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martedì 25 ottobre 2016

Parco del Roccolo. il testo della mozione unitaria votata dai rappresentanti istituzionali il 24 ottobre 2016 a Casorezzo

Storica, a dir poco, assemblea, in quel di Busto Garolfo, dove, in una sala gremita e alla presenza delle rappresentanze istituzionali per un terriotrio di 50 comuni, tra Altomilanese e Magentino Abbiatense, è stata votata all'unanimità una mozione a favore del Parco del Roccolo che è un vero e proprio punto di svolta per le politiche Metropolitane e Regionali.
Grazie a tutti.
A Seguire l'intervento di Gilberto Rossi per gli Ecologisti del Ticino e un video riassunto con l'esposizione dei comitati ambientali di Busto Garolfo e di Casorezzo





Il testo integrale della mozione votata all'unanimità



I Cittadini e i rappresentanti istituzionali dell’Alto Milanese, Magentino e Abbiatense, partecipanti all’assemblea del 24 ottobre indetta dai Comuni di Busto Garolfo, Casorezzo, PLIS Parco del Roccolo e dai comitati territoriali
Preso atto che
La vicenda della Cava di Busto Garolfo-Casorezzo è emblematica perché, ribaltandone il senso può prospettare una via d’uscita dall’attività estrattiva di sabbia e ghiaia (in caduta libera dal punto di vista produttivo) verso lo smaltimento di rifiuti industriali, prospettiva per altro che la stessa Regione ha definito a più riprese ed in sedi autorevoli “non necessaria” visto che la politica del riuso sta coinvolgendo sempre più anche le attività industriali con buoni risultati nel contenimento dei rifiuti.
Considerando che
La domanda “a chi serve, allora, lo smaltimento di rifiuti proposto da SOLTER”rimane inquietantemente sospesa senza risposta, almeno per i Cittadini e le Istituzioni locali.
Convinti che
Questa vicenda possa aprire scenari molto diversi che possono fare davvero la differenza per i territori come Altomilanese, Magentino e Abbiatense nei quali le attività estrattive hanno “tradizionalmente” trovato spazio viste le caratteristiche dei terreni ghiaiosi.
Ritenendo necessario
che il territorio riprenda in mano il proprio futuro per decidere cosa diventare e quali prospettive perseguire.
In coerenza con
la più volte dichiarata valorizzazione del Parco del Ticino e del progetto della Dorsale Verde Nord Milano, affermazioni che non devono essere solo sogni, ma idee per governare il territorio concretamente nel contesto di un’area vasta fortemente antropizzata
Preso atto che
Seppur con un certo ritardo anche Città Metropolitana ha ripreso a Settembre la definizione del nuovo Piano Cave scaduto a giugno di quest’anno e prorogato frettolosamente senza una valutazione di merito per tre anni dalla Regione Lombardia.
Considerando
questa vicenda emblematica come occasione per fare i conti seriamente con questo settore prendendo atto che il Piano 2006-2016 aveva fatto stime di volumi da scavare spropositate rispetto alle reali esigenze produttive, ed è all’ordine del giorno una sua revisione, riducendo in modo consistente i volumi di scavo
Nonché
che Il grande tema del ripristino e del recupero delle aree di Cava ancora non ha trovato una definizione chiara e con tempistiche certe, lasciando i territori interessati sempre in una situazione di incertezza.
Tenendo conto che
fino ad oggi si è dimostrata di corto respiro e di dubbio vantaggio per i territori e la loro salvaguardia la scorciatoia che singole amministrazioni locali pensino di imboccare confidando in convenzioni favorevoli con i cavatori
e
che le stesse attività di cava nel pieno rispetto dei singoli territori, potrebbero trovare spazio nel recupero degli stessi materiali edili.
Certi che
se si vuole davvero non consumare altro territorio (come anche la Regione ha sostenuto in una recente legge) ed affrontare il tema del recupero edilizio nella prospettiva di un progressivo efficientamento energetico, e in quella di immense aree industriali dismesse.
Chiedono con forza che
tutti gli “attori” di questo complesso lavoro di rilancio territoriale e ambientale facciano fare la loro parte: i territori proponendo progetti coerenti vincendo anacronistici campanilismi, Città Metropolitana chiarendo il contesto nel quale questi progetti possono realizzarsi ascoltando le istanze che giungono dai cittadini e dalle amministrazioni locali dell’Alto Milanese, Magentino, Abbiatense aprendo con esse un tavolo di confronto, la Regione sostenendo questo progetto con normative coerenti nonché con adeguati  finanziamenti.
Rigettano quindi in toto il progetto SOLTER nel sito ATEg11(Cave di Casorezzo) 
sostenendo i ricorsi presentati sia dai Comuni di Busto Garolfo e Casorezzo, Parco del Roccolo, sia dai comitati locali, come primo passo necessario di un modo nuovo e coerente di affrontare le tematiche territoriali


