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domenica 29 dicembre 2013

La terza dimensione di Expo: la materialità del cemento




La terza dimensione di Expo: la materialità del cemento


Un anno vissuto con l'attitudine noexpo non si divide in giorni e mesi, ma in piccoli o grandi momenti. 
Per questo ci sembra opportuno riprendere parola a fronte degli eventi così significativi come quelli delle ultime settimane: i primi cantieri dentro il perimetro della città di Milano, la risposta decisa e contraria dei quartieri cantierizzari, l'imbarazzo e i silenzi della Giunta Pisapia, lo stop dei lavori e delle ruspe, lo stato di solitudine della popolazione nei confronti degli interessi privati, la partecipazione attiva come strumento per ottenere risultati. Il comunicato che segue cerca di unire i puntini del nostro calendario alla luce di questi eventi. Buona lettura, ci vediamo tra Trenno e Baggio ai primi di gennaio.


A cinquecento giorni dall'apertura dei cancelli EXPO 2015 ha aperto cantieri anche dentro la città di Milano. Dopo anni di retoriche pro-evento, in cui la propaganda di Expo come volano per il rilancio dell'economia lombarda e nazionale è entrata in modo capillare nei discorsi pubblici delle principali cariche dello Stato e delle Istituzioni, l’apertura dei primi cantieri cittadini, tra piazza Castello, la Darsena e i parchi del nord-ovest milanese (parco di Trenno, delle Cave, Pertini), deve essere annotata come un passaggio decisivo: stiamo assistendo alla trasformazione delle infinite narrazioni expottimiste in cemento. Ed è proprio la materialità irreversibile del cemento -trasformando alcuni parchi cittadini in piccoli giardini di quartiere grazie al progetto della Via d'Acqua- che ci permette di toccare con mano le nocività insite nel progetto, a scapito del tema ufficiale della manifestazione (“Nutrire il pianeta – Energia per la vita”). 

Sono stati anni in cui la retorica della grande promessa di Expo2015 e il parallelo sgretolarsi dell’immagine trionfale del grande evento (fenomeno dovuto a incompetenze, stupidità e alleanze con settori della criminalità organizzata, che hanno causato spreco di denaro pubblico e ritardi anche imposti dalla magistratura) non sono riusciti a suscitare l'interesse della popolazione. Il commissario con incarichi speciali Sala, il capo del governo Letta, il sindaco Pisapia, Confindustria, le sigle dei commercianti e tutti i loro partner non aspettavano altro. Da qualche settimana invece sta accadendo qualcosa, 
le persone si stanno interessando davvero e partecipano, ma diversamente da come molti si sarebbero aspettati. Ve li citiamo caso per caso, suggerendo a chi legge di mantenere un'ampia prospettiva di indagine e di analisi. Ieri la Martesana e l'est milanese per fermare la TEEM, oggi il parco di Trenno per fermare la Via d'acqua: se ci fermassimo all'elemento localistico perderemmo di vista il quadro complessivo e, con questo, gli strumenti più affilati con cui abbiamo costruito in questi anni l'opposizione a EXPO 2015 (dalla scomposizione del grande evento nelle tre direttrici "debito-cemento-precarietà", alla creazione e scrittura di "Expopolis" come gioco e poi come libro, con tutto quello che ci sta in mezzo e che verrà).

Partiamo allora dal caso della mobilitazione che negli ultimi due mesi ha interessato la difesa dei grandi parchi della periferia nord-ovest (Trenno, Cave e Pertini), contro il progetto della Via d’Acqua: il primo vero fronte caldo che si è aperto in città dichiaratamente contro Expo, che ha visto la partecipazione dei cittadini dei quartieri e il contributo generoso degli attivisti di altri comitati e realtà, con una presenza costante dentro i cantieri per impedire i lavori e presidi sotto Comune e sede di Expo Spa. Proteste che hanno ottenuto un primo risultato importante: il blocco dei lavori e la disponibilità della Giunta a ridefinire il progetto. Per la prima volta la macchina di Expo si blocca e viene messa in discussione dalla mobilitazione popolare. E in discussione sono anche i poteri di Sala, commissario speciale e A.D. di Expo Spa, che decide se vanno o non vanno fatte le bonifiche. Un risultato che lascia sullo sfondo almeno un paio di considerazioni che non possono essere trascurate. La prima riguarda i poteri speciali conferiti a Sala: l'eletto da nessuno, ma scelto da alcuni particolarmente interessati, decide per tutti e, con un solo colpo di penna, può permettere di effettuare lavori su terreni dichiarati pericolosi (e che andrebbero bonificati prima di ogni eventuale lavoro) a scapito della popolazione. La seconda è una diretta conseguenza di questa scelta e verte sul diritto alla salute quando la politica (e i politici) si ritira e saltano i meccanismi di rappresentanza e mediazione: nel silenzio della Giunta Pisapia (colpevole di non aver stralciato in toto il progetto EXPO quando poteva farlo) e nell'impossibilità imbarazzata dei suoi organi di controllo di fermare le ruspe su quei terreni, il diritto alla salute diventa un lusso per alcuni e una scommessa per tutti gli altri, dentro una partita che si gioca tra singolo cittadino e impresa privata che fa i lavori dopo l'avvallo del commissario speciale. E’ il caso degli operai stranieri che, a inizio novembre, sono saliti su una delle gru del cantiere Merlata dove lavoravano, chiedendo i quattro mesi di salario non ancora corrisposti. Nel silenzio dei media e della Giunta arancione si è consumata la prima protesta contro le condizioni di lavoro imposte nei cantieri dell’Expo, in particolare ai lavoratori non sindacalizzati. E’ il caso, però, anche degli operai edili appartenenti alle sigle confederali, che venerdì 13 dicembre hanno scioperato e manifestato proprio ai cancelli dei cantieri nord dell’Expo. Il motivo? Protestare contro la deroga al Contratto nazionale per chi lavora alla costruzione del sito del megaevento: decisione che comporta salari più bassi anche per i sindacalizzati e l’applicazione di un modello contrattuale che azzera le tutele dei Ccnl, generalizzando così la precarietà già prevista dall’accordo del 26 luglio sui contratti di lavoro dentro il megaevento (e oltre). E' il caso anche dei movimenti per la casa e dei Comitati per il Diritto all’Abitare, che devono affrontare emergenze abitative in pieno inverno avendo a che fare con un’Aler corrotta e incapace, che si è “scoperta” con un buco di oltre 400.000 euro dovuto a cattivi investimenti e mala amministrazione. Così come è il caso del movimento studentesco milanese e degli insegnanti delle scuole comunali, che negli ultimi mesi hanno riconosciuto nell’enorme buco di bilancio causato da Expo una delle principali cause della chiusura di alcune scuole (come nel quartiere Gallaratese, proprio quello interessato dalla Via d’Acqua), del progressivo abbandono da parte delle istituzioni competenti degli istituti ancora aperti.

