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lunedì 18 dicembre 2017

Parco del Ticino. Dai No Tangenziale. L'Europarlamento scrive ai ministeri

dai comitati no tangenziale del parco del ticino

PETIZIONE EUROPEA: EUROPARLAMENTO CHIEDE PROVVEDIMENTI AL GOVERNO ITALIANO E PALAZZO LOMBARDIA.

La petizione europea presentata dai Comitati No Tangenziale del Parco del Ticino e Parco Agricolo Sud, considerata ammissibile e mantenuta aperta dalla Commissione in seguito alla discussione del 11 ottobre 2017, produce i suoi primi atti concreti. In data 7 dicembre Cecilia Wikstrom, presidente della Commissione Petizioni, ha inviato all'Assessorato all'Ambiente, Energia e Sviluppo della Regione Lombardia e al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, una lettera in cui evidenzia come il progetto di strada penalizzi "le alternative di mobilità sostenibile, provochi effetti devastanti sul sistema idrico, sulla biodiversità, l'agricoltura e il paesaggio dei navigli lombardi e della zona del Parco del Ticino. la pessima qualità dell'aria che da decenni affligge la Pianura Padana". La commissione ricorda inoltre le continue violazioni dell'Italia in materia di qualità dell'aria, osservando come il progetto di strada non farebbe altro che peggiorare la già drammatica situazione. Infine chiede provvedimenti che possano "venire incontro alle richieste dei cittadini firmatari della petizione".
Il rischio effettivo, oltre che per la salute dei cittadini, è che l'Italia possa venire nuovamente deferita alla Corte di Giustizia Europea che nel 2012 si era già espressa con sentenza, riconoscendo l'Italia responsabile della violazione della legislazione UE in materia di inquinamento atmosferico per gli anni 2006 e 2007.
Queste le lettere inviate:

martedì 24 marzo 2015

28 marzo Albairate h.9 Coltiviamo paesaggio sradichiamo cemento


seminano traffico le strade
gli aerei ci sbarrano i cieli    F. Leonetti

Articolo de Il Fatto quotidiano

QUEL CAMPO PATACCA NON E' IL VERO GRANO
di Domenico Finiguerra


Un campo di grano da 5 ettari nel centro di Milano. L’abbiamo visto in rete, magnificato ai TG come gioiello agricolo raffinato da Expo 2015 e incastonato nel cuore della metropoli. Poco importa se in contemporanea usciva la notizia che tra gli sponsor dell’esposizione figurassero Mc Donald’s e Coca Cola. Poco importa se quel campo di grano sarà realizzato in collaborazione con una delle multinazionali che controlla il mercato delle sementi. Perché il frumento in città è una notizia.
Non fanno notizia invece le centinaia di ettari di suoli fertili persi dalla provincia di Milano e dalla Lombardia per realizzare la kermesse “nutrire il pianeta”. O quelli che si stanno per perdere a causa di altri progetti inutili che incombono ovunque sulla pianura padana. Dopo la BREBEMI, recentemente usata come campo da calcetto, si vogliono asfaltare le risaie con l’autostrada Broni-Mortara e cancellare i veri campi di grano del Parco del Ticino. Veri campi di grano, seminati con varietà quasi perdute, come quelli che trovate nei pressi dell’agriturismo l’AIA, a Cassinetta di Lugagnano. Con fatica, Massimiliano, Anna ed Enea hanno conquistato, tra mille peripezie burocratiche, l’emancipazione dalle sementi delle multinazionali. Nella loro terra, solcata dai fossi di un reticolo idrico studiato da Leonardo da Vinci e alimentati dall’acqua del fontanile Piatti, producono farina di eccellente qualità da 11 grani antichi selezionati negli anni ’30, grani che restituiscono semi al 99%. Ma se vi fate accompagnare da Massimiliano per vedere le sue gemme pulite, sentirete la sua preoccupazione per il mostro che incombe e la sua determinazione nell’affrontarlo con il movimento #notangenziale. 14 mila firme e 13 anni di battaglie. Una lotta che non si è mai fermata contro un nastro d’asfalto che vorrebbero srotolare sui suoi campi e su quelli di molte altre aziende agricole del territorio.
Canali, filari, fontanili, biodiversità, ed anche reddito per molte famiglie, sono a rischio a causa di un progetto inutile e faraonico: da Vigevano a Malpensa, passando per Abbiategrasso, Albairate, Cassinetta di Lugagnano e Robecco sul Naviglio.
I milanesi le conoscono bene queste zone. Ci vengono a cercare refrigerio d’estate, lungo l’alzaia del Naviglio Grande. Passeggiando e pedalando tra ville del ‘500, del ‘600 e del ‘700. Esiste anche un progetto meraviglioso e davvero virtuoso: navigare tra Locarno e Venezia, sotto ponti esistenti e vie d’acqua storiche, dove sono passate le chiatte cariche per costruire il Duomo di Milano. Sarebbe turismo vero e nuovi posti di lavoro.
Però la politica che conta, o pensa di contare, ha deciso che la vocazione di questa riserva meravigliosa, debba essere la coltivazione di cemento e asfalto. Altro che humus, grani antichi e bellezza. Meglio correre a 130 all’ora verso Malpensa.
Ma anche qui la valle resiste. E si è data appuntamento il 28 marzo alle 9 da Albairate ad Abbiategrasso. Si sfilerà di nuovo: in bici, a piedi, con i trattori. Ci sarà anche Massimiliano. Porterà qualche chilo della sua farina. 
Venite a vedere qual è il vero grano che serve per nutrire il pianeta! www.notangenziale.org 

giovedì 23 ottobre 2014

Agenda 21 est ticino. l'oro non diventi tolla, rispettare le volontà dei cittadini

In questi giorni folli e strani, dove l'Italia è stata commissariata da Expo, o almeno, per quel che riguarda l'esposizione universale del 2015, dove non si capisce come e perchè ci siano tanti interessi per opere inutili e costose; o meglio, si capisce, ma non di questo vogliamo comunicare oggi.

Vogliamo fare solo un po' di memoria storica

Purtroppo abbiamo verificato e constatato che ad agenda 21, presumibilmente per riceverne una ECO benedizione o per dirla all'anglosassone un "GREEN WASHING" (oltre che per la coscienza..), si stanno avvicinando soggetti che poco hanno avuto a che fare in questi anni con agenda 21.
Ci sono state pubblicazioni, ci sono stati convegni, assemblee, molte associazioni coinvolte.
Oggi, agenda 21 dell'est ticino, è cresciuta, nuovi comuni ne fanno parte ma... sanno di cosa fanno parte o necessitano della "medaglietta" dei buoni e sostenibili in vista di Expo? o, escludendo la cogenza del grande evento per fare la "famosa" "pace sociale"?  
(anche nel mondo accademico, quando ci si riferisce alla "pace sociale" viene incluso anche il sistema di relazioni, oltre al consueto capitale lavoro, anche quello, popolazioni locali e ambiente circostante)

Inutile aggiungere parole che potrebbero distrarVi e annoiarVi, mi limito a invitarVi a rileggere quelle che erano le opinioni dei cittadini, schematizzate nel dossier pubblicato nell'aprile del 2009.