, edifici costruiti per l’evento che restano vuoti e inutilizzati, debiti pesanti per le casse delle amministrazioni pubbliche, che si traducono in fretta in ulteriori tagli ai servizi e riduzione dei diritti per la comunità. Ragionamenti comprovati anche da grandi
eventi di natura affine, come le Olimpiadi di Atene del 2004 o quelle più vicine a noi di Torino 2006 che hanno avuto effetti devastanti sulla vita delle persone delle rispettive città.

Chiediamo pertanto che in questo periodo di crisi tali risorse vadano investite in servizi pubblici di primaria importanza per la collettività (mobilità, istruzione, casa, sanità, etc.) e in misure di welfare che garantiscano la continuità di reddito per le precarie e i precari.
Come rispondono invece politici e amministrazioni pubbliche? Chiedendo deroghe al patto di stabilità solo in funzione di Expo, ma al contempo insistendo con politiche di austerità. Un interessato regalo agli attori economici legati a EXPO e alle opere connesse (ad esempio le
tangenziali esterne milanesi, la Brebemi o la Pedemontana) e al crimine organizzato.

E per quanto riguarda la città di Monza, EXPO 2015 non lascerà una gestione migliore né del parco né della Villa Reale. Il vero risultato di questa scelta sarà, una volta di più, la retrocessione delle istituzioni pubbliche -dal Comune alla Provincia alla Regione- a spalla per attori privati, veri protagonisti di questi eventi e unici a guadagnarci, sia economicamente che in termini di posizione di potere.

Per tutti questi motivi noi di EXPO 2015 avremmo fatto volentieri a meno e oggi che l’organizzazione entra nel vivo, rilanciamo la nostra opposizione a ciò che questo evento è e rappresenta. In questo senso questo appello è un invito a cambiare passo per chi si riconosce in un’attitudine che si oppone al fenomeno descritto: da qui in poi occorrerà trovare tempi e modi per raccontare quello che è realmente EXPO 2015 e disinnescare i dispositivi di propaganda e controllo delle istituzioni e degli investitori, così da stimolare una presa di coscienza forte e risposte adeguate.



*****************
Domenica 7 luglio 2013, Monza, Largo Mazzini, dalle ore 15



PARTENZA CRITICAL MASS, GAZEBO INFORMATIVI E ATTITUDINE NOEXPO



Una giornata di mobilitazione per ribadire che l’unico grande evento che ci interessa supportare riguarda RIAPPROPRIAZIONE DEI DIRITTI, ACCESSO AL REDDITO, DIFESA DEL TERRITORIO



Video di lancio: http://www.youtube.com/watch?v=5H-L9sMFzbY






****************



Prime adesioni:



AMBROSIA (Milano)

CANTIERE (Milano)

CASCINA TORCHIERA (Milano)

CO.M.P.O.ST. (Monza)

CSA BARAONDA (Segrate)

CUB

FOA BOCCACCIO 003

LAMBRETTA (Milano)

NO EXPO

NO TEM

OFF TOPIC

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA CIRCOLO “P. IMPASTATO” DI MONZA

PDCI MONZA

RETE SAN PRECARIO MILANO

RETE SOLIDALE JABIL

SMS – SPAZIO MUTUO SOCCORSO (Milano)

SOS FORNACE (Rho)

USB MONZA BRIANZA – USB MONZA – MERATE

ZAM (Milano)

ECOLOGISTI DEL TICINO (Magenta)

venerdì 1 febbraio 2013

Taranto Libera dalla diossina, Taranto respira



Il contributo del nostro co-portavoce nazionale, nonchè cons. comunale di Taranto, Angelo Bonelli
Taranto Libera dalla diossina , Taranto Respira