La materialità del processo Expo, questa dimensione fatta di cemento e ruspe a scapito di tessuti sociali vivi, pur essendo all’inizio, è quindi già entrata prepotentemente nella vita pubblica della città sollevando resistenza. I prossimi mesi si rivelano quindi decisivi. Movimenti sociali, comitati di quartiere, cittadini di diverse fasce di reddito, lavoratori precari o in nero e operai: è evidente che tutti questi soggetti sono giunti sotto il Comune di Milano, sotto la sede di Expo di via Rovello e hanno fronteggiato i cantieri aperti (i tre luoghi simbolo delle larghe Intese che uniscono politica, finanza, grossa e piccola imprenditoria) arrivando da percorsi diversi. Però, esattamente come esiste una materialità comune che caratterizza il mega evento, allora è possibile individuarne una condivisa anche tra i molti soggetti che a questo si oppongono. “A lotte comuni un vocabolario comune”, abbiamo detto più di una volta: la sfida che ci aspetta nel cruciale 2014 è cominciare a raccogliere quanto seminato nel lavoro degli anni scorsi e dargli un senso in vista del primo maggio 2015. 

Il primo passo è bloccare la Via d'acqua. Dopo aver parlato di NoExpo è ora di agire da NoExpo.

Italia Nostra sulla via d'acqua




martedì 24 dicembre 2013

EcoAuguri di Buon Natale e di buona rinascita

auguri di buon Natale a tutti
in particolare a chi lotta e si impegna per un mondo migliore, non a parole ma coi fatti
penso ai presidi in Val Susa, a Milano per fermare lo spreco e scempio della via d'acqua,
a chi ha limitazioni della libertà per aver difeso il diritto di tutti a un mondo migliore, per il diritto all'istruzione, a una scuola libera, per il diritto di avere una casa
come disse quello là "la storia mi giudicherà, la storia mi assolverà"

siamo vicini agli operai della GAI TESSILE di Inveruno, quando tutto sembrava andato e perduto, una fiamma di dignità si è riaccesa e che emozione veder riaffiorare la consapevolezza che "siamo noi, solo noi a decidere del nostro futuro", poi, chissà come finirà, ma solo chi non lotta ha già perso
forse il senso del Natale è anche questo: non perdere la speranza, ritrovare e riscoprirsi umanità

buon Natale a chi sta male e a chi sta bene

la consapevolezza del nostro ruolo nella storia
la consapevolezza di quello che incidono le nostre azioni
l'ecologismo nasce come pratica che per forza di cose lascia i compromessi da parte, quando si parla di vita non ci si può accontentare di sopravvivere

buon Natale

un pensiero a Taranto e all'impegno del portavoce nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, che insieme a tanti cittadini consapevoli sta portando dignità e speranza in una città svenduta dalla politica più marcia e corrotta, come la magistratura sta dimostrando
la politica è fatta di compromessi, si sa, ma ci sono valori che non si possono mettere sul piatto della bilancia
e la vita, la salute dei lavoratori, dei cittadini, non si può barattare
che senso ha provare a sopravvivere per poi morire di lavoro?

un pensiero anche al Giappone, ancora alle prese con il disastro nucleare che ha lasciato segni indelebili

un pensiero a tutti gli studiosi, a chi pratica ecologia, a chi ha cambiato il proprio stile di vita

