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mercoledì 22 gennaio 2014

Una schifezza chiamata Via d'Acqua: il film non cambia.

diamo pubblicazione del comunicato stampa della rete dell'Attitudine noexpo in seguito agli ultimi incontri e alle falsità che stanno già girando on line
Una schifezza chiamata Via d'Acqua: il film non cambia.
Lo dicevamo nel 2008 quando Milano si è aggiudicata Expo, l'abbiamo ripetuto in questi cinque anni, lo diciamo con ancora più forza oggi supportati dalle schifezze che giorno dopo giorno spuntano davanti ai nostri occhi: Expo 2015 è un evento nocivo che genera debito, cemento e precarietà, che utilizza poteri speciali per imporre le sue decisioni, che alimenta le mafie criminali e politiche.
La Via d'Acqua è il caso da manuale che sintetizza le nefandezze di Expo: un'opera inutile, dannosa, costosa, nociva, calata dall'alto senza tenere minimamente in considerazione il contesto paesaggistico e umano dentro cui voleva inserirsi.
La rete dell'Attitudine No Expo si è opposta fin da subito a questa patacca venduta come oro: nel 2008/2010 quando ancora si usava il plurale "le Vie d'Acqua" e il sogno era quello dei canali navigabili della "Milano come Venezia", e nel 2012 quando i signori di Expo sono stati costretti a dirottare verso una più modesta "Via d'Acqua" al singolare. Modesta ma altrettanto nociva.
Come rete No Expo siamo stati parte della lotta parco-per-parco di questi ultimi quattro mesi dentro al percorso del comitato No Canal. Abbiamo portato il nostro contributo critico e informato sul mega-evento del 2015, avendo ben chiaro che l'orizzonte della lotta andava ben oltre i parchi devastati dalla Via d'Acqua. Quei parchi per noi sono l'equivalente delle case attraversate dall'autostrada Rho-Monza a Paderno Dugnano, sono il parco della Lura danneggiato dalle vasche anti-allagamento del sito di Expo, sono i terreni agricoli rovinati per sempre dalla Teem, sono le ultime fattorie del nord-ovest milanese sfrattate dal mege-evento, e potremmo andare avanti ancora per un bel po'. C'eravamo all'alba del 10 dicembre quando insieme a decine di cittadini del gallaratese abbiamo fermato la ruspa di Expo dentro al parco Trenno, eravamo in mezzo al fiume blu che ha abbattuto le reti arancioni come un fiume in piena in una assolata domenica pomeriggio, c'eravamo ai volantinaggi ai mercati e ai presidi davanti a Palazzo Marino e alla sede di Expo.
Ora l'assemblea del comitato No Canal ha deciso con un voto a maggioranza di accettare le modifiche al tracciato proposte da Expo Spa, Comune di Milano ed MM sui soli parchi di Trenno e Pertini, con una logica più simile a una trattativa sindacale che a una lotta popolare.
Avere costretto il gigante Expo a rivedere un po' dei suoi programmi è sicuramente un risultato apprezzabile e che dimostra, ancora una volta, che solo la lotta e la partecipazione critica possono portare a dei risultati. Ma proprio per questo non possiamo accontentarci ed essere complici della realizzazione di un'opera e di un evento che mantiene tutte le nocività iniziali: lo sperpero di soldi pubblici, 89milioni di euro per la Via d'Acqua e oltre 10 miliardi per Expo, il danneggiamento dei parchi dentro cui entreranno le ruspe per sotterrare il tubo, l'uso disinvolto dei poteri speciali del commissario che ha declassato il livello degli inquinanti per cercare di aggirare le bonifiche, il ricatto di via Quarenghi dove la bonifica dell'area è stata condizionata alla realizzazione del canale, i lavori affidati a una ditta già sotto indagine per altri lavori in giro per l'Italia. Come possiamo tornare nelle nostre case sapendo tutte queste cose? Come possiamo stringere accordi al ribasso con chi confonde partecipazione con imposizione e propaganda?
Expo 2015 è un castello di carta che prometteva Vie d'Acqua e Vie di Terra e oggi ripiega, smentendo se stesso, su un canale semi-interrato come una fogna qualunque.