A Taranto sosteniamo la lotta di liberazione dalla diossina e dal malaffare per restituire la città ai tarantini e alle generazioni future .
Il governo italiano sostenuto dal Pd-Pdl-Udc ha approvato un decreto che commissaria la magistratura di Taranto sospendendo i diritti dei cittadini a vedere tutelata la loro salute. Nemmeno un euro e' stato speso per le bonifiche mentre il governo per mesi ha negato i dati sulla mortalità ai cittadini. Un'altra economia e' possibile, un'economia che non dipenda dalla diossina e possa portare Taranto ad essere la città con il polo dell' innovazione tecnologica, della ricerca , dei servizi , della produzione delle nuove tecnologie, di una portualita' al servizio delle merci e del turismo. Ma Taranto deve essere una città che valorizza la sua storia e cultura e su questo sviluppare nuova occupazione.
Non vogliamo più che a Taranto un bimbo nasca con un tumore e che l'atto di amore più bello che esista al mondo , la mamma che allatta il proprio figlio continui ad essere  un trasferimento di veleni . 
Vogliamo una regione che non "dimentichi" di fare le indagini epidemiologiche come ha fatto  Nichi Vendola  in 8 anni di presidente di regione e quello che doveva fare la regione Puglia l'ha fatto la procura di Taranto.
Le intercettazioni telefoniche che hanno messo in luce i rapporti vergognosi tra politica e Ilva rappresentano una delle pagine più orrende non solo per Taranto ma tutta Italia.
A Taranto nei prossimi 5 anni si possono creare 25.000 nuovi posti di lavoro attraverso la conversione industriale, un'area no Tax,la creazione di un polo tecnologico, dell'innovazione e della ricerca, lo sviluppo della portualita', le bonifiche ,il turismo e la ripresa del commercio.

      


1) sostegno alla magistratura, commissariata da un vergognoso decreto votato da PD-Pdl-Udc.
2) piena verità sulle collusioni tra politica e Ilva ,che hanno portato politici e funzionari a vendere la vita dei tarantini in cambio di soldi e favori.
3) avvio processo di conversione industriale ecologica del sistema produttivo su modello di Bilbao e Pittsburgh, che elimini i rischi e i danni alla salute per la popolazione, tuteli e rilanci l'occupazione.
4) istituzione di un'area no Tax , area no tasse , per attrarre nuove imprese,investimenti e creare occupazione 
5) avvio  bonifiche e risanamento mar piccolo , applicando principio chi inquina paga e utilizzando i fondi statali e europei.
6) fondo per danni ad agricoltori e mitilicoltori 
7) fondo per cittadini che hanno subito danni alla salute
8) legge speciale dello Stato che garantisca e rilanci nuova economia, occupazione e potenzi la sanità pubblica
9) sequestro beni e proprietà  famiglia Riva e soci del gruppo Ilva, compresa quota azionaria Alitalia per finanziare le bonifiche.
10) Non solo Ilva : ecco perche' bisogna fermare lo stop al raddoppio della Cementir e della raffineria ENI deciso da Governo e regione Puglia e le trivellazioni di petrolio  nel golfo di Taranto volute da Monti

mercoledì 30 gennaio 2013

LETTERA APERTA DELLA COMUNITA’ SINTA DI BUCCINASCO


L'agorà EcoCivica del Sud Ovest Milano ci segnala questa lettera; riteniamo doveroso e importante, darne pubblica visione