Buon Natale


un video scherzoso, una sorta di "collage" per ricordare i nostri valori e da dove veniamo
e dove vogliamo andare
Ecologisti del Ticino

martedì 17 dicembre 2013

video eco di dicembre




e dal castello Visconteo di Abbiategrasso una riflessione per ridare dignità al movimento ecologista in questa penisola


domenica 15 dicembre 2013

Boffalora per la sostenibilità ambientale. Trashed e intervento di Enzo Favoino

Due settimane fa è stata detta fine alla costruzione di inceneritori in Lombardia
la lista Civica  "insieme per Boffalora" ha proposto alla cittadinanza la visione del film/documentario
Trashed; a seguire l'interveno di Enzo Favoino della scuola agraria di Monza per illustrare la "storia"
della riduzione dei rifiuti nell'Est ticino e in tutta Europa






mercoledì 4 dicembre 2013

basta inceneritori in Lombardia. una storica battaglia ecologista vede finalmente una importante vittoria

finalmente!!
dopo la vittoria NO ELCON di Castellanza, ultima in ordine di tempo, e le altre battaglie per l'aria pulita e la riduzione dei rifiuti, finalmente una buona notizia. 
certo, conoscendo la politica, soprattutto quella lombarda, non si può mai abbassare la guardia, ma pare comunque un buon risultato;
sotto, riportiamo il comunicato stampa del movimento cinque stelle che ha saputo portare avanti la storica battaglia contro gli inceneritori
Da Ecologisti siamo contenti di questo, anche se, come potete leggere, i cinque stelle da novizi della politica, hanno un po' le idee confuse sulle strategie di uscita, ma poco male, oggi li ringraziamo e speriamo che questo loro impegno prosegua per il bene dei cittadini

dal sito personale di Gianmarco Corbetta; e questo la dice lunga sulla capacità e volontà democratica o, se volete, sui resti nocivi e dannosi del "berlusconismo" che hanno portato alla "personalizzazione" della politica, a scapito della sfera collettiva e pubblica.
COMUNICATO STAMPA
Oggi il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato definitivamente una risoluzione – nata per iniziativa del movimento cinque stelle – che prevede la dismissione di parte del parco inceneritori lombardo, stante il forte squilibrio previsto nel prossimo futuro tra la capacità di incenerimento presente nella nostra regione e la produzione lombarda di rifiuti urbani residui. Le sollecitazioni del Movimento per un piano di dismissione degli impianti hanno convinto le forze politiche e la risoluzione che ne è scaturita, dopo un lungo lavoro di mediazione, è stata approvata all’unanimità dal Consiglio.
Gianmarco Corbetta, consigliere del movimento cinque stelle Lombardia, dichiara: “Siamo più che soddisfatti per il risultato ottenuto a cui hanno contribuito tutte le forze politiche presenti in Regione. Si tratta di un provvedimento che segnerà una svolta storica nella gestione dei rifiuti in Lombardia (e, come naturale conseguenza, in tutta Italia). L’aver puntato pesantemente per decenni sull’incenerimento è costato alla nostra regione il primato della raccolta differenziata: eravamo primi 20 anni fa, ora siamo stati superati da Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Piemonte ma potremmo perdere anche il quinto posto in classifica a beneficio della Sardegna e delle Marche! Finalmente con questo provvedimento si volta pagina: dopo il trentennio degli inceneritori, si può aprire l’epoca della raccolta differenziata spinta e del recupero di materia dai rifiuti, a tutto beneficio dell’ambiente e della salute dei cittadini.”
Ora spetta alla Giunta regionale individuare i tempi e i modi per attuare il piano di dismissione. I criteri per individuare gli impianti da chiudere sono contenuti nel provvedimento appena approvato in Consiglio: si partirà dai meno efficienti sotto il profilo ambientale. “Legambiente – prosegue Corbetta – ha appena pubblicato un dossier sul tema della dismissione degli impianti lombardi: emerge chiaramente che l’inceneritore di Desio è il più inquinante di tutti per quanto riguarda le polveri sottili. Per Legambiente i primi da chiudere sono quelli di Desio, Busto Arsizio (VA), Parona (PV) e Cremona. Credo che la chiusura di Desio in tempi brevi sia nell’ordine naturale delle cose, i sindaci di centro-sinistra che hanno recentemente approvato il folle piano industriale di Bea (che prevede il potenziamento e il prolungamento in vita per altri 18 anni dell’impianto) escano dal sonno della ragione in cui sono caduti da troppo tempo”.

lunedì 25 novembre 2013

Milano i residenti di zona 7 e zona 8 "Salviamo i parchi dallo scempio, basta inutili sprechi coi soldi delle nostre tasse!"