Noi siamo e saremo No Expo e No Canal, agendo da No Expo e No Canal. E siamo sicuri che incroceremo di nuovo le centinaia di persone conosciute in questi mesi, accordo o non accordo. Ci si rivede nei parchi: tra ruspa e albero sappiamo da che parte stare.




martedì 14 gennaio 2014

Buon compleanno Parco del Ticino! Magenta 13 1 2014

Magenta  teatro Lirico
prima iniziativa di celebrazione per i 40 anni del Parco del Ticino
un po' di foto e gli Eco Auguri per il Parco del Ticino, ricordando la "volontà" originaria di costituzione del Parco del Ticino
VIDEO parco del ticino 40 anni e non sentirli

















domenica 12 gennaio 2014

Riscatto mediterraneo Gianluca Solera a Monza

Monza  sabato 11 gennaio 2014
importante iniziativa promossa dal circolo EcoCivico di Monza e Brianza, in occasione delle primarie europee e della presentazione del libro di Gianluca Solera "Riscatto mediterraneo"

VIDEO Riscatto mediterraneo di Gianluca Solera




la "coda" per il voto alle primarie


giovedì 9 gennaio 2014

Fuori le lobby delle armi dal consiglio regionale lombardo

Gli Ecologisti del Ticino - VERDI condividono la protesta dei consiglieri regionali del movimento 5 stelle e anche gli interventi di "buon senso" dei consiglieri del "patto civico"
ecco i video degli interventi di Silvana Carcano 

e di Lucia Castellano del "patto civico"

alcune immagini del consiglio regionale








sotto l'articolo di VareseNews
http://www3.varesenews.it/lombardia/m5s-lombardia-protesta-in-aula-contro-l-esportazione-di-armi-279251.html

Dura protesta dei consiglieri regionali di M5S Lombardia che, nel corso del Consiglio regionale di 
oggi, hanno indossato magliette ed esposto cartelli con la scritta “Fuori le lobby delle armi dal Consiglio regionale, no all’esportazione di armi” contro lo snellimento delle pratiche burocratiche per l’esportazione di armi. L’idea di favorire il commercio di armi da fuoco prodotti in Lombardia è stata portata all’attenzione dell’aula consiliare con una mozione presentata dalla Lega Nord e dalla Lista Maroni Presidente e sostenuta dai capigruppo di Forza Italia, NCD, Fratelli d’Italia e Pensionati e da Corrado Tomasi del PD. La Maggioranza ha approvato la mozione con il voto contrario di M5S.
Giampietro Maccabiani, consigliere del Movimento 5 Stelle, dichiara: “Il commercio delle armi cosiddette "civili" è in crescita, i fatturati aumentano, chiediamoci perché. Perché i conflitti sono in continuo aumento. Più armi da fuoco produciamo, più conflitti e repressione dei governi ci saranno. Un circolo vizioso che dobbiamo spezzare. Diciamo no a qualunque tipo di favore o sburocratizzazione ai commercianti di armi. La mozione ha un chiaro interesse lobbistico che va a favorire chi costruisce strumenti di morte. Il Movimento 5 Stelle ha enorme interesse a difendere il lavoro utile e il commercio utile, ma non il mercato delle armi che va disincentivato in tutti i modi. E i regolamenti europei vanno rispettati.
Questa mozione, che chiede che la regione intervenga presso il Governo per sburocratizzare e quindi favorire il commercio di armi, è chiaramente scritta per favorire le lobby degli armigeri e non va nella direzione di fare gli interessi concreti della collettività e i cittadini. Per noi chi produce armi avrebbe bisogno di maggior controllo e burocrazia, altro che di favori. Una mozione totalmente fuori luogo, in quanto chiede di intervenire per modificare normative nazionali di recepimento di un regolamento comunitario, ma, come tutti dovrebbero sapere, i regolamenti vanno applicati come sono e non ci sono normative di recepimento, come per le direttive. Quindi chiede il nulla! Ci piacerebbe sapere che cosa direbbe il Cardinal Scola, invitato da questo consiglio, di questo atto ignobile”.
Silvana Carcano, consigliere del Movimento 5 Stelle, aggiunge: “Le armi portano violenza e guerra e finiscono per essere vendute in paesi repressivi. Armi per uso civile bresciane sono state trovate in Siria. Sappiamo bene per che cosa sono utilizzate. Il commercio di armi favorisce il prolungamento dei conflitti, promuove la cultura della violenza e contrasta i processi di pace. Il settore della vendita di armi è impregnato di corruzione. La casta a sostegno della mozione, dice di voler sostenere il lavoro. Perché in Consiglio non si è chiesta la sburocratizzazione di settori come il turismo o il non profit? Questa mozione è un inchino alle lobby delle armi”. Carcano, annunciando il voto contrario di M5S alla mozione, ha ricordato il caso giudiziario dell’ex Consigliere Prosperini accusato di “esportazione illegale di materiali d’armamento” (http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2012/04/24/702568-prosperini_chiuse_indagini.shtml) e chiesto un passo indietro alla Casta “che crede nella pace solo per riempirsi la bocca”. Carcano conclude: “Non ci ha sorpreso la spaccatura del PD regionale che ha votato in parte a favore e in parte contro la mozione. Tomasi ha espresso tutto il suo amore per le armi in un aulico discorso a favore della loro costruzione definendo la protesta del Movimento 5 Stelle una sceneggiata demagogica. Peccato che sulla cultura della pace il Partito democratico abbia dato testimonianza di pericolosissimi cedimenti”.