LETTERA APERTA DELLA COMUNITA’ SINTA DI BUCCINASCO
Come è difficile la vita di un ”NOMADE STANZIALE”. Così ci ha paradossalmente definiti in un suo recente articolo una giornalista del quotidiano ”Il Giorno “. I nostri avi SINTI sono giunti in Italia attorno al 1400. Mentre la nostra comunità, di fatto una famiglia allargata, risiede a Buccinasco da oltre trent’anni. Quindi noi e le nostre famiglie siamo cittadini di Buccinasco, e i nostri bambini da alcune generazioni frequentano le locali scuole dell’obbligo.
Sino a che la “crisi” non ha colpito tutti, almeno un membro di ognuna delle nostre famiglie aveva un regolare lavoro, che ci permetteva di vivere decorosamente nel nostro Quartiere Terradeo, con il valido aiuto delle Amministrazioni che si sono succedute nel nostro Comune e di alcune Associazioni.
Sei più una delle nostre famiglie (le più numerose) hanno nel tempo investito tutti i loro risparmi per costruirsi, in alternativa alle precedenti roulotte, sette casette in legno appoggiate su di una piastra in cemento per vivere una vita più confortevole.
Lo scorso inverno il Commissario, che in quel periodo governava Buccinasco, ha ordinato la demolizione, attraverso una raffica di ordinanze (oltre venti) sotto il controllo costante delle Forze dell’Ordine, di tutte e sette le costruzioni, e già che c’era ha fatto abbattere anche sei casotti in legno 2X2, utilizzati come ripostigli. Questa operazione è andata avanti per diversi mesi. Motivo dell’intervento: l’edificazione delle casette, con molti incoraggiamenti, ma senza alcun permesso formale delle preposte Autorità.
Va precisato che per avere il permesso di costruzione era necessario che il Parco Agricolo Sud Milano autorizzasse, prima, l’esistenza del Quartiere, dove da anni vivono le nostre famiglie, allestito sopra un terreno di proprietà del Comune ma collocato entro il Parco Sud.
L’attuale Amministrazione comunale ci sta riprovando, così come ci hanno provato quelle precedenti, e siamo in attesa che l’annoso problema venga positivamente risolto.
Nel frattempo, come per buona parte delle famiglie italiane, le condizioni di vita delle nostre famiglie, che già da prima erano difficili, in questi ultimi tre anni sono notevolmente peggiorate e la maggior parte dei nostri capi famiglia ha perso il lavoro. Si sopravvive effettuando lavori precari, cercando di far fronte ogni mese alle spese fisse, mangiare, luce, gas, trasporti, affitto, ecc.
In questo contesto e con diversi problemi ancora irrisolti, sono avvenuti i fatti in un pomeriggio della scorsa settimana.
Una buona parte delle famiglie del Terradeo ed alcuni parenti invitati, stavano festeggiando il battesimo di un nostro bambino in un ristorante della zona. Dopo pranzo, alcune coppie stavano ballando al suono della musica del locale, che qualcuno ha ritenuto di volume eccessivo, tanto da richiedere l’intervento di una pattuglia di Vigili Urbani.
Quello che è avvenuto all’arrivo dei Vigili è estremamente sgradevole: un paio di noi, evidentemente “alticci”, si sono comportati in modo poco urbano e con poco rispetto nei confronti dei tutori dell’ordine, nonostante l’intervento moderatore di altri commensali.
Il giorno successivo due delle persone interessate al fatto, si sono recate presso il locale comando di Polizia Urbana per porgere le loro scuse per l’accaduto.
A queste scuse aggiungiamo quelle delle nostre famiglie, poiché riconosciamo ai nostri Vigili la serietà e la correttezza nello svolgere il loro non facile compito quotidiano in situazioni difficili come quelle sopra ricordate, in cui ci siamo trovati anche noi coinvolti.
Vorremmo comunque far presente che in casi come questi, che ci auguriamo non abbiano più a ripetersi, gli autori delle eventuali azioni perseguibili dalle leggi del nostro Stato, rispondono personalmente di fronte alla giustizia e quindi riteniamo giusto sottolineare e chiedere che anche chi riporta i fatti debba evitare generalizzazioni o ancor peggio la criminalizzazione di una intera Comunità, come spesso è accaduto nel passato sui mass media.

Le Famiglie del Quartiere Terradeo di Buccinasco
L’Associazione APERTAMENTE di Buccinasco
Buccinasco, 22.01.2013