giovedì 25 agosto 2016

Dopo il terremoto. LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI SAURO TURRONI (Verdi)

riceviamo e volentieri pubblichiamo

DOPO IL TERREMOTO - LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI SAURO TURRONI (VERDI) ex parlamentare ed ex Presidente della Commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera : “Metta l’Italia in catene e investa in sicurezza e lavoro”.
Signor Presidente,
intendo manifestarle il mio apprezzamento per l’impegno che sta dimostrando in questa gravissima circostanza e con l’intento di collaborare e dare il mio contributo, sento il dovere di farle presente alcuni problemi insiti in talune decisioni riguardanti i temi dell’edilizia e della ricostruzione che dovrà prendere in breve tempo .
Lo faccio come cittadino, volontario in tanti terremoti, componente le squadre tecniche di valutazione della vulnerabilità degli edifici, come urbanista e pianificatore e come ex parlamentare, relatore di molti provvedimenti di ricostruzione post terremoto, componente la commissione del Belice, come politico che si è battuto contro la deregulation urbanistica ed edilizia e contro i condoni.
In queste ore convulse molte voci si stanno alzando chiedendo interventi per la prevenzione, senza essere poi in grado di suggerire soluzioni applicabili e concretamente capaci di coniugare i problemi delle risorse con la natura e le caratteristiche del patrimonio edilizio su cui si deve intervenire.
Le propongo di fermare per sempre l’industria delle catastrofi che dietro il paravento del costo troppo alto per gli interventi di prevenzione approfitta per mantenere le cose come stanno per lucrare nella ricostruzione, negli interventi emergenziali e in tutto ciò che consegue ogni evento calamitoso.
L’Italia è un paese fragile ed altrettanto fragile è il suo patrimonio edilizio, in gran parte tirato su alla meglio, dalla speculazione selvaggia degli anni del boom e dall’abusivismo. Negli anni, purtroppo progressivamente, in nome della semplificazione e della accelerazione delle procedure, è stato di fatto eliminato ogni controllo o verifica e gli interventi sono stati effettuati spessissimo senza tenere in alcun conto la scienza e l’arte del costruire, da maestranze improvvisate e da tecnici con pochi scrupoli.
Da oltre 25 anni, con costanza, ho richiamato l’attenzione dei Governi a pratiche efficaci ed economicamente sostenibili in grado di garantire la sicurezza senza perdere le caratteristiche e la qualità architettoniche o storiche degli abitati da rendere sicuri e nello stesso tempo ai vantaggi in termine di occupazione che gli interventi proposti sono in grado di fornire. A cominciare dalle attività di valutazione della sismogeniticità dei territori e della individuazione delle zone omogenee di rischio e da un rilevamento generalizzato del rischio connesso alle condizioni degli edifici.
“Mettiamo l’Italia in catene” è il titolo di una relazione ad un convegno sulla occupazione che svolsi giusto 25 anni fa e intendo riproporlo anche oggi.
Molti in queste ore ripetono che si dovrà effettuare il consolidamento antisismico degli edifici ; è una affermazione solo parzialmente giusta, le risorse necessarie sono troppo grandi per rendere antisisismica l’Italia, è sufficiente come dicevo anzi, “metterla in catene”, intervenendo con opere leggere, le catene appunto, che aumentino la capacità delle strutture edilizie di resistere ai sisma, magari subendo dei danni nei casi più gravi, ma evitando i lutti che ora colpiscono così drammaticamenteil Paese.
Il proposito annunciato recentemente di far ripartire l’economia favorendo gli interventi edilizi può trovare in questo obiettivo l’occasione migliore per ottenere risultati apprezzabili.
A lei, Presidente, molti riconoscono coraggio e capacità di intervento al di fuori degli schemi consolidati : ebbene colga questa indicazione, promuova concretamente la prevenzione, individuandola come un grande investimento anche in lavoro e occupazione, la indirizzi almeno nei confronti di tutto il patrimonio edilizio costruito prima del 1945, mettendo così al sicuro la ricchezza più importante del nostro Paese, la sua identità culturale e la sua memoria storica.
Tenga conto che per gli interventi che suggerisco l’incidenza del costo del lavoro sul totale del costo dell’investimento è molto alta, pari almeno al 43% .
Il patrimonio edilizio costruito prima del ’45 è stimato in 513 milioni di metri cubi, il costo medio per il tipo di intervento proposto può essere valutato in 800mila Euro /100.000 mc di edificato esistente. Si tratterebbe di un investimento globale di 4 – 4,5 miliardi di Euro, certamente strategico e alla portata di un grande Paese come il nostro.
Si dovrebbe adottare un livello di intervento semplice, ma in grado di conservare l’edificio e di garantire la sicurezza degli abitanti e soprattutto di poco costo, a bassissimo consumo di materiali ed energetico e con ridotti impieghi di tecnologie, riducendo sensibilmente la vulnerabilità degli edifici.
Infine, Presidente, la prego di tenere in maggior conto, nelle riforme che ha in mente riguardanti la semplificazione in materia di costruzioni, che essa non può prescindere da attente e rigorose valutazioni riguardanti i luoghi e le condizioni degli edifici, la loro esposizione ai rischi sismico, geologico, idrogeologico ecc, le modalità con cui sono avvenuti le progettazioni, le autorizzazioni e i controlli, la vulnerabilità di ciascuna costruzione, la sua capacità di essere ampliata o trasformata in sicurezza. Non farlo si scontrerebbe con le drammatiche evidenze di queste ore.
Gli edifici devono essere progettati, autorizzati, realizzati e controllati con rigore. Abbiamo già pagato e sacrificato troppo alla deregulation e al pessimo modo in cui si è edificato in Italia.
Le raccomando un’ultima cosa signor Presidente : i paesi crollati sono luoghi identitari, rappresentano vicende, lavoro, cultura e storia di popolazioni che hanno ora più che mai l’esigenza di ricostruire ciò che hanno perduto . Non consenta che con il lodevole intento di dare velocemente risposte alle persone colpite si cancelli il loro passato e i luoghi dove hanno vissuto. Faccia ogni sforzo per conservare i paesi e le città così pesantemente colpite, ricostruendo ogni edificio. Gli elementi di conoscenza e le capacità tecniche ci sono, si tratta di metterle in azione senza perdere tempo, recuperando allo Stato quel ruolo di guida e comando che lasciato a Regioni e realtà locali non ha saputo dare i risultati attesi.
Signor Presidente, le dico francamente di non condividere molte delle sue azioni politiche, ma “my country, right or wrong “ è il principio che ha sempre guidato la mia azione e perciò con lealtà le offro queste mie considerazioni nella speranza che possano esserle utili per le decisioni che dovrà assumere nelle prossime ore e giorni.
Sauro Turroni
Forlì, 25 agosto 2016