martedì 7 gennaio 2014

Parco del Roccolo. Dopo la Ragione, anche la Regione è con i cittadini

Dopo la Ragione, anche la Regione è con i cittadini
Le ragioni dei cittadini, ampiamente argomentate in questi anni in tantissimi incontri pubblici, dove sono state evidenziate le criticità per la salute, sia degli umani che delle galline, trova finalmente un unanime consenso anche nel Consiglio Regionale.
Una battaglia di civiltà e di evoluzione oggi ha raggiunto un importante traguardo.
Consapevolezza alimentare, tutela del territorio e stop al consumo di suolo.

Comunque, visti i precedenti, non abbassiamo l'attenzione.

Ecologisti del Ticino

(video) Parco del Roccolo 7 1 2014 reg. Lombardia

http://www.youtube.com/watch?v=BAxxYpGjQaI





domenica 5 gennaio 2014

Monica Frassoni appello per un Europa dei Diritti e della Partecipazione

Siamo lieti e felici di ospitare l'intervento della Co Presidente dei Verdi Europei  MOnica Frassoni, molti di voi (spero tutti) la ricorderanno per il prezioso aiuto di qualche anno fa per il nostro fiume e per i depuratori in località "sant'Antonino", oltre che per le preziose collaborazioni col Comitato No Tangenziale e per la Qualità dell'aria.
Intervento di Monica Frassoni sul Manifesto del 5/1/14 - 
Il 21 dicembre scorso, il Manifesto ha ospitato l’appello “Invertire la rotta” http://ilmanifesto.it/invertire-la-rotta/ di un gruppo di eminenti intellettuali tra i quali Stefano Rodotà e Guido Rossi, che auspica un deciso cambio di rotta delle politiche europee e in particolare la non applicazione dell’obbligo del pareggio di bilancio previsto dal fiscal compact; appello meritorio, perché nel fumoso dibattito italo-italico cerca di riportare l’attenzione sull’importanza delle politiche europee; qualche giorno dopo, Michele Salvati, sul Corriere del 29 dicembre si è chiesto se quell’appello sia “utile ed educativo” in quanto, concentrandosi solo sulle politiche europee e non sulla necessità di intervenire con delle riforme interne per rimediare ai mali nazionali, lascia fuori una parte assolutamente cruciale dell’azione utile per  uscire dalla crisi.
Io penso che sia l’appello che l’osservazione di Michele Salvati contengano punti importanti; ma entrambe hanno il limite di non indicare quali siano le conseguenze in termini di azione politica che bisogna trarre da entrambi gli approcci. A mio parere, Michele Salvati quando sostiene che le politiche europee siano tutto sommato lontane dalle riforme di cui si discute in Italia, sottovaluta l’impatto devastante che hanno le politiche sbagliate  della UE a maggioranza conservatrice e la crescente sfiducia e delegittimazione del progetto europeo sulla nostra ripresa economica e sociale. E i firmatari dell’appello prendono in considerazione solo una parte del problema e soprattutto non dicono che l’uscita dalle politiche di austerità “non cade dal cielo”, ma può solo derivare dal cambio delle maggioranze politiche che oggi governano l’Europa; prime fra tutte le maggioranze del Parlamento europeo e della Commissione. Se alle prossime Europee del 25 maggio 2014, si eleggerà un Parlamento nel quale sarà necessaria una “grosse Koalition” permanente, a causa della presenza ingombrante di forze politiche anti-europee e totalmente inutili nella definizione di politiche positive e dall’ulteriore ridimensionamento di quelli che Barbara Spinelli chiama “gli europeisti insubordinati”, dai federalisti presenti in ogni partito, ai Verdi, a parte dei Liberali e della Sinistra unitaria, possiamo stare sicuri che assolutamente nulla cambierà e l’UE continuerà a essere irrilevante quando non controproducente per la soluzione della crisi. Quindi, gli appelli sono degli utilissimi “promemoria” e il giusto monito sulle responsabilità nazionale è davvero importante. Ma lo sarà ancora di più la capacità dei partiti, delle associazioni, della società civile, degli intellettuali e dei media pro-europei di fare della prossima campagna elettorale non un referendum tra forze nazionali, ma un momento di confronto sull’Europa che verrà.