lunedì 14 gennaio 2013

UNA RIVOLUZIONE CIVILE PER RICOSTRUIRE IL PAESE


UNA RIVOLUZIONE CIVILE PER RICOSTRUIRE IL PAESE


UN PROGRAMMA PER GOVERNARE L’ITALIA
Vogliamo realizzare una rivoluzione civile per attuare i principi di uguaglianza, libertà e democrazia della Costituzione repubblicana.
Vogliamo realizzare un “nuovo corso” delle politiche economiche e sociali, a partire dal mezzogiorno, alternativo tanto all’iniquità e alla corruzione del ventennio berlusconiano, quanto alla distruzione dei diritti sociali, del lavoro e dell’ambiente che ha caratterizzato il governo Monti.
VOGLIAMO UNA RIVOLUZIONE CIVILE:
per l’Europa dei diritti, contro l’Europa delle oligarchie economiche e finanziarie. Vogliamo un’Europa autonoma dai poteri finanziari e una riforma democratica delle sue istituzioni. Siamo contrari al Fiscal Compact che taglia di 47 miliardi l’anno per i prossimi venti anni la spesa, pesando sui lavoratori e sulle fasce deboli, distruggendo ogni diritto sociale, con la conseguenza di accentuare la crisi economica. Il debito pubblico italiano deve essere affrontato con scelte economiche eque e radicali, finalizzate allo sviluppo, partendo dall’abbattimento dell’alto tasso degli interessi pagati. Accanto al Pil deve nascere un indicatore che misuri il benessere sociale e ambientale;
per la legalità e una nuova politica antimafia che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento ma l’eliminazione della mafia, che va colpita nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a partire da quello politico. Il totale contrasto alla criminalità organizzata, alla corruzione, il ripristino del falso in bilancio e l’inserimento dei reati contro l’ambiente nel codice penale sono azioni necessarie per liberare lo sviluppo economico;
per la laicità e le libertà. Affermiamo la laicità dello Stato e il diritto all’autodeterminazione della persona umana. Siamo per una cultura che riconosca le differenze. Aborriamo il femminicidio, contrastiamo ogni forma di sessismo e siamo per la democrazia di genere. Contrastiamo l’omofobia e vogliamo il riconoscimento dei diritti civili, degli individui e delle coppie, a prescindere dal genere. Contrastiamo ogni forma di razzismo e siamo per la cittadinanza di tutti i nati in Italia e per politiche migratorie accoglienti;
per il lavoro. Non vogliamo più donne e uomini precari. Siamo per il contratto collettivo nazionale, per il ripristino dell’art. 18 e per una legge sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro. Vogliamo creare occupazione attraverso investimenti in ricerca e sviluppo, politiche industriali che innovino l’apparato produttivo e la riconversione ecologica dell’economia. Vogliamo introdurre un reddito minimo per le disoccupate e i disoccupati. Vogliamo che le retribuzioni italiane aumentino a partire dal recupero del fiscal drag e dalla detassazione delle tredicesime. Vogliamo difendere la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro;
per le piccole e medie imprese, le attività artigianali e agricole. Deve partire un grande processo di rinascita del Paese, liberando le imprese dal vincolo malavitoso, dalla burocrazia soffocante. Vanno premiate fiscalmente le imprese che investono in ricerca, innovazione e creano occupazione a tempo indeterminato. Vanno valorizzate le eccellenze italiane dall’agricoltura, alla moda, al turismo, alla cultura, alla green economy;
per l’ambiente. Va cambiato l’attuale modello di sviluppo, responsabile dei cambiamenti climatici, del consumo senza limiti delle risorse, di povertà, squilibri e guerre. Va fermato il consumo del territorio, tutelando il paesaggio, archiviando progetti come la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto di Messina. Va impedita la privatizzazione dei beni comuni, a partire dall’acqua. Va valorizzata l’agricoltura di qualità, libera da ogm, va tutelata la biodiversità e difesi i diritti degli animali. Vanno creati posti di lavoro attraverso un piano per il risparmio energetico, lo sviluppo delle rinnovabili, la messa in sicurezza del territorio, per una mobilità sostenibile che liberi l’aria delle città dallo smog;
per l’uguaglianza e i diritti sociali. Vogliamo eliminare l’IMU sulla prima casa, estenderla agli immobili commerciali della chiesa e delle fondazioni bancarie, istituire una patrimoniale sulle grandi ricchezze. Vogliamo colpire l’evasione e alleggerire la pressione fiscale nei confronti dei redditi medio-bassi. Vogliamo rafforzare il sistema sanitario pubblico e universale ed un piano per la non-autosufficienza. Vogliamo il diritto alla casa e il recupero del patrimonio edilizio esistente. Vogliamo un tetto massimo per le pensioni d’oro e il cumulo pensionistico. Vogliamo abrogare la controriforma pensionistica della Fornero, eliminando le gravi ingiustizie generate, a partire dalla questione degli “esodati”;
per la conoscenza, la cultura, l’informazione libera. Affermiamo il valore universale della scuola, dell’università e della ricerca pubbliche. Vogliamo garantire a tutte e tutti l’accesso ai saperi, perché solo così è possibile essere cittadine e cittadini liberi e consapevoli, recuperando il valore dell’art. 9 della Costituzione, rendendo centrali formazione e ricerca.
Vogliamo valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico. Vogliamo una riforma democratica dell’informazione e del sistema radiotelevisivo che ne spezzi la subordinazione al potere economico-finanziario. Vogliamo una legge sul conflitto di interessi e che i partiti escano dal consiglio di amministrazione della Rai. Vogliamo il libero accesso a Internet, gratuito per le giovani generazioni e la banda larga diffusa in tutto il Paese;
per la pace e il disarmo. Va ricondotta la funzione dell’esercito alla lettera e allo spirito dell’articolo 11 della Costituzione a partire dal ritiro delle truppe italiane impegnate nei teatri di guerra. Va promossa la cooperazione internazionale e l’Europa deve svolgere un’azione di pace e disarmo in particolare nell’area mediterranea. Vanno tagliate le spese militari a partire dall’acquisto dei cacciabombardieri F35;
per una nuova questione morale ed un’altra politica. Vogliamo l’incandidabilità dei condannati e di chi è rinviato a giudizio per reati gravi, finanziari e contro la pubblica amministrazione. Vogliamo eliminare i privilegi della politica, la diaria per i parlamentari, porre un tetto rigido ai compensi dei consiglieri regionali e introdurre per legge il limite di due mandati per parlamentari e consiglieri regionali. Vogliamo una nuova stagione di democrazia e partecipazione.