mercoledì 24 agosto 2016

LA SOLIDARIETA’ DEI VERDI ITALIANI CON LE POPOLAZIONI TRAGICAMENTE COLPITE DAL TERREMOTO

LA SOLIDARIETA’ DEI VERDI ITALIANI CON LE POPOLAZIONI TRAGICAMENTE COLPITE DAL TERREMOTO
( Roma – 24 agosto 2016 )
I Verdi italiani esprimono la loro commossa solidarietà con tutte le popolazioni del Centro Italia colpite dal devastante terremoto di questa notte, in particolare nelle province di Rieti e di Ascoli Piceno, dove sono stati gravissimamente danneggiati soprattutto i comuni di Amatrice, Accumoli, Arquata e la frazione Pescara del Tronto, nel Lazio e nelle Marche, ma anche in Abruzzo e nell’Umbria.
Purtroppo si registrano decine di morti e molti altri feriti, con interi paesi completamente distrutti. 
I Verdi italiani esprimono il loro dolore per le vittime e la loro vicinanza ai familiari e a tutti i cittadini delle zone terremotate, insieme ai loro amministratori e a tutto il tessuto sociale, economico e produttivo.
I Verdi italiani ringraziano tutte le forze della protezione civile, che si sono immediatamente mobilitate insieme al volontariato e agli organi dello Stato, delle Regioni e dei Comuni interessati.
Ci auguriamo che in tutta Italia si sviluppi la massima solidarietà, dimostrando una autentica unità nazionale di fronte a questa tragica emergenza, come tante altre volte è purtroppo accaduto in passato in occasione dei precedenti terremoti, negli ultimi anni in Emilia Romagna e in Abruzzo, soprattutto a L’Aquila.
Federazione dei Verdi italiani


domenica 24 luglio 2016

Per il Parco del Roccolo, anno 0. siamo ancora qua.