Assemblea interessante e partecipata, da segnalare anche l'approfondimento sulle bonifiche e la situazione dei terreni VIDEO ASSEMBLEA




dalla pagina facebook difendiparcotrenno          

Aggiornamenti su proseguo iniziative dopo l'assemblea di stasera:
- da oggi 26N tutti i giorni presidio permanente dentro il Parco Trenno con base il cantiere lato via lampugnano 


- comunicazione a tappeto nei quartieri adiacenti il parco con raccolta di firme
-2dic H21 coop labriola via falck 51 Assemblea 
-7dic giornata di mobilitazione dentro il Parco Trenno con iniziative varie comunicazione intrattenimento azioni
-9dic manifestazione cittadina (coinvolgendo altri comitati contrari a opere legate a Expo) in piazza scala durante il consiglio comunale
- esposti alla magistratura per rischio salute e sicurezza x lavoratori e popolazione legato a zone da bonificare lungo tracciato viadacqua e alla corte dei conti x costo opera inutile vista presenza di soluzioni alternative a minor costo
RESTA CONFERMATO CHE IN CASO DI AVVIO REALE DEI LAVORI DAL GIORNO SUCCESSIVO MOBILITAZIONE PERMANENTE ORE 8 AL CANTIERE E NEL CASO SONO GIÀ PREVISTE ALTRE INIZIATIVE



































                                                                                                                 Ecologisti del Ticino 
  


         







Assemblea Nazionale dei Verdi 2013. video e foto

la comunicazione della Presidentessa dei Verdi Lombardi 
Elisabetta Patelli

Parità di genere’ per la prima volta anche al vertice di un partito in Italia. Protagonisti i Verdi che alla 32/ma Assemblea nazionale, chiusa oggi a Chianciano Terme (Siena), hanno rieletto Angelo Bonelli come portavoce affiancandogli però, con uguali funzioni, Luana Zanella. Insieme i coportavoce dovranno rilanciare un partito che pur guardando al centrosinistra, vuole restare autonomo e cercare consensi tra ”i 6 milioni di italiani che vivono in terreni contaminati” convinti, dicono, ”che ci sia davvero bisogno di una svolta ecologista”. Anche per questo non si schierano con nessuno dei candidati alla guida del Pd, un partito che deve recuperare ”una proposta programmatica che parli di ecologia, dei temi dell’equità sociale come quello del trasporto pubblico esploso in questi giorni a Genova” aggiunge Bonelli.
Puntano a creare una coalizione che ”tenga conto delle nostre proposte politiche” spiega Zanella. Lei ”da donna”, si augura solo che nel Pd vinca il candidato ”più amico delle donne”. Piuttosto, ”consapevoli” dei loro limiti, guardano a ”unire”, fin dalle prossime europee e amministrative, movimenti ambientalisti come Green Italia e quello che sembra intenzionato a guidare Sergio Marini, ex presidente della Coldiretti. Assicurano di non temere la concorrenza di Grillo e del Movimento 5 stelle, perchè ”noi vogliamo governare i processi – dice Bonelli -, mentre Grillo si candida a fare una testimonianza forte ma come vediamo in Parlamento non riesce a incidere come, invece, accade in Germania dove i Verdi hanno costruito alleanze che hanno portato quel Paese fuori dal nucleare, o in Francia dov’è stata approvata una legge sul consumo del suolo”. Tra le differenze ricordano in particolare la loro battaglia per ”l’abolizione della legge sull’immigrazione clandestina: noi ci candidiamo a governare in Italia con progetti chiari”.
Zanella e Bonelli la battaglia interna al Sole che ride l’hanno vinta con il 72% dei voti dei 324 delegati. Alla seconda mozione, per la quale erano candidati Giampaolo Cesaretti ed Elisa Scarano, è andato il 28% dei voti. Con questi ultimi si era schierato, alla fine, anche l’ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio, che qualcuno aveva indicato come possibile candidato. In realtà, assicura lui, a Chianciano è venuto solo per chiedere ai Verdi unità e far approvare, cosa che è successa, la mozione contro la svendita a un privato dell’Isola di Budelli, nell’arcipelago della Maddalena, in Sardegna. Un altro tema, comunque, unisce tutti i delegati: è il giudizio sull’ex Premier Silvio Berlusconi che, spiega Bonelli, anche con le ultime affermazioni dimostra di ”non avere una visione democratica”.

a presto per i video, foto e le considerazioni e osservazioni dei protagonisti e per i nomi del nuovo Esecutivo della Federazione dei Verdi e del nuovo Consiglio Federale Nazionale dei Verdi

Gilberto Rossi    








giovedì 21 novembre 2013

Ossona. Un anno fa il presidio Bertola, oggi il deserto. Lettera alla cittadinanza

Un anno fa, fuori dai cancelli della logistica Bertola di Ossona, iniziava il terzo blocco delle merci per rivendicare gli stipendi arretrati, e veniva predisposto un presidio con gazebo; oggi, novembre 2013, leggendo la stampa, pare che la proprietà sia sotto procedura fallimentare e che i lavoratori non abbiano ancora ricevuto gli stipendi arretrati.
Il PGT di Ossona, non è ancora stato approvato e i lavori di stesura, sembrano non prendere strade brevi; sarebbe interessante capire cosa ne pensano gli ossonesi e i gruppi politici ossonesi in merito a quel capannone fallito.  
Un consiglio comunale straordinario aperto, sarebbe stato opportuno, ma questo è stato uno degli altri limiti della vicenda e "affaire" logistica.
Alla luce di tutto questo, pare necessario per il bene di Ossona e dei paesi limitrofi che le forze politiche locali si adoperino per analizzare la situazione e studiare delle soluzioni e quanto meno degli indirizzi di destinazione non commerciale (viste le criticità che come Verdi sollevammo già nel 2006).
Mancano 6 mesi alle elezioni amministrative di Ossona, questo è un tema che non si può non approfondire e che dovrà trovare proposte chiare e condivisibili dalla cittadinanza.
Un saluto a tutti gli ex lavoratori di C.emme.a e Bertola, la loro lotta è stata esempio di dignità per tutti gli ossonesi e per tutti i lavoratori.
Con questa comunicazione fb
l'Associazione dei VERDI di Ossona invita le forze politiche a avanzare ipotesi sul futuro del polo logistico in procedura fallimentare e a partecipare a una assemblea pubblica con i delegati sindacali di CGIL e CUB per ripercorrere la vicenda e conoscere e comunicare alla cittadinanza, finalmente, quello che è successo e perchè no, proporre e discutere per il bene e per il futuro di Ossona