martedì 11 dicembre 2012

Nasce l'agorà degli EcoCivici di Milano

Lunedì sera, 10 dicembre, in via Amperè si è costituita l'Agorà cittadina di
"Ecologisti e Reti Civiche - Verdi Europei".

Sono stati nominati coordinatori provvisori dell'agorà cittadina:
Mariolina De Luca (consigliere di zona, zona 3)
GianCarlo Aprea    (zona 2)

Nel corso della serata si è relazionato in merito alla vita amministrativa nelle 9 zone dellà città, in particolar modo, Elisa Scarano (zona 6) e Elena Grandi (zona 1) hanno riepilogato la vicenda della Darsena, sottolineando la stretta relazione con i quesiti referendari comunali 3 e 5 (12-13 giugno 2011) in merito alla valorizzazione dei navigli meneghini e la destinazione d'uso delle aree adibite ad expo2015.
In zona 7  i verdi sono fuori dalla maggioranza. Un articolo che riepiloga sommariamente la situazione:
milanotoday.it/andrea-giorcelli-verdi-sfiduciato

L'assemblea EcoCivica di lunedì sera si è conclusa, proponendosi di rivedersi per un brindisi di natale, ovviamente aperto a tutti gli EcoCivici e a chi è interessato al percorso EcoCivico.
A breve il calendario delle prime iniziative EcoCiviche e i riferimenti EcoCivici per zone e temi

Gilberto Rossi

Ricordando:


da sx: Enzo Viscuso, Elisa Scarano, Robin Clavarino, Lino Mariani, Elena Grandi,
Anna Melone, GianCarlo Aprea, Mariolina De Luca

giovedì 29 novembre 2012

Assemblea programmatica EcoCivici 16 dicembre Roma


Assemblea Programmatica
domenica 16 dicembre a Roma
Centro Congressi Frentani
Via dei Frentani, 4
0re 10.00/18.30


Domenica 16 dicembre 2012 avrà luogo a Roma presso il Centro Congressi Frentani (Via dei Frentani 4) l'Assemblea Programmatica degli Ecologisti, reti civiche e Verdi europei.
Per partecipare con diritto di voto all'Assemblea Programmatica è necessario:
• iscriversi compilando il modulo di registrazione on-line;
• versare un contributo minimo di 15 euro direttamente in Assemblea al momento dell'accredito;
Possono iscriversi per votare tutti coloro che hanno sottoscritto la Carta degli Intenti degli Ecologisti, reti civiche e Verdi europei al momento delle primarie per il simbolo o in precedenza, che hanno aderito ai diversi appelli e coloro che aderiscono ai Verdi.
Sarà possibile registrarsi fino alle ore 15.00 del 12 dicembre 2012. Una volta registrati riceverete una e-mail di conferma dell'avvenuta iscrizione da presentare il giorno 16 all'accredito muniti di un documento di identità.

Il programma dei lavori sarà pubblicato quanto prima






mercoledì 17 ottobre 2012

EcoCivici Contatti

EcoCivici  Contatti
Lombardia

Milano      Giancarlo Aprea  
                 Mariolina de Luca  

Agorà in Prov. di Milano

Boffalora sopra Ticino     Ivo Colombo

                                      Roberto Colombo
Cassano d'Adda

Ossona                           Gilberto Rossi 
                                                                                                                                                 
Paderno Dugnano            Anna Varisco
                                       Gerardo Ceriale
                                       ecocivici padernodugnano

 Sud Ovest Milano (Buccinasco, Cesano, Trezzano, Gaggiano, Albairate)  agorà sud ovest

Brescia                   ecobresciani
Como                     Elisabetta Patelli 
                               eco civici Como 


Varese                     Andrea Barcucci

Mantova                 Gaetano Turrini 

Cremona                Giianemilio Ardigo 

Monza e Brianza    Luciana Facchinetti