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giovedì 7 maggio 2020

TRE ANNI DI LEGA ABBIATEGRASSO DIMISSIONI TANTE, RISULTATI ZERO.

E’ oggettivamente difficile rispondere al comunicato della Lega di Abbiategrasso che mi è stato dedicato ieri in quanto il contenuto dello stesso è piuttosto difficile da comprendere appieno ed è evidentemente il frutto di agitazione d’animo e di confusione mentale forse dovuta alla consapevolezza della propria inadeguatezza.
L’unica cosa comprensibile è il titolo, ovvero l’invito che il Commissario della Lega per Salvini di Abbiategrasso mi rivolge a lavorare per Abbiategrasso.
Non mi soffermo a fare l’elenco delle decine di mozioni, proposte e progetti che abbiamo presentato negli ultimi anni, purtroppo quasi sempre bocciati.
Infatti, pur essendo all’opposizione dalla maggioranza Nai abbiamo sempre lavorato per migliorare la città che però purtroppo, grazie anche al NON lavoro della Lega di Salvini, è andata sempre più degradandosi ed ha visto i suoi cittadini sempre più abbandonati a se stessi.

martedì 21 gennaio 2020

CARI SI TANGENZIALE, IL FALLIMENTO È TUTTO VOSTRO!

Da Domenico Finiguerra 
In queste ore in cui il sindaco di Robecco ha acceso il nuovo semaforo per mettere in sicurezza i pedoni sul ponte aumentando le emissioni proprio a ridosso dei balconi e della scuola (bastava stringere i due marciapiedi o forse farne uno solo più ampio o magari fare una passerella a sbalzo) riprende fuoco il dibattito sulla tangenziale Anas. E si sprecano gli improperi degli automobilisti inferociti in coda.
Anche se la sindaca Barni dice che la decisione non sia connessa con la battaglia per la tangenziale, che il suo comune insieme a quello di Magenta ed Abbiategrasso e alla Regione Lombardia dei vari Formigoni, Maroni, Fontana e Cattaneo conducono da anni, pare ovvio (anche perché la chiusura della strada verso Cassinetta che passa dalla Tangola poco ha a che vedere con i pedoni sul ponte) che il sottotitolo della decisione sia "se non ci fate la superstrada questi sono i disagi che dovrete pagare".
Ma la responsabilità delle code, delle strade pericolose, dello smog in centro, dei disagi per i cittadini di chi è?
Al netto delle posizioni e delle argomentazioni favorevoli o contrarie alla grande opera, chi è responsabile di questa situazione?
È buffo vedere l'agitazione scomposta dei leghisti e dei sindaci del SI, che in tutti questi anni hanno avuto tutte le leve del comando e le maggioranze a tutti i livelli decisionali, piangere per non aver saputo realizzare questa superstrada.
È buffo vedere i sindaci andare in pellegrinaggio a Roma ad implorare il governo di farla "costi quel che costi". Proprio loro che, dati alla mano, hanno posseduto e posseggono tutte le poltrone per fare davvero questa grande strada nel Parco del Ticino.
È buffo e dovrebbe far sorgere, innanzitutto in chi la strada la vuole, una domanda: "sono stati dei buoni amministratori e dei buoni politici tutti questi sindaci, deputati, consiglieri regionali, presidenti di regione, ministri della repubblica che in vent'anni non sono riusciti neanche ad emettere uno straccio di bando di gara?
Perché qui e ora, grazie a questa scelta della sindaca di Robecco sul Naviglio, emerge chiaramente che coloro che da anni agitano il progetto Anas come soluzione di tutti i mali del territorio hanno semplicemente fallito.
Fallito perché facendo solo la propaganda del partito del cemento e dell'asfalto, non hanno mai saputo interpretare le reali esigenze per la mobilità, fallito perché non hanno mai portato avanti politiche intelligenti e meno impattanti sull'ambiente e sul bilancio dello stato, fallito perché in vent'anni hanno saputo solo inseguire una grande opera senza mai fare o chiedere piccoli interventi che avrebbero sicuramente migliorato la viabilità.
Perché, ad esempio, Robecco sul Naviglio non ha realizzato una sua circonvallazione dietro il cimitero che poi superasse il Naviglio all'altezza della Peralza?