Gilberto Rossi    portavoce dei Verdi di Ossona



l'immagine sotto non è un caso; la logica che ha consentito ai nostri politici e imprenditori di fare uno scempio nel CORRIDOIO ECOLOGICO DEI PARCHI DELLA PROVINCIA DI MILANO, è la stessa che ha fatto cementificare la liguria, la sardegna e il nostro territorio, ingabbiando i corsi d'acqua e predisponendo queste tragedie, in nome di speculazioni immobiliari e dei soliti interessi di pochi.


Lombardia 2013 rifiuti, la raccolta differenziata spegne gli inceneritori


Importante Dossier di Legambiente sulla situazione dei rifiuti in Lombardia, riportiamo l'articolo del Corriere della Sera e un riferimento a fondo pagina al deposito delle firme per la proposta di legge di inziativa popolare RIFIUTI ZERO
21 novembre 2013
La svolta
Dossier di Legambiente sul futuro dello smaltimento nella regione
La raccolta differenziata spegne gli inceneritori
Rifiuti in calo, troppi tredici impianti in Lombardia
II teleriscaldamento è un sistema che non sembra più convenire come quarant'anni fa


MILANO — Vent'anni dopo le battaglie contro le discariche, è arrivato il tempo di quelle agli inceneritori, che da tempo non è più neppure giusto chiamare così: se ne ricava energia, dunque sono termovalorizzatori. In Lombardia nel abbiamo 13, e sono troppi: da dieci anni, ormai, la quantità di rifiuti urbani è in calo, perché la crisi degli ultimi anni ha lasciato il suo segno anche nelle pattumiere, mentre ha fatto grandi progressi la raccolta differenziata: a Milano — per esempio — era intorno all' 11% vent'anni fa, oggi è al 35%, mentre Bergamo è arrivata al 53%. Guardando ai dati dell'ultimo decennio, nel 2012 la produzione di rifiuti in Lombardia è scesa dell'8% rispetto al 2008 (anno della produzione massima); quanto alla produzione pro capite è scesa ai livelli del 1999. Dunque, meglio fare da subito i conti con la realtà e prevenire, ovvero chiudere gli impianti che rendono meno e pensare ad un futuro «diverso» per altri. «Inceneritori in Lombardia: quanto basta?» è il titolo scelto da Legambiente per rilanciare il tema proprio «mentre la Regione sta compiendo i suoi ultimi passi istituzionali per l'approvazione del Programma regionale Gestione Rifiuti», che indica le direttive dei prossimi anni fino al 2020. Il dossier indica fra il 35% ed il 70% la capacità degli impianti lombardi che resterà inutilizzata in questi anni a venire se tutto rimanesse come ora. Se, cioè, la differenziata (frenata in alcune zone come Brescia e Pavia proprio dalla presenza di impianti) nei prossimi anni non migliorasse. Tanto è vero che già ora il 38% dei rifiuti bruciati in quei 13 forni sono rifiuti speciali: avendo raggiunto l'autonomia di smaltimento prevista dalla legge, i gestori degli impianti sono costretti ad andare a caccia di «combustibile», consumando anche materiale in arrivo da altre regioni o dall'estero. Impensabile, avverte Legambiente, la politica del «tirare avanti»: questi impianti comportano emissioni (in diversi casi già al centro di studi epidemiologici) su un'area —la Pianura Padana — già inquinata. Anche il teleriscaldamento, ormai, è un sistema che non sembra più convenite come fu 40-50 anni fa. E neppure si può pensare di continuare a smaltire gli speciali altrui, in zone dove i rifiuti dovrebbero essere portati solo da camion (gli impianti del Nord Europa che lavorano per conto terzi hanno collaudati collegamenti ferroviari o marittimi). «E' stata una buona tecnologia per la transizione dalla discarica al riciclaggio — dice il presidente di Legambiente Lombardia Damiano Di Simine — ma adesso il trentennio degli inceneritori è finito: vanno aiutate le imprese del settore a riconvertirsi per lavorare ciò che si ricava dalle raccolte differenziate e dal residuo». Primi candidati allo stop? I più inquinanti e meno efficienti: Corteleona(Pavia), Desio (Monza B.), Parona (Pavia) e Valmadrera (Lecco).
Laura Guardini