Buon giorno e buona lettura a tutti.
Purtroppo una notizia divulgata venerdì 22 luglio attorno alle 18, ha scatenato analisi da mercato; per nulla ponderate, ancor meno fondate.
Tutti a gridare "al lupo al lupo", senza sviscerare e analizzare la questione; certo, la complessità pare elevata, soprattutto se ci si affida a campane "interessate a confondere" e a "ambigui proclami".

Ma andiamo per ordine;
1. soggetto. una autorizzazione che per legge deve essere espressa e data da "Milano Città Metropolitana", il nuovo ente che ha sostituito la Provincia di Milano; ente che vede il proprio Governo nominato e votato solamente dai Consiglieri Comunali e non dai cittadini; in politologia si definisce "elezioni di secondo livello".

lunedì 20 giugno 2016

Ballottaggi 2016. I VERDI decisivi!

Napoli  eletto Sindaco De Magistris
con i Verdi al 3,1% e due consiglieri comunali eletti

Bologna eletto Sindaco Virginio Merola
con i Verdi che dopo la corsa solitaria a Sindaco di Matteo Badiali, han trovato un accordo e con l'1,51%, e in compagnia di 4 liste civiche e del PD conquistano il 54,64% dei voti

Elezioni storiche che a livello nazionale decretano la fine della destra nelle sue varie sfaccettature, pensando a Roma e Torino, dove il ballottaggio ha visto centrosinistra contro il movimento 5stelle.

E' in corso una ridefiizione dello spettro politico,
le tematiche ambientali sono al centro della vita pubblica, ma non ancora del dibattito politico per gli ovvi motivi che riassumiamo con un semplice dato accademico; dove c'è libertà di stampa i Verdi sono (diventano) forza di governo e crescono nei consensi; essendo l'Italia al 77° posto, le difficoltà son palesi; idem per la cosidddetta "politica dei grandi disastri" (si pensi alla Val Susa, dove i Verdi si attestavano attorno al 40%) che comporta grandi menzogne, grandi bugie e grandi censure; ma questa è una storia nota.

Da questa tornata elettorale i Verdi imparano che dove hanno la volontà di presentarsi sono determinanti e, anche senza eletti, hanno, in ogni contesto, il merito di sviluppare il dibattito pubblico e portare la consapevolezza ambientale ed ecologica (troppo spesso declinata da piazzisti della politica come green washing, e non come insieme di policy e soluzioni)

Rimane l'amaro in bocca per il mancato accorpametno del Referendum sulle trivellazioni del 17 aprile scorso; alla luce dell'affluenza di questa tornata amministrativa il 30% degli elettori, i 15.000.000 di Italiani che si sono recati alle urne per una nuova politica energetica, è un dato incredibile e importantissimo.



lunedì 23 maggio 2016

Alexander Van der Bellen (Verdi) eletto presidente dell'Austria

i Verdi del Ticino si complimentano con Alexander Van der Bellen per questo risultato straordinario che segna una nuova stagione politica per l'Europa; nel momento della difficoltà il popolo austriaco ha saputo raccogliere la sfida e oltre a dare un chiaro segnale positivo per una nuova visione e interpretaizone ecologista dlela politica austriaca, anche per fermare la destra.

rassegna stampa

giovedì 12 maggio 2016

sabato 14 maggio h.10 Casorezzo Corteo Antidiscarica

dalla pagina fb del comitato
https://www.facebook.com/NODISCARICAAMIANTOINCAVABUSTOGAROLFOCASOREZZO
L'approvazione della discarica di rifiuti speciali è un pericolo concreto. Abbiamo poco tempo e se sarà autorizzata correremo rischi x la salute ed economici (valore delle case a picco). Per questo Sabato 14 maggio ore 10 corteo antidiscarica. Da piazza San Giorgio di Casorezzo sino al presidio (se pioverà si andrà direttamente al presidio). Dobbiamo muoverci compatti e dire NO. Partecipa anche tu con la tua famiglia e diffondi la notizia. Invia questo messaggio ai tuoi contatti. L'unione fa la forza.





Gli Ecologisti del Ticino sostengono le iniziative del comitato e invitano a partecipare