Io penso davvero che in questo momento società politica e civile non abbiano ancora davvero capito che cosa si rischia, senza una grande mobilitazione a favore di un’Europa capace di investire in attività industriali sostenibili e in nuovi lavori verdi invece che in infrastrutture inutili o carrozzoni malridotti di un’economia decotta; pronta a riprendere con decisione in mano i grandi casi di violazione sistematica delle regole europee in materia di ambiente come la Terra dei Fuochi, l’ILVA o la Caffaro; o a eliminare le ambizioni di multinazionali come l’ENEL, l’ENI, EDF o EON di ammazzare lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, facendoci tornare al petrolio, al carbone al gas, con l’appoggio di Ministri compiacenti come Zanonato.  Un’Europa forte e fiera anche perché capace di rappresentare un vero scudo contro derive autoritarie come in Ungheria, corruzione e malaffare in Italia, Bulgaria o Romania, nazionalismi velleitari e incapaci di risolvere i problemi, come in Francia e in molti altri paesi.  
Un’UE che sa essere un porto sicuro, anche se temporaneo, per chi fugge dalla guerra. 
E, naturalmente,  capace di realizzare una vera Unione bancaria, mettendo in minoranza la Merkel e separando le attività speculative da quelle di credito del settore bancario.
Insomma, per uscire dalle politiche europee dell’austerità non serve uscire dall’euro, bisogna cambiare chi governa nella UE con il voto popolare. E’ possibile. Basta non cedere all’idea che abbia già vinto chi ha deciso che cavalcare la pancia anti-tutto e quindi anche anti-Bxl sia facile e redditizio. O che l’astensionismo non sia più arrestabile.
In Italia, c’è una condizione urgente e necessaria per facilitare questa mobilitazione: cambiare la legge elettorale europea riducendo dal 4% al 2% la quota di sbarramento voluta da Veltroni e da Berlusconi a pochi mesi dalle elezioni del 2009.  Come giustamente sostiene la Corte costituzionale Tedesca che ha eliminato lo storico sbarramento al 5% per le elezioni europee, ridurre la rappresentatività del PE rappresenta un grave ostacolo alla sua legittimità.  Se, anche per come funziona il sistema mediatico ed il finanziamento della politica in Italia,  solo Forza Italia, PD e Grillo manderanno rappresentati a Bruxelles, non solo si allargherà il fronte anti-UE nostrano e l’astensione,  ma si perderanno voti importanti di forze politiche che potranno contribuire al cambio di rotta e impedire la “grosse Koalition” europea, garanzia per un disastroso “business as usual”.
Faccio perciò anch’io un appello, a tutti coloro che oggi pensano che l’Europa non sia da smantellare ma da cambiare: convinciamo il Parlamento italiano a mettere mano con urgenza alla legge europea. E’ ancora possibile: nel 2009, si decise di cambiare la legge in febbraio. Questo sarebbe un primo, importantissimo passo non tanto per garantire questo o quel partitino, ma per favorire l’emergenza di un largo fronte democratico decisamente contrario alle politiche di austerità europee, ma anche risolutamente convinto che il futuro dell’Italia non può che essere in un’Europa democratica e forte.

sabato 4 gennaio 2014

Lager di Galline? no grazie. il 7 gennaio in regione.

Anno nuova, vita vecchia, recitava un vecchio adagio..
ma gli abitanti di Busto Garolfo, Canegrate, Arluno, Casorezzo e dei comuni limitrofi, oltre a tutti gli animalisti lombardi, non intendono "adagiarsi"
ancora promesse e promesse, e strani giochi
dopo che il territorio si è espresso, coralmente e in mondo unanime in maniera contraria a questo scempio, e, diciamolo, dopo aver risvegliato dal "sonno della ragione" anche tanti ignari e dormienti cittadini
finalmente il giorno dopo la befana arriva in consiglio regionale  una "mozione" protocollata il 28 aprile 2013; attenti alla data, 28 aprile 2013, ricordiamola.
perchè, come potete vedere al link sotto, viene presentata dai "leghisti della lista civica per Maroni" il 28 novembre 2013 e messa in "annunciata" solo il 3 di dicembre del 2013
http://www2.consiglio.regione.lombardia.it/wai/PALCO/politica/scheda_atto.php?tipoAtto=MOZ&numAtto=144&id=f201c42e-3f7e-4576-b3f7-d43ded585fe2
scaricando l'allegato, nellìultima pagina si vede la data

meglio tardi che mai, pensiamo anche noi Verdi, ma ci pare quantomeno "dubbioso" questo ritardo, soprattutto, considerando le polemiche che si sono succedute e che abbiamo documentato in questo anno, soprattutto in merito al PGT di Busto Garolfo, come da Video, dove viene votata una Mozione da tutti i consiglieri comunali di Busto Garolfo, contro questo insediamento
http://www.youtube.com/watch?v=_hKiHl2glNY

bene, siamo fiduciosi e speriamo che martedì sera, tutti noi, potremo tirare un sospiro di sollievo per il nostro amato PARCO DEL ROCCOLO, però, si un però rimane, questo cosa significa? che un progetto di queste dimensioni potrà venire ripresentato in altri PLIS Parchi Locali di Interesse Sovracomunale?
Vogliamo capire cosa significa la dicitura PLIS

Da un anno nel territorio si sta valutando con alcuni amministratori locali sensibili e molti cittadini senza sfumature politiche, come tutelare maggiormente il nostro territorio; ricordiamo, anche il "censimento del cemento" per porre fine alla svendita del nostro territorio e alla conseguente svalutazione degli immobili già esistenti e il numero elevatissimo di case vuote e di capannoni vuoti.

Anno nuovo, speriamo che cambi il vento, e ci porti aria fresca e, urliamolo, basta cemento.

Un insolito comunicato stampa, come insoliti sono stati i giochetti che abbiamo dovuto sopportare fino ad oggi.

Gli Ecologisti del Ticino e la Federazione dei Verdi sono ancora a fianco dei cittadini, in difesa della qualità della vità, di tutti gli esseri viventi e dei nostri parchi.

Cogliamo l'occasione per porgere Cordiali e Distinti Saluti e augurare un Anno di Pace, Serenità e Giustizia come da messaggio del nostro Consigliere Nazionale Federale nel corso della Marcia della Pace di Corbetta del 1° Gennaio

Ecologisti del Ticino  Verdi dell'Est Ticino


mentre stiamo per pubblicare questo post
ci viene segnalato " una proposta firmatari della Lega per di favorire e incrementare la esportazione di aziende produttrici di armi (bresciano) in crisi!!!!"
e anche la posizione del PD
DAL PROFILO fb di Fiorello Cortiana, una battuta che riassume i nostri tempi:

Lombardia, consigliere regionale PD Tommasi con ODG della Lega:
"Semplifichiamo la vendita delle armi". E' bresciano e in Val Trompia si produce impiego con le fabbriche d'armi. Ecco perché non ha fatto passi avanti la Proposta di Legge che avevo presentato dopo la strage di via Carcano a Milano fatta dall'omicida/suicida Caldederini con armi regolarmente denunciate. Occorrono controlli psico attitudinali e l'incrocio di informazioni su chi detiene armi, è un impegno di tempo dovuto verso tutta la società che diviene potenziale bersaglio dell'impazzimento del detentore legale. 
Semplice Tommasi,no?


e ora gli auguri da Corbetta durante la Marcia della Pace e sotto il link del video con tutti gli interventi
(p.s. i video di COERENZAETRASPARENZA you tube, "stranamente" non vengono "integrati" nel blog con l'immagine, ma precisiamo che sono sicuri e senza virus, Grazie dell'attenzione)
VIDEO Corbetta gennaio 2014 per la Pace tutti gli interventi