 

venerdì 4 ottobre 2013

Legge Rifiuti Zero. depositate le firme in parlamento  http://ecocivicilombardia.blogspot.it/2013/10/legge-rifiuti-zero-depositate-le-firme.html


mercoledì 20 novembre 2013

mercoledì 13 novembre 2013

3° pista, trashed (Film), Val Susa, Milano.. Inveruno, Parabiago, Milano, Chiomonte

ECOLOGISTI      DEL     TICINO


Un fine settimana pieno di iniziative per la difesa dell'ambiente e della qualità della vita, 
oltre all'atteso passaggio congressuale dei Verdi della Provincia di Milano, 
in vista del Congresso dei Verdi 23 24 novembre 2013 a Chianciano  

Giovedì a Inveruno si parla del futuro del Parco del Ticino e del nefasto e inutile progetto della terza pista e del polo logistico connesso, che andrebbero a cancellare per sempre una zona pregiata del parco.

Venerdì a Parabiago, "Trashed" il film documentario sui rifiuti (sotto la locandina la descrizione)

Sabato mattina h.9 a Milano, Congresso dei Verdi della Provincia di Milano

Sabato la passeggiata in Val Susa, partenza alle h. 13 Chiomonte per chi rimane a Milano e provincia, ricordiamo e invitiamo a partecipare,  alla biciclettata informativa sulle vie d'acqua,  l'ennesima inutile opera dannosa per l'ambiente e l'economia; ritrovo h.15 parco Trenno Milano


Invito  alla proiezione del Film "Trashed" presso la Biblioteca Civica di
Parabiago - via Brisa 1 - venerdì 15 Novembre ore 21,00.

Un film impressionante, un monito per uscire dall'era sporca degli inceneritori e andare verso 
la civiltà dello spreco zero”.
(Rossano Ercolini, vincitore del Goldman Environmental Prize 2013 per l'Europa).

C'è bisogno che questo argomento fastidioso sia compreso e condiviso dal maggior numero possibile di comunità in tutto il mondo per promuovere le soluzioni più creative e produttive. 
E' qui che i film possono giocare un ruolo importante: educare la società, portando argomenti 'difficili' a un pubblico il più ampio possibile”. (Jeremy Irons)

Jeremy Irons ci conduce attraverso i cinque continenti, mostrando quanto l'inquinamento dell'aria, della terra e degli oceani stia mettendo sempre più in pericolo non solo la salute, ma la stessa esistenza del genere umano. Un film che è un feroce atto d'accusa nei confronti della grande economia mondiale, 
ma anche un forte incitamento alla lotta e al cambiamento.
In nome di un mondo migliore.
TRASHED fa parte della Campagna Legge verso Rifiuti Zero 2020.

sabato 


il volantino per l'assemblea pubblica itinerante per il Parco di Trenno


venerdì 25 ottobre 2013

Parco del Roccolo, cittadini, associazioni e istituzioni contro il megallevamento

Gli Ecologisti del Ticino sono a fianco dei cittadini, del comitato radici nel cielo, delle associazioni ambientaliste, delle associazioni animaliste e, per una volta, di tutti i partiti, delle 5 amministrazioni dei comuni del Parco del Roccolo,
nel ribadire il no unanime e corale ad un insediamento non adatto a un PLIS e soprattutto al sito individuato tra Busto Garolfo e Canegrate, per i problemi noti, che da anni e anni stiamo ripetendo.

Parco del Roccolo, anno 2013, a 2 anni dall'esposizione universale di EXPO 2015, dove si parla di "nutrire il pianeta, energia per la vita", di Expo come occasione di turismo e di valorizzare i territori e le loro specificità; si vuole dare il via libera a un progetto che, oltretutto, è in palese contrasto anche con la recente normativa europea in materia di allevamento per le galline ovaiole.

Un impegno, quello della cittadinanza Bustese, che ha dato segnali positivi e importanti anche a livello nazionale, e soprattutto di consapevolezza alimentare; oggi molti consumatori, sono attenti all'etichettatura e non acquistano più uova provenienti da mega allevamenti, e anche i produttori sono più attenti e ovviamente adeguano l'offerta alla nuova "maggiormente etica" domanda dei consumatori

La Regione Lombardia dica qual'è la volontà politica, invece di nascondersi dietro a norme e cavilli; per citare una frase di una assemblea pubblica di 2 anni fa, sempre a busto per lo stesso tema, di fronte allo stesso "giochetto", "ma noi, abbiam votato i tecnici o i politici? chi decide? i tecnici o i politici?"



Ecologisti del Ticino



video del consiglio comunale di venerdì 25 ottobre 2013
http://www.youtube.com/watch?v=_hKiHl2glNY



per ricordarci il corteo del 22 ottobre 2011
http://www.youtube.com/watch?v=0v45TTF1vvk





venerdì 18 ottobre 2013

SMOG: BONELLI (VERDI), OGNI RAPPORTO E' UN BOLLETTINO DI GUERRA IGNORATO DA POLITICA

SMOG: BONELLI (VERDI), OGNI RAPPORTO E' UN BOLLETTINO DI GUERRA IGNORATO DA POLITICA
DESTINARE 15 MLD F-35 A PIANO MOBILITA' PUBBLICA: BASTANO 8 MLD PER 90 KM METRO,621 KM TRANVIE E 23 MILA AUTOBUS ECOLOGICI

"Ogni ricerca sullo smog contiene le cifre di un vero e proprio bollettino di guerra: una guerra drammatica, dimenticata ed ignorata dalla politica e dai governi che continuano a non avere piani di interventi risolutivi nei confronti di un'emergenza sanitaria e ambientale che ogni anno in Italia ruba la vita a oltre settemila persone". 
Lo dichiara il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli commentando la notizia che la Iarc (International Agency for Research on Cancer), agenzia che per conto dell'Oms analizza e classifica agenti e sostanze cancerogene, ha inserito lo smog da traffico e fumi industriali nella 'lista nera' dei fattori che causano il cancro.

"Da anni noi Verdi ci battiamo per far crescere gli investimenti per la mobilita' pubblica e la progressiva introduzione degli autoveicoli elettrici e ibridi nelle citta': purtroppo la risposta dei governi, in particolare gli ultimi, e' stata sempre e solo tagli - continua il leader ecologista -. Anche le risorse previste dall'ultima Legge di Stabilita' per il trasporto pubblico sono solo briciole che non affrontano un'emergenza che costa ogni anno almeno 2 miliardi di euro in termini sociali e sanitari".

"Continuare a buttare miliardi di euro in spese militare mentre le citta' affogano nei veleni e nelle polveri sottili e' uno schiaffo in faccia a tutti i cittadini che si ammalano a causa dello smog - conclude Bonelli -. Il governo cancelli i 15 miliardi destinati all'acquisto degli F-35 e destini quelle risorse ad un Piano strutturale per la mobilità urbana: con 8 miliardi di euro si possono realizzare 90 km di metropolitane, 621 Km di tramvie e acquistare 23000 autobus ecologici, rivoluzionando la mobilità e ripulendo l'aria dai veleni dello smog".
 dal profilo fb. di Angelo Bonelli  portavoce nazionale della Federazione dei Verdi
 
 

sabato 5 ottobre 2013

GreenItalia e Mario Tozzi per la sostenibilità ecologica

Milano       Teatro Franco Parenti
Una settimana importante per gli Ecologisti del Ticino e gli ambientalisti lombardi, impegnati sempre su molti fronti, oggi era il giorno della festa per i cittadini della Valle Olona che festeggiavano il no definitivo all'inceneritore che minacciava i loro polmoni, prosegue l'intensa mobilitazione a Paderno Dugnano contro lo sciagurato progetto di 14 (quattordici) corsie tra le case, e questi solo per citarne alcune.
Una settimana importante per l'incontro di lunedì pomeriggio al Teatro Franco Parenti di Milano, dove si è ragionato su questo "scollamento" tra l'Italia, in particolare la Lombardia con il resto d'Europa, in merito alla legislazione ambientale e anche all'adozione di abitudini e stili di vita ecocompatibili e di Green Economy.
greenitalia Milano 30 9 2013 Video

Abbiategrasso
Lunedì sera, in un consiglio comunale gremitissimo, il pd (maggioranza) ha votato la mozione a difesa dell'area umida, presentata da CambiamoAbbiategrasso, ed è stato un toccasano per il corpo e per lo spirito sentire ripetere più volte che "i diritti edificatori", non sono diritti universali, non sono il diritto alla casa, il diritto alla salute, il diritto alla scuola etc. etc..  e ci sono varie sentenze che consentono ai comuni di svincolarsi. (questo merita un post a parte)


Venerdì, presso la sala eventiquattro del sole24ore, si è svolto l'importante convegno promosso dalla fondazione per lo sviluppo sostenibile di Edo Ronchi, dal tema "Infrastrutture verdi e capitale naturale"; sono intervenuti numerosi luminari, oltre agli Assessori Regionali, Provinciali e Comunali competenti l'argomento.
Segnaliamo anche il nuovo Blog di Verdi Ambiente e Società, focalizzato sul quartiere di Niguarda e Milano
dove potete trovare le interviste a Edo Ronchi e al professor Giuseppe Gisotti Geologo della SIGEA

Magenta
Venerdì sera, una delegazione degli Ecologisti del Ticino ha partecipato alla Fiaccolata per la Pace e per il dialogo tra le religioni e i popoli, fiaccolata resa ancor più toccante dall'ennesima tragedia accorsa nel mediterraneo
Fiaccolata per la Pace Video











Ivo Colomobo, Mario Tozzi e Gilberto Rossi
Degna conclusione della settimana, è stato l'interessante incontro con il geologo, divulgatore scientifico, Mario Tozzi, che nella bucolica cornice di Cascina Cuccagna ci ha parlato del suo ultimo libro e ha soddisfatto le curiosità dei presenti.
Mario Tozzi la sostenibilità ecologica Video








venerdì 4 ottobre 2013

Legge Rifiuti Zero. depositate le firme in parlamento

4 ottobre 2013 

di Francesco Cancellieri, Centro Educazione Ambientale Messina per greenreport.it 

La presidente della Camera Laura Boldrini ha ricevuto a Montecitorio i promotori della campagna “Rifiuti zero”, che hanno consegnato alla Camera dei deputati le 80.000 firme raccolte a sostegno di una proposta di Legge di iniziativa popolare per Rifiuti zero. 
La Campagna si propone di massimizzare il riuso e il riciclo dei rifiuti, contrastando il ricorso allo smaltimento in discarica e all’incenerimento. «E’ un processo di vera sostenibilità – ha affermato Massimo Piras, primo firmatario della proposta – che può far ripartire il ciclo economico e creare, a regime, 500.000 posti di lavoro». «L’Europa ormai riconosce che il cassonetto è una vera ‘miniera urbana’ – ha aggiunto Rossano Ercolini, recente vincitore del premio per l’ambiente ‘Golden Environmental Prize’ – e chiede che l’industria manifatturiera sia in grado di riutilizzare i rifiuti, anziché bruciarli».
La Presidente della Camera si è congratulata coi promotori per il loro impegno e per le firme raccolte: «E’ un segno della voglia di partecipare della società italiana, che indica anche fiducia nell’Istituzione parlamentare. La proposta di iniziativa popolare è un importante intervento diretto nel processo legislativo, ma fin qui è stato troppo spesso trascurato, dimenticando i testi nei cassetti del Parlamento. Per questo alla Camera stiamo lavorando intensamente ad una riforma del regolamento che, tra le altre cose, assicuri alle proposte di legge di iniziativa popolare tempi certi e procedure trasparenti per il loro esame».
Quanto al contenuto della campagna “Rifiuti zero”, la presidente Laura Boldrini ha sottolineato che quella dei rifiuti è diventata una grande sfida su cui si è aperto un serrato confronto anche a livello internazionale. Una grande questione ambientale, ma anche economica, civile e di lotta ai poteri criminali: «Bisogna riconoscere che quella delle discariche e degli inceneritori è una strada senza uscita e occorre dunque progettare un’altra strategia. E’ sempre più necessario ragionare su modelli di sviluppo sostenibile e in linea con i parametri e gli standard previsti dalle norme europee». 
La presidente Laura Boldrini si è impegnata a sostenere questa decisiva battaglia di civiltà che oltre a tutelare la salute e l’ambiente potrebbe dare concretamente un contributo ad un nuovo ciclo economico industriale sostenibile con un riflesso occupazionale pari a circa 500.000 posti di lavoro a regime al 2020. 
Massimo Piras conclude con un auspicio ed un intento operativo: «Ora la battaglia si sposta nel confronto con i gruppi parlamentari, a patto che la crisi istituzionale in atto ci consenta di proseguire in questa legislatura la nostra attività, e con le commissioni parlamentari competenti a cui chiederemo di rispettare il lavoro profuso dal coordinamento nazionale e lo spirito di una legge popolare alternativa evitando di stravolgerne con tattiche emendative i contenuti fondativi stessi».
Massimo Piras ci ha aggiornato sulla campagna Legge Rifiuti zero costantemente e, come atteso, si è avuto uno scatto nell’ultima settimana prima della consegna presso la Camera dei deputati dei plichi dei moduli certificati con un andamento che ha registrato una escalation di arrivi dal 18 settembre 2013 (data a cui risultavano presenti solo 27.000 moduli validi) sino al raggiungimento, all’ultimo giorno di lavoro domenica 28 settembre 2013 (con consegna a mano), delle 80.046 firme valide da tutta Italia. 
Stanno ad oggi continuando ad arrivare decine di pacchi di moduli validi, e si ha notizia che sarà possibile depositare anche le firme consegnate entro e non oltre il 3 ottobre 2013 presso il centro di raccolta nazionale – Casa Diritti Sociali in piazza Vittorio Emanuele II° n. 2 – 00185 Roma. 

Sintesi della proposta 
Le finalità generali del presente disegno di Legge di iniziativa popolare si fondano sulle seguenti linee direttrici: 
Far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta
Rispettare gli indirizzi della Carta di Ottawa, 1986
Rafforzare la prevenzione primaria delle malattie attribuibili a inadeguate modalità di gestione dei rifiuti
Assicurare l’informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiuti
Riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000;
Recepire ed applicare la Direttiva quadro 2008/98/CE
Recepire ed applicare il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali

Per perseguire le suddette finalità, il presente progetto di legge contiene una serie di misure finalizzate a:
Promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo
Spostare risorse dallo smaltimento e dall’incenerimento verso la riduzione, il riuso e il riciclo
Contrastare il ricorso crescente alle pratiche di smaltimento dei rifiuti distruttive dei materiali
Ridurre progressivamente il conferimento in discarica e l’incenerimento
SANCIRE il principio “chi inquina paga” prevedendo la responsabilità civile e penale per il reato di danno ambientale
Dettare le norme che regolano l’accesso dei cittadini all’informazione e alla partecipazione in materia di rifiuti
Introdurre forme di cooperazione tra Comuni per la raccolta porta a porta e la filiera di trattamento al fine di sviluppare l’occupazione locale in bacini di piccola-media dimensione, che favoriscano le attività di produzione e commercializzazione di materiali e prodotti derivati da riciclo e recupero di materia.