Perché, ad esempio, Abbiategrasso non ha mai ipotizzato una circonvallazione urbana che ovviasse ai problemi di Via Dante?
Perché, ad esempio, non si è mai richiesto un intervento sulla strada Abbiategrasso-Robecco, raddrizzandola, allargandola, mettendola in sicurezza?
Perché, ad esempio, in questi anni si sono solo aggiunti e mai tolti semafori?
Perché non si è investito nel raddoppio della ferrovia e nel trasporto pubblico tra Abbiategrasso e Magenta?
Forse perché si sarebbe trattato di interventi che avrebbero risolto veramente le criticità mettendo in serio dubbio la necessità del grande progetto faraonico?
Forse perché questi interventi avrebbero dovuto essere sostenuti dai bilanci comunali e non da Roma?
Forse perché erano interventi incompatibili con il disegno del grande anello autostradale, preludio all'incursione della metropoli nel Parco del Ticino riserva UNESCO e nel parco agricolo sud Milano?
Sono anni, almeno 20, che l'opposizione alla tangenziale Anas propone queste soluzioni alternative e di buon senso. Io stesso le ho proposte da sindaco di Cassinetta di Lugagnano in decine di incontri e tavoli al Pirellone e a Roma.
Ma quelli che oggi si stracciano le vesti, a quelle riunioni dicevano che era meglio l'autostrada, era meglio il progettone, era più comoda la legge obiettivo di Lunardi e Berlusconi che metteva il turbo alle grandi opere. E dicevano con arroganza che i piccoli comuni, gli agricoltori, la biodiversità, il paesaggio dovevano farsene una ragione.
Quel progetto Anas, che era già vecchio e che faceva acqua da tutte le parti già nel 2000, oggi è ancora più vecchio e inattuale. Perché per risolvere problemi di attraversamento di due comuni, spende un sacco di soldi per fare un'autostrada sui campi, mentre il mondo ci chiede di respirare, di investire sul trasporto pubblico, sull'energia pulita, sull'agricoltura, sul turismo sostenibile.
Chi vuole la superstrada e oggi indica agli automobilisti esasperati in coda a Robecco "quelli del no alla tangenziale" come la causa dei loro disagi, dovrebbe invece riflettere sul proprio fallimento.
Tutti gli atti che lo dimostrano sono pubblici. Basta leggerli e ripassare un po' di cronaca politica locale dal 2000 ad oggi.
E invece di fare scelte che sembrano solo una ripicca infantile, decidersi finalmente ad abbandonare quel progetto scellerato e lavorare seriamente alle soluzioni possibili che migliorano la qualità della vita, come la realizzazione di circonvallazioni urbane, il miglioramento delle strade esistenti, l'eliminazione di inutili semafori. Costano meno e non pregiudicano la vocazione di questo nostro territorio, ultimo baluardo verde della città metropolitana di Milano.

lunedì 1 ottobre 2018

Biciclettata NoTang, alla scoperta del territorio 14 ottobre 2018 h.9.30

I Comitati No Tangenziale del Parco del Ticino e Parco Agricolo Sud Milano, Insieme per Boffalora, Cambiamo Ossona/Verdi, gli Ecologisti del Ticino, vi invitano a partecipare alla biciclettata lungo i luoghi circostanti i Navigli, Grande e di Bereguardo, con lo scopo di far conoscere e quindi tutelare il nostro splendido territorio.
Il percorso, partendo dall'aia di Cascina Lema, tra Robecco e Carpenzago, si snoderà attraverso
la frazione di Castellazzo de' Barzi, per poi puntare verso il Naviglio di Bereguardo, sotto Castelletto di Abbiategrasso e finire poi ad Albairate.
Lungo la strada sono previste varie tappe in cui, attraverso il racconto di esperienze dirette, verranno spiegati gli aspetti salienti della vita agricola del circondario e l'impatto ambientale, paesaggistico, sociale, della nuova strada, se costruita.

mercoledì 24 gennaio 2018

Elezioni Regione Lombardia 2018 Insieme per la Lombardia

Nella giornata di domencia 7 gennaio 2018, l'esecutivo dei Verdi della Lombardia alla presenza degli iscritti verdi, dopo l'esposizioni delle relazioni e discussione, decide di sostenere anche in Lombardia, l'alleanza per un centrosinistra di governo a impronta ecologista.
I Verdi dei circoli dell'Est Ticino hanno proposto la 
candidatura di Gilberto Rossi.

Per la presentazione della lista Insieme all'Umanitaria di Milano







A onor di cronaca ricordiamo che "Insieme" non è presente nel consiglio regionale Lombardo e per questo motivo sono state raccolte le firme per la presentazione della lista
foto Boffalora sopra Ticino

lunedì 18 dicembre 2017

Parco del Ticino. Dai No Tangenziale. L'Europarlamento scrive ai ministeri

dai comitati no tangenziale del parco del ticino

PETIZIONE EUROPEA: EUROPARLAMENTO CHIEDE PROVVEDIMENTI AL GOVERNO ITALIANO E PALAZZO LOMBARDIA.

La petizione europea presentata dai Comitati No Tangenziale del Parco del Ticino e Parco Agricolo Sud, considerata ammissibile e mantenuta aperta dalla Commissione in seguito alla discussione del 11 ottobre 2017, produce i suoi primi atti concreti. In data 7 dicembre Cecilia Wikstrom, presidente della Commissione Petizioni, ha inviato all'Assessorato all'Ambiente, Energia e Sviluppo della Regione Lombardia e al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, una lettera in cui evidenzia come il progetto di strada penalizzi "le alternative di mobilità sostenibile, provochi effetti devastanti sul sistema idrico, sulla biodiversità, l'agricoltura e il paesaggio dei navigli lombardi e della zona del Parco del Ticino. la pessima qualità dell'aria che da decenni affligge la Pianura Padana". La commissione ricorda inoltre le continue violazioni dell'Italia in materia di qualità dell'aria, osservando come il progetto di strada non farebbe altro che peggiorare la già drammatica situazione. Infine chiede provvedimenti che possano "venire incontro alle richieste dei cittadini firmatari della petizione".
Il rischio effettivo, oltre che per la salute dei cittadini, è che l'Italia possa venire nuovamente deferita alla Corte di Giustizia Europea che nel 2012 si era già espressa con sentenza, riconoscendo l'Italia responsabile della violazione della legislazione UE in materia di inquinamento atmosferico per gli anni 2006 e 2007.
Queste le lettere inviate:

venerdì 26 giugno 2015

I CEMENTIFICATORI DEL TERRITORIO DEL PARCO DEL TICINO

I CEMENTIFICATORI DEL TERRITORIO 

DEL PARCO DEL TICINO

L’estate 2015 sarà ricordata come la stagione in cui si darà il via libera alla devastazione del territorio, della biodiversità, dell’agricoltura, di parte del creato che vive oggi nel Parco del Ticino? Chi saranno i responsabili della cementificazione?
Dopo 14 anni sta per arrivare nella sede di approvazione definitiva (il CIPE) il progetto Vigevano-Malpensa che attraverserà il Parco del Ticino. Anni di lotte, ricorsi, manifestazioni e petizioni, saranno asfaltati. E con esse saranno cementificati il patrimonio naturale unico e irripetibile, il reticolo irriguo che per secoli ha alimentato le nostre campagne. Sarà compromesso il patrimonio di bellezza e unicità che è gemmato lungo le sponde del Naviglio Grande, tra Abbiategrasso, Cassinetta di Lugagnano e Robecco sul Naviglio. Con buona pace dell’eredità e degli studi di Leonardo da Vinci, delle Ville di Delizia, dei contadini che con fatica hanno curato e preservato questa fertile terra, questa preziosa porzione, una delle poche rimaste, della mezza luna fertile che abbraccia la provincia di Milano.
Il ministro Delrio, nella sua recente visita a Vigevano in sostegno del candidato sindaco del Partito Democratico, ha fatto cadere il velo di ipocrisia degli attori che negli ultimi mesi hanno cercato di dissimulare le loro responsabilità: il Governo Renzi porterà avanti il progetto ANAS. Il sottosegretario De Caro (PD) ha confermato in sede istituzionale che si procederà come da progetto ANAS.
Ma la responsabilità politica di quanto sta per accadere non è certo da imputare al solo ministro o al sottosegretario. La responsabilità politica risiede anche e soprattutto nei rappresentanti locali presso il Parlamento della Repubblica come l’On. Prina (PD), ex sindaco di Corbetta, che ha frequentato per anni il movimento NO Tangenziale, sfilando con la fascia da sindaco, ma che evidentemente oggi abbassa la testa di fronte agli ordini di partito, e l’On. Cova (PD), che ha più volte rassicurato i cittadini di questo territorio rispetto all’inesistenza dei finanziamenti, forse solo per lisciare il pelo all’opposizione che contrasta questa opera devastante alla vigilia elettorale.
Poi, ovviamente, ci sono i sindaci di Abbiategrasso, Magenta e Robecco sul Naviglio. Arrara, Invernizzi e Barni (con le maggioranze che li sostengono) che metteranno la loro firma sull’atto di morte del nostro territorio. Anche se alcuni lo faranno nascondendo la mano.
Arrara, che oltre ad essere il sindaco di Abbiategrasso riveste anche la carica di Consigliere della Città Metropolitana, manifesta posizioni ambigue seguendo la collaudata vecchia scuola democristiana, ma nella sostanza, con atti e pareri ufficiali, certifica che Abbiategrasso la superstrada Vigevano-Malpensa la vuole.
Invernizzi, nonostante una storia amministrativa del centrosinistra Magentino di tutt’altro segno e la presenza di alcune forze politiche presenti ai cortei No Tangenziale, si limita a firmare lettere (con gli altri sindaci del SI) per chiedere alcune modifiche.
Barni, che in anni recenti, prima di diventare sindaco di Robecco, presenziava alle assemblee di Castellazzo de’ Barzi che osteggiavano il progetto ANAS, condannerà Robecco sul Naviglio ad una trasformazione drammatica, devastando con cavalcavia, svincoli e raccordi il territorio di una delle più belle perle del Naviglio Grande, portandosi in casa un mostro d’asfalto gigantesco per risolvere un problema di attraversamento che richiederebbe una semplice circonvallazione.
Tra i responsabili dello scempio imminente, accanto al PD, abbiamo i rappresentanti della “Lega Nord – Noi Con Salvini”, che urlano slogan evergreen come “padroni a casa nostra” e “giù le mani dalle nostre terre”, ma promuovono le colate di cemento sulla terra “lumbarda”. Come il governatore Maroni che recentemente ha presentato il suo piano dossier di 320 km di nuove autostrade per la Lombardia, consegnandolo al ministro Delrio alla presenza del sindaco di Vigevano Sala, fresco di rielezione con la lista la Strada verso Milano (che si ferma nella campagna di Albairate).
Infine, non si può certo dimenticare, il Parco del Ticino, con il suo presidente Beltrami, completamente silente e inadeguato nel ruolo di tutelare la riserva della biosfera UNESCO dalle minacce che a breve potrebbero concretizzarsi.
Eccoli dunque tutti gli attori responsabili della devastazione che sarà il progetto di collegamento Vigevano—Malpensa, tassello della ancor più devastante TOEM, la Tangenziale Esterna Ovest Milanese. Per chi ancora non si è reso conto di cosa cambierà e come cambierà, consigliamo un viaggio sulla TEEM e scegliere uno a caso tra i comuni attraversati da quel nastro d’asfalto.
E’ possibile fermare la mano che perpetrerà questo delitto ai danni del territorio e delle prossime generazioni? Si! Basterebbe un atto politico chiaro e pulito: stralciare il progetto dalla Legge Obiettivo e partire con un progetto di mobilità che punti su trasporto pubblico locale, sulla sistemazione delle strade esistenti e sulla risoluzione dei nodi e degli intoppi che creano code e disagi.
Chi ha il potere di farlo non ha che da decidere di farlo. Il resto sono solo chiacchiere da mestieranti ipocriti della politica. Ma le maschere di cera si stanno già sciogliendo al sole. #NOTANGENZIALE
per adesioni
cambiamoabbiategrasso@gmail.com

martedì 24 marzo 2015

28 marzo Albairate h.9 Coltiviamo paesaggio sradichiamo cemento


seminano traffico le strade
gli aerei ci sbarrano i cieli    F. Leonetti

Articolo de Il Fatto quotidiano

QUEL CAMPO PATACCA NON E' IL VERO GRANO
di Domenico Finiguerra


Un campo di grano da 5 ettari nel centro di Milano. L’abbiamo visto in rete, magnificato ai TG come gioiello agricolo raffinato da Expo 2015 e incastonato nel cuore della metropoli. Poco importa se in contemporanea usciva la notizia che tra gli sponsor dell’esposizione figurassero Mc Donald’s e Coca Cola. Poco importa se quel campo di grano sarà realizzato in collaborazione con una delle multinazionali che controlla il mercato delle sementi. Perché il frumento in città è una notizia.
Non fanno notizia invece le centinaia di ettari di suoli fertili persi dalla provincia di Milano e dalla Lombardia per realizzare la kermesse “nutrire il pianeta”. O quelli che si stanno per perdere a causa di altri progetti inutili che incombono ovunque sulla pianura padana. Dopo la BREBEMI, recentemente usata come campo da calcetto, si vogliono asfaltare le risaie con l’autostrada Broni-Mortara e cancellare i veri campi di grano del Parco del Ticino. Veri campi di grano, seminati con varietà quasi perdute, come quelli che trovate nei pressi dell’agriturismo l’AIA, a Cassinetta di Lugagnano. Con fatica, Massimiliano, Anna ed Enea hanno conquistato, tra mille peripezie burocratiche, l’emancipazione dalle sementi delle multinazionali. Nella loro terra, solcata dai fossi di un reticolo idrico studiato da Leonardo da Vinci e alimentati dall’acqua del fontanile Piatti, producono farina di eccellente qualità da 11 grani antichi selezionati negli anni ’30, grani che restituiscono semi al 99%. Ma se vi fate accompagnare da Massimiliano per vedere le sue gemme pulite, sentirete la sua preoccupazione per il mostro che incombe e la sua determinazione nell’affrontarlo con il movimento #notangenziale. 14 mila firme e 13 anni di battaglie. Una lotta che non si è mai fermata contro un nastro d’asfalto che vorrebbero srotolare sui suoi campi e su quelli di molte altre aziende agricole del territorio.
Canali, filari, fontanili, biodiversità, ed anche reddito per molte famiglie, sono a rischio a causa di un progetto inutile e faraonico: da Vigevano a Malpensa, passando per Abbiategrasso, Albairate, Cassinetta di Lugagnano e Robecco sul Naviglio.
I milanesi le conoscono bene queste zone. Ci vengono a cercare refrigerio d’estate, lungo l’alzaia del Naviglio Grande. Passeggiando e pedalando tra ville del ‘500, del ‘600 e del ‘700. Esiste anche un progetto meraviglioso e davvero virtuoso: navigare tra Locarno e Venezia, sotto ponti esistenti e vie d’acqua storiche, dove sono passate le chiatte cariche per costruire il Duomo di Milano. Sarebbe turismo vero e nuovi posti di lavoro.
Però la politica che conta, o pensa di contare, ha deciso che la vocazione di questa riserva meravigliosa, debba essere la coltivazione di cemento e asfalto. Altro che humus, grani antichi e bellezza. Meglio correre a 130 all’ora verso Malpensa.
Ma anche qui la valle resiste. E si è data appuntamento il 28 marzo alle 9 da Albairate ad Abbiategrasso. Si sfilerà di nuovo: in bici, a piedi, con i trattori. Ci sarà anche Massimiliano. Porterà qualche chilo della sua farina. 
Venite a vedere qual è il vero grano che serve per nutrire il pianeta! www.notangenziale.org 

mercoledì 24 settembre 2014

Buone pratiche vs cemento e inquinamento. econews autunno 2014


V° Essere Terra  Cuggiono  Villa Annoni
una giornata dedicata all'agricoltura biologica e biodinamica
il video dell'interessante incontro per conoscere la realta bioogica e biodinamica del nostro territorio.
cogliamo l'occasione per pubblicare anche l'iniziativa elettorale di Cambiamo Ossona svoltasi il 21 maggio, con ospiti la dottoressa Marina Mariani e Matteo di Mattei della cascina Burattana.
VIDEO Agricoltura come risorsa per il rilancio socioeconomico di Ossona





Mobilità, trasporti e infrastrutture

lunedì 7 aprile 2014

PER LA DIFESA DEL TERRITORIO | IL PAGIANNUNZ NON SI TOCCA | NO TANGENZIALE

PER LA DIFESA DEL TERRITORIO | IL PAGIANNUNZ NON SI TOCCA | NO TANGENZIALE

Il 2 aprile 2014 ad Abbiategrasso si è svolta una bella e partecipata
assemblea pubblica in difesa del territorio Abbiatense: Cittadine/i di
Abbiategrasso, Albairate, Cusago, Gaggiano, Robecco, Corbetta,
Cassinetta, Milano, aderenti ai comitati no tangenziale di Albairate e
Abbiategrasso, soci di Legambiente, tesserati FAI, i/le Presidenti
della Consulta Ecologica, della Consulta Stranieri, della Consulta
Giovani, Consiglieri di maggioranza e di minoranza, Folletti e Fate.

Si è discusso delle minacce che potrebbero abbattersi su queste terre e
del panorama di mobilitazioni nazionali a difesa e resistenza dei/nei
territori.
Si dice a proposito che Expo 2015 sarà occasione per l’abbiatense ma la
sostanza è fatta di cemento, asfalto, multinazionali del cibo, chef
stellati e agroindustria, in nome dell’agricoltura contadina e locale sì
dirà.
C’è una tendenza devastatrice che fa perdere, ogni anno, in Italia 25
mila ettari di terreno agricolo, boschi, parchi e aree naturali.
Ma c’è, soprattutto, un’opposizione decisa e consapevole a questo
modello di sviluppo, un’opposizione che immagina e costruisce un altro
futuro, anche ad Abbiategrasso, anche nelle immediate vicinanze di
questa città.

Dopo più di un anno di battaglie il Pagiannunz è fortemente compromesso.
Nonostante i vincoli della Provincia i trattori e le ruspe di Contini
commissionati dalla ESSEDUE srl continuano ad entrare nell’area umida
con lo scopo di cancellarla definitivamente, spianando il campo
all'ennesimo progetto immobiliare (se non sarà centro commerciale sarà
residenziale, se non sarà residenziale sarà logistica e capannoni oppure
tutto di un po').

Una minaccia più lontana, ma che da anni continua a riproporsi è la
realizzazione della superstrada Milano-Malpensa-Vigevano.
Dal Governatore Maroni al sindaco di Vigevano financo al sindaco Arrara
di Abbiategrasso si sono spesi (ognuno focalizzandosi sui propri
interessi particolari) per cercare di dare sostanza progettuale a questo
sciagurato progetto. Nientemeno ad Abbiategrasso pare costituirsi un
fantomatico comitato del Sì tangenziale: presidente Castoldi (BCS,
imprenditore) e primi firmatari Ceretti, Fossati e Albetti ( gli ultimi
tre sindaci di Abbiategrasso).

Sappiamo che i sindaci del territorio si sono incontrati, sappiamo che
presto incontreranno Maroni, ma non sappiamo che cosa si sono detti e
cosa andranno a dire.
Un silenzio pneumatico sulle volontà, gli appuntamenti, le possibilità.
E tanti saluti alla partecipazione.

Le cittadine e i cittadini chiedono di sapere come hanno intenzione di
muoversi le amministrazioni, quali progetti le istituzioni hanno
intenzione di far calare sulle nostre teste. Vogliono conoscere capire
quali sono le specifiche posizioni dei sindaci, chiedono che la città
sia messa a conoscenza in modo dettagliato del progetto.

Ad oggi le uniche posizioni chiare sono state prese dai Sindaci di
Cassinetta e di Albairate (in scadenza a Maggio) per un NO alla
Tangenziale deciso. Il resto è molto fumoso.

Non è questa la strada che porterà ad un miglioramento delle nostre
esistenze.
Non è questa la strada che porterà lavoro di qualità, sviluppo e un
futuro migliore come vogliono far credere .
Questa è la strada che porterà denaro e interessi solo ai pochi
azionisti del "partito del cemento".

Questa cittadinanza attiva ha intenzione di proseguire e dare sostanza a
quel primo incontro assembleare.
Con la consapevolezza di non essere sola.
Questa cittadinanza attiva si attiverà per costruire ulteriori
mobilitazioni e animare nuove progettualità.

Questa cittadinanza attiva chiede che le ruspe e i trattori di Contini
vengano fermati.
Questa cittadinanza attiva chiede che le mire sulla tangenziale vengano
definitivamente abbandonate.
Questa cittadinanza attiva chiede che le risorse economiche vengano
utilizzate altrove. Per migliorare radicalmente la linea ferroviaria
Milano-Mortara e per modernizzare la strada provinciale Milano-Baggio.
Questa cittadinanza attiva chiede che le risorse economiche pubbliche
siano utilizzate per politiche virtuose, intelligenti, per un welfare
moderno, per superare la crisi economica e sociale crescente

IL PAGIANNUNZ NON SI TOCCA | NO TANGENZIALE | COSTRUIREMO NUOVE
PROGETTUALITA' PER VIVERE IL TERRITORIO IN MODO DIFFERENTE | IL
TERRITORIO e' DI CHI LO ABITA E NON DI CHI LO VUOLE DISTRUGGERE
DALL'ALTO con POLITICHE DEVASTATRICI

Le cittadine e i cittadini dell'ASSEMBLEA DEL 2 APRILE 2014.



mercoledì 19 giugno 2013

Pagiannunz Abbiategrasso. Ecologisti a sostegno dei cittadini

Quello che sta avvenendo in queste settimane ad Abbiategrasso in provincia di Milano, desta interesse e preoccupazione, in quanto la contraddizione che si sta sviscerando è paradigmatica della nostra società, volta non solo alla cementificazione selvaggia e all'arricchimento immediato, ma perchè pone importanti questioni "valoriali" su cui la politica ha il dovere e la necessità di interrogarsi.
Per alcuni tratti pare di rivivere il dopoguerra e la corsa al mattone, ma lo scenario è completamente mutato per due evidenti fattori; in primis non c'è necessità di abitazioni, vista l'immensa offerta del mercato immobiliare e i "molti" stabili vuoti, tenuti vuoti di proposito per mantenere elevato il costo degli affitti e degli immobili; quello che in economia viene chiamato "invenzione di scarsità", per mantenere arbitrariamente il prezzo elevato.
Altro fattore particolare è che nonostante una crisi economica diffusa, "esistono" dei fondi che "vogliono" essere investiti in imprese alquanto discutibili che non hanno un ritorno immediato se non quello di essere, appunto, investiti.
La vicenda di Abbiategrasso è paradigmatica per questo, uno dei borghi più belli e suggestivi dell'Est Ticino, rischia di vedersi una colata di cemento nei pressi dell'ex convento dell'annunciata; una zona già martoriata da siti industriali da bonificare che invece di avviarsi alla bonifica, rimangono come reperti dell'industria che fu, senza progetti di recupero e si vuole andare a cementificare anche aree a chiara vocazione agricola.
Gli Ecologisti del Ticino chiedono che si ripeta la procedura di conferenza dei servizi, con il comune di Abbiategrasso, i comuni confinanti, provincia, regione Lombardia e il Parco del Ticino e si ridiscuta la concessione edificatoria a zona commerciale, e ci chiediamo, ancora, dopo le "voci" di moratoria di questi grandi centri commerciali, arrivate ancora 15 giorni fa in occasione del progetto IKEA tra Legnano e Castellanza, come mai, a distanza di nemmeno 50 km, una proposta regionale di moratoria su tutta la regione non trovi riscontro.
Basta ambiguità, è ora di pensare seriamente al futuro dei nostri territori e alla salvaguardia delle peculiarità artistiche, architettoniche, paesaggistiche e culturali che il territorio lombarda offre e valorizzarle per promuovere cultura e turismo, non in vista dei sei mesi di Expo, ma per la vita quotidiana di chi i territori li vive.
Ecologisti del Ticino